martedì 28 settembre 2010

Salari: Cgil, calo potere di acquisto di 5.453 euro

(ANSA) - ROMA, 27 SET - I lavoratori dipendenti italiani hanno perso in dieci anni oltre 5 mila euro di potere d'acquisto. Lo sostiene la Cgil. Nel rapporto sulla crisi dei salari presentato oggi, la Cgil spiega che nel decennio 2000-2010 le retribuzioni hanno avuto, a causa dell'inflazione effettiva piu' alta di quella prevista, una perdita cumulata del potere di acquisto di 3.384 euro ai quali si aggiungono 2 mila euro di mancata restituzione del fiscal drag che porta la perdita a 5.453. Nel biennio 2009-2010 - sostiene la Cgil la pressione fiscale e' ulteriormente aumentata dello 0,4%. In questi due anni - si legge nel Rapporto - l'incremento medio reale delle retribuzioni e' stato di appena 16,4 euro netti al mese ma se si calcola anche l'incidenza della cassa integrazione, fortemente aumentata a causa della crisi economica, l'aumento medio reale in busta paga per i lavoratori dipendenti e' stato di 5,9 euro netti. La perdita di potere d'acquisto cumulata nel decennio (5.453 euro medi per lavoratore) equivale - secondo i calcoli della Cgil - a circa 44 miliardi di maggiori entrate per lo Stato. ''Questo spiega perche' - afferma il Rapporto - nel decennio 2000-2010 le entrate da lavoro dipendente abbiano registrato una crescita reale (quindi al netto dell'inflazione) del 13,1% a fronte di una flessione reale di tutte le altre entrate del 7,1%''. Gli anni peggiori per le retribuzioni italiane, senza considerare il fiscale drag, - secondo la Cgil - sono stati il 2002 e il 2003 con oltre 6.000 euro di perdita cumulata a causa dell'aumento dell'inflazione.

fonte: www.borsaitaliana.it 

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domenica 26 settembre 2010

Cambia anche a Milano la modalità per prenotazione Rol

Anche a Milano, dall'emissione della prossima turnistica del 27 settembre, partirà l'attuazione dell'accordo di secondo livello del 25 settembre del 2008 che, nella parte dedicata ai ROL, sposta la soglia dal 7% al 8% e prevede la creazione di una Commissione paritetica per lo studio della maggiore fruibilità dei ROL stessi.
Queste innovazioni sono il frutto di una lunga sperimentazione in tutte le sedi Vodafone, che ha regolato il funzionamento di prenotazione dei ROL con Repi, e che sta tuttora continuando, in modo tale da consentire al maggior numero possibile di lavoratori di poterne usufruire. 
Le novità sono brevemente spiegate qui di seguito nel dettaglio:
  • Limite individuale di richiedibilità di tre ROL al giorno;
  • Richiesta ROL a 30 giorni con un sistema rolling, ossia per i successivi 30 giorni da quello della richiesta: ad esempio oggi 27 settembre posso richiedere tre giorni fino al 27 ottobre, da domani altri tre giorni fino al giorno 28 ottobre e così via;
  • Richiesta ROL dalle 12 e dalle ore 16 a giorni alterni (oggi posso prenotare dalle ore 12, domani non prima delle ore 16), questo per non penalizzare i part-time che iniziando il pomeriggio vedrebbero violata la possibilità di prenotare almeno per una settimana;
  • Visibilità oraria della disponibilità in Repi: ROSSO: scarsa possibilità, GIALLO: media possibilità (si gestiscono le rinunce, secondo il criterio di massimo utilizzo dei ROL disponibili), VERDE: alta possibità;
  • Visibilità dello storico dei ROL accettati;
Invitiamo tutti i lavoratori a comunicarci qualunque criticità, dubbio o problematica che si presenti nell'utilizzo di Repi in modo che si possa intervenire tempestivamente.

Grazie per la collaborazione
Marco Maddalo(membro SLC-CGIL della Commissione Nazionale Rol)


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venerdì 24 settembre 2010

Tassazione Sostitutiva dei compensi legati ad una maggiore produttività

Con la Risoluzione 83/E del 17 agosto, l’Agenzia delle Entrate aveva previsto la possibilità per i contribuenti che per gli anni 2008 e 2009 avevano percepito compensi relativi al lavoro straordinario e notturno rientranti nella tassazione sostitutiva del 10% e che in origine erano stati, da parte del datore di lavoro, assoggettati a tassazione ordinaria, di recuperare le maggiori imposte versate attraverso la presentazione entro il 30 settembre 2010:
  • di una dichiarazione integrativa, se per l’anno interessato avevano presentato la dichiarazione dei redditi;
  • di una istanza di rimborso ai sensi dell’art. 38 DPR n. 602/1973 se per l’anno interessato non avevano fatto la dichiarazione dei redditi.
Tenuto conto che tali adempimenti comportavano:
  • il rischio dell’esclusione dal diritto di accedere a tale agevolazione da parte di molti lavoratori a causa della tempistica troppo ristretta;
  • la difficoltà da parte dei datori di lavoro al rilascio tempestivo della documentazione necessaria per accedere all’agevolazione;
  • una disparità di trattamento tra i lavoratori che avevano prodotto o meno le dichiarazioni dei redditi per gli anni in questione;
  • lunghi tempi di attesa dei rimborsi per coloro che dovevano presentare l’istanza ai sensi dell’art. 38;
  • il recupero del rimborso comunque nel 2011 per coloro che potevano presentare la dichiarazione integrativa.
Per superare le difficoltà sopra elencate COMUNICHIAMO che l’Agenzia delle Entrate, su proposta del CAAF CGIL e della Consulta dei CAF, ha rinviato gli adempimenti relativi agli straordinari e al lavoro notturno nella prossima dichiarazione dei redditi.

Attraverso questa modalità tutti i lavoratori potranno accedere all’eventuale rimborso con la presentazione del MODELLO 730 o del MODELLO UNICO del 2011, evitando le disparità che si sarebbero verificate attraverso la procedura delle dichiarazioni integrative o delle istanze di rimborso che avrebbero comportato lunghe attese dei rimborsi con il rischio di dover subire anche eventuali sanzioni.

Si invitano pertanto tutti coloro che fossero interessati all’agevolazione, a rivolgersi presso le sedi CGIL, le CdlT e le Categorie per la prossima dichiarazione dei redditi o ad una delle nostre sedi CAAF CGIL .

Comunicato Caaf Cgil Lombardia

In data 27 settembre sono state pubblicate le seguenti Circolari dall'Agenzia delle Entrate, con utili approfondimenti sull'argomento.

Circolare N. 47/E 
Circolare N. 48/E


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martedì 21 settembre 2010

Tassazione agevolata lavoro straordinario e notturno

Con parere emesso il 17 agosto u.s., l’Agenzia delle Entrate ha chiarito i criteri di tassazione del lavoro notturno per i lavoratori dipendenti del settore privato. In particolare ha specificato come lo speciale regime di tassazione sostitutiva agevolata del 10% non riguardi solo le indennità o le maggiorazioni erogate per le prestazioni lavorative notturne ma anche il compenso ordinario corrisposto per la stessa prestazione lavorativa.
Il massimale annuo per il quale si applicherà la tassazione agevolata ammonta a € 3000 per il 2008, € 6000 per il 2009 ed il 2010.
Per poter avvantaggiarsi della tassazione agevolata il reddito imponibile del lavoratore dovrà essere stato di €30000 per il 2007, €35000 per gli anni 2008 e 2009. Tale regime di tassazione agevolato è da applicarsi, naturalmente, anche a quei lavoratori non turnisti che prestano il loro lavoro giornaliero normale nel periodo notturno e a coloro che, occasionalmente, si trovino a rendere prestazioni che rientrano nella nozione di lavoro notturno, così come definito dalla contrattazione collettiva.
Questo parere conferma quindi il diritto, per i lavoratori ai quali le retribuzioni in questione siano state tassate senza agevolazione, a presentare istanza di rimborso o far valere la tassazione agevolata con dichiarazione dei redditi integrativa


Nei casi in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi, sarà possibile recuperare il maggior credito attraverso la presentazione di un UNICO Integrativo utilizzando il maggior credito IRPEF e addizionale per compensare il debito di imposta sostitutiva (F24 a zero) e recuperando il credito residuo nella prima dichiarazione utile.
Vi indichiamo, le principali casistiche possibili:

Somme percepite nel 2008 e lavoratore che nel 2009 ha presentato la dichiarazione dei redditi (730 o UNICO):

è possibile presentare dichiarazione integrativa con modello UNICO entro il 30 settembre 2010 e far valere il maggior credito nella dichiarazione del prossimo anno. Oltre il 30 settembre sarà possibile presentare istanza di rimborso ai sensi dell’art. 38 DPR n. 602/1973, all’ufficio periferico dell’Agenzia competente per territorio di residenza del lavoratore.

Somme percepite nel 2008 e lavoratore che nel 2009 NON ha presentato la dichiarazione dei redditi:

è possibile presentare istanza di rimborso ai sensi dell’art. 38 DPR n. 602/1973, all’ufficio periferico dell’Agenzia competente per territorio di residenza del lavoratore.

Somme percepite nel 2009 e lavoratore che nel 2010 ha presentato la dichiarazione dei redditi con modello 730:

è possibile presentare un UNICO Correttivo nei termini entro il 30 settembre 2010, dopo tale data sarà possibile presentare un UNICO Integrativo fino al 30 settembre 2011.

Somme percepite nel 2009 e lavoratore che nel 2010 NON ha presentato la dichiarazione dei redditi:

è possibile presentare la dichiarazione con modello UNICO/2010 entro il 30 settembre 2010 e far valere il maggior credito nella dichiarazione del prossimo anno.
Oltre il 30 settembre e fino al 29 dicembre 2010 la presentazione della dichiarazione sarà possibile pagando la sanzione per tardiva presentazione.
Oltre il 29 dicembre è possibile presentare istanza di rimborso ai sensi dell’art. 38 DPR n. 602/1973, all’ufficio periferico dell’Agenzia competente per territorio di residenza del lavoratore.





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Susanna Camusso, la first lady della Cgil

Dal 20 settembre Susanna Camusso è il leader "in pectore" della Cgil.La risposta operaia alla Confindustria di Emma Marcegaglia. Un segno positivo per l'Italia, dove le donne ai posti di comando si devono cercare col lanternino. Anche se c'è chi ha sottolineato che è stata eletta perché non si trovava un giovane. Ma pur sempre femmina è.

Di anni ne ha 55 ed effettivamente sarà il più anziano segretario generale dopo Bruno Trentin. Però è anche la prima donna alla guida di un'associazione operaia maschile per definizione. Proprio lei, che si dichiara una femminista convinta. Camusso è cresciuta in una famiglia di piccole donne: erano in quattro sorelle, con un padre socialista e direttore editoriale Mondadori.

Alle spalle una famiglia, appartenente alla buona borghesia meneghina, che aveva vissuto lo sterminio dei campi di concentramento. Perciò la giovane Susanna è cresciuta con la consapevolezza che nella vita "dovevamo camminare sulle nostre gambe, studiare e guadagnarci un lavoro". Tanto è vero che se n'è andata presto di casa perché aveva voglia di crescere. Il suo impegno come sindacalista inizia prestissimo, a vent'anni, durante gli studi per la laurea in archeologia (che non conseguirà) all'Università Statale. Seguono trentacinque anni di militanza, mai da comunista, e anche questa è una piccola rivoluzione per la Cgil. Sergio Cofferati l'ha portata alla segreteria lombarda, Guglielmo Epifani a quella confederale nel 2008, facendola già studiare da leader.

Ora la attendono otto anni di lavoro e sei milioni di iscritti, in un periodo economico durissimo. Ma soprattutto tante donne aspettano da lei un segnale per continuare quella rivoluzione delle pari opportunità che sembra essersi un po' incartata. Non una parità formale tra i sessi, ma "il riconoscimento delle diversità e di come possano collaborare". Alle donne italiane - tra cui c'è anche sua figlia Alice, 24 anni - promette servizi sociali, per metterle in grado di decidere liberamente se lavorare e/o occuparsi della famiglia. E punta tutto su una proposta rivoluzionaria: "la paternità obbligatoria, che costringerebbe padre e madre a dividersi equamente l'aspettativa post partum da trascorrere accanto al bambino"
Succede a Guglielmo Epifani alla guida del più grande sindacato italiano, anche se la nomina ufficiale arriverà solo il 3 novembre, secondo le procedure. 

autrice Maria Carla Rota
fonte: www.affaritaliani.it

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lunedì 20 settembre 2010

Siglato accordo per i lavoratori di Pieve Emanuele

Licenziati e reintegrati dal giudice, ora i 62 saranno riassunti
A partire da oggi, i 62 lavoratori licenziati nel giugno scorso dalla cooperativa R.M. e dal Consorzio Gemal malgrado una sentenza del giudice che il 3 agosto scorso obbligava a reintegrarli, "rientreranno progressivamente nei magazzini GS-Carrefour di Pieve Emanuele" in provincia di Milano. La Filt-Cgil annuncia infatti che "alla presenza del Prefetto di Milano e delle Rsa, è stato firmato l'accordo tra il sindacato, il Consorzio Gemal, la cooperativa Gioventù e la cooperativa R.M." "Le cooperative R.M. e Della Gioventù con il consorzio Gemal si sono impegnati a fare richiesta dell'apertura di ammortizzatori sociali che garantiscano a tutti i lavoratori il mantenimento del posto di lavoro" spiega la Filt, sottolineando che "per tutti i lavoratori a cui verrà applicato il Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore merci senza deroghe, è stato scongiurato il pericolo del mancato pagamento dei primi 3 giorni di malattia". "Per i 62 lavoratori è previsto, attraverso il pagamento della cassa integrazione ed una quota economica resa disponibile dalla cooperativa, il recupero delle mensilità non percepite nei mesi intercorsi tra i primi di giugno e il giorno del rientro in servizio" continua il sindacato, che con Nino Cortorillo e Rocco Ungaro, rispettivamente segretari della Filt-Cgil lombarda e milanese, evidenziano, tra l'altro, che "oggi pomeriggio abbiamo siglato un accordo che ripristina la legalità, i diritti e la validità del Contratto nazionale, e si sono ricreate le condizioni per relazioni sindacali costruite all'insegna del reciproco riconoscimento".


fonte: www.virgilio.it


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Ngn, accordo fra le telco. Modello "ibrido" per le reti

L'odierno tavolo tecnico convocato dal ministro Romani ha sortito l'intesa sull'equipment da utilizzare nell'ambito della realizzazione delle nuove reti ultrabroadband. Trovata una soluzione tecnica che consente l'utilizzo sia del Gpon sia del P2P. La prossima settimana via alla consultazione pubblica per il censimento della fibra
Accordo fatto tra i principali operatori nazionali di telecomunicazioni sul modello infrastrutturale alla base dello sviluppo delle reti Ngn.

L'intesa - di cui dà notizia una nota del Dipartimento Comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico - è stata raggiunta in occasione dell'odierno tavolo tecnico convocato dal vice ministro alle Comunicazioni Paolo Romani.

Il tavolo ha "definito il modello infrastrutturale di base  - cavidotti, fibre ottiche spente, collegamenti verticali, permutatori ottici e collegamenti ottici per stazioni radio base - che dovrà essere punto di riferimento dell'attività che Governo, Enti locali e operatori prevedono di sviluppare congiuntamente", si legge. "Un modello volto ad assicurare la massima armonizzazione con le infrastrutture esistenti". Secondo quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni si è optato per un modello "ibrido": di fatto si potranno utilizzare sia la tecnologia Gpon (caldeggiata da Telecom Italia) sia quella point-to-point (su cui invece sono orientati gli Olo). L'utilizzo delle differenti tecnologie - a scelta degli operatori - sarà possibile grazie all'utilizzo di un cavidotto in cui far transitare le fibre.

Il vice ministro alle Comunicazioni nell'evidenziare l'importanza dell'intesa " fondamentale proprio nell'attuale situazione economica che impone ogni sforzo per fare scelte mirate su progetti di natura infrastrutturale capaci di dare un impulso serio e strutturato alle prospettive di sviluppo e crescita del Paese" ha annunciato che "la prossima settimana avvieremo, tramite una consultazione pubblica, un veloce e accurato censimento delle infrastrutture in fibra ottica presenti nel Paese e dei relativi piani di investimento per lo sviluppo delle stesse nei prossimi tre anni. Questo atto è propedeutico all'identificazione delle aree oggetto di intervento secondo il modello su cui oggi è stato trovato l'accordo e a un celere e omogeneo sviluppo delle reti di nuova generazione sul territorio nazionale".

La prossima settimana inoltre il ministero convocherà gli operatori medi e piccoli ai quali sarà presentato il nuovo modello. "Hanno già manifestato al gruppo tecnico un concreto interesse a partecipare al progetto 'Italia digitale'".

E' fissata fra 15 giorni invece la seconda riunione con i vertici delle principali Telco "con l'obiettivo di sancire i principi e le tappe necessarie per l'avvio concreto della partnership pubblico-privata che possa operare sulle infrastrutture passive necessarie alle reti di nuova generazione".

La nota del ministero evidenzia che l'accordo raggiunto farà da base al perseguimento degli obiettivi definiti dall'Agenda Digitale europea che prevede entro il 2020 "che il 50% degli utenti domestici italiani ed europei abbia attivato abbonamenti per servizi con velocità superiore a 100 Megabit".

Intanto il presidente di Agcom ha espresso apprezzamento per i progressi registrati: "Poter disporre di un modello condiviso -spiega Corrado Calabrò - non può che agevolare il percorso di definizione delle nuove regole per le reti Ngn che l'Agcom si accinge a varare. L'Autorità affronterà nella prossima riunione del suo Consiglio tale compito, tenendo in massimo conto la Raccomandazione che la Commissione Ue renderà nota nei prossimi giorni e avvalendosi del contributo di tutti i soggetti interessati".

"In questo contesto - conclude - si affronteranno temi quali le procedure di migrazione dal rame alla fibra, la fissazione delle tariffe sia per le infrastrutture passive sia per i servizi Ngn, valutando anche quale risk premium riconoscere agli investimenti".


17 settembre 2010                           di Mila Fiordalisi

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Attività delle RSU

Le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) sono composte dai lavoratori, rappresentanti le sigle sindacali presenti in azienda, scelti tramite votazione dei lavoratori stessi.
Noi siamo una parte della RSU di Vodafone, eletti nelle liste del nostro sindacato confederale, la CGIL, nella categoria SLC (Sindacato Lavoratori della Comunicazione).

Di cosa ci occupiamo:

Tutti i Rappresentanti Sindacali sono tenuti a svolgere i compiti istituzionali di rappresentanza e difesa dei diritti e degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori Vodafone, sia a livello di sede sia a livello nazionale, tramite il Coordinamento delle RSU e il suo Esecutivo.

Contratti nazionali e accordi di particolare rilevanza

Le RSU seguono con attenzione le contrattazioni di categoria (chiamate anche "di I livello") e si fanno parte attiva nell'informare i lavoratori sulle caratteristiche e sul significato dei contratti collettivi sottoscritti, oltre a verificarne il rispetto in azienda.
Tutti coloro che desiderano prendere posizione su temi in qualche modo connessi agli interessi dei lavoratori in generale o alle vicende aziendali o all'attività sindacale in Vodafone, possono prendere contatto con le RSU e inviare i loro contributi, eventualmente da pubblicare in forma anonima, su questo blog.

Attività quotidiana

Le RSU operano ogni giorno per la difesa e l'estensione dei diritti e si preoccupano di vigilare contro ogni eventuale tentativo che Vodafone dovesse porre in essere contro gli interessi dei lavoratori.  Viene continuamente monitorata la situazione occupazionale aziendale, con particolare attenzione alle varie sedi e alle conseguenze di trasferimenti e centralizzazioni di attività.

Salute, sicurezza, ambiente, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS)

I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza svolgono il loro ruolo istituzionale.

Le donne: pari opportunità e tutela del lavoro femminile
E' costituita la commissione aziendale per le pari opportunità prevista dal CCNL.

Osservatorio permanente sul controllo a distanza
Il 9 maggio 2008
  è stato costituito un osservatorio permanente per tutelare i lavoratori dal controllo a distanza; l’osservatorio è composto da 6 rappresentanti sindacali (due per ogni sigla, CGIL-CISL-UIL) e la parte aziendale. I dipendenti Vodafone hanno ora uno strumento in più per vedere tutelati i propri diritti sul posto di lavoro. 

La Commissione formazione
Il 26 marzo 2008 è stato stipulato il verbale per l'accordo quadro fondimpresa, che ha creato la Commissione paritetica per la formazione continua composta da membri del coordinamento nazionale delle rsu e da rappresentanti aziendali, per valutare le possibili azioni di formazione dei lavoratori in Vodafone e avvia piani formativi per lo sviluppo delle competenze professionali sulla base dei fabbisogni piu diffusi all'interno della azienda

Disabilità e riduzione dell'handicap

Le R.S.U. garantiscono il loro impegno e l'assistenza a tutti i lavoratori che, in base alle norme di Legge e di Contratto, hanno diritto a facilitazioni in conseguenza di handicap loro e dei parenti a carico.


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sabato 18 settembre 2010

Documento Conclusivo Comitato Direttivo CGIL Nazionale 16 e 17 settembre 2010

La CGIL ritiene indispensabile ed improrogabile per il Paese una svolta radicale nella politica economica e sociale. Nei due anni trascorsi dal dispiegarsi della crisi economica, difatti, il Governo non ha attuato politiche di contrasto alla crisi, né politiche di crescita né affrontato il nodo principale della tenuta sociale del Paese, occupandosi dell’emergenza occupazionale, del rilancio del sistema produttivo, della tenuta dei redditi per lavoratrici, lavoratori e pensionati, determinando una situazione tale da penalizzare i soggetti più esposti, a partire da giovani, precari, coloro i quali hanno redditi bassi.
 
Il segno della priorità del Governo è data dalla vacanza da ben quattro mesi del ministro per lo sviluppo economico, e dal fatto che nel frattempo il ministero stesso sia stato svuotato di risorse e poteri.

 
La manovra economica è iniqua e sbagliata, ha determinato e continuerà a determinare un effetto depressivo sull’economia del nostro paese, ha accresciuto la diseguaglianza sociale e di reddito, chiedendo sacrifici a chi ha poco e nulla a chi ha molto, togliendo risorse ai comuni ed alle regioni, mettendo a rischio le politiche sociali, i servizi e le politiche di supporto a cassa integrati e disoccupati.


...

La CGIL, con la CES, chiede che l’Europa si doti di una propria politica economica e sociale che vada oltre la politica monetaria e restrittiva della BCE, armonizzando in senso equo le politiche fiscali dell’Unione. Occorre trovare nuove proposte che garantiscano tale obiettivo, come l'utilizzo di obbligazioni aggiuntive emesse direttamente dalla BCE che finanzino politiche di sviluppo, e introducendo una tassazione delle transazioni finanziarie che riduca il peso degli interessi sul debito pubblico.

Proporre scelte per la crescita presuppone partire dall’occupazione, agendo su tre direttrici:

  • piano per il lavoro
  • interventi urgenti sugli ammortizzatori sociali
  • politiche industriali, che determinino gli obiettivi di sviluppo e le politiche di sostegno alla ricerca e di finalizzazione delle infrastrutture
Un piano per il lavoro non può che partire dalla responsabilità pubblica e individuare quei settori della pubblica amministrazione oggi minacciati dai tagli lineari, in cui invece, investire per dare risposate ai cittadini e costruire sostegni allo sviluppo; sostenere e qualificare il lavoro pubblico sia guardando alla garanzia della tenuta del sistema dei servizi e della garanzia dei diritti sociali e di cittadinanza, sia al contrasto al precariato ed alla funzione della pubblica amministrazione come volano di sviluppo e dimensione del benessere.Pertanto per la CGIL è fondamentale sostenere e sviluppare la contrattazione di II livello.

Un piano per il lavoro si fonda sull’idea che per capitoli fondamentali quali: Istruzione, ricerca, sanità e forze dell’ordine e sicurezza non debbano essere interpretati come “costi” e subire  ingiustificabili tagli di organico, bensì essi dovrebbero vedere sul fronte organici programmi di inserimento, ripristinando criteri certi e qualificati di ingresso, e sul fronte dello politiche dei settori
investimenti qualificati che guardino all’efficienza

...

per leggere il documento integrale

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Crisi: Epifani, paese a rischio pericoloso degrado

In questo quadro la CGIL lancia le iniziative per l’autunno, a fine novembre prevista una grande giornata di mobilitazione a Roma

Il paese versa in una condizione di “pericoloso degrado”, che parte dai conflitti all'interno della maggioranza di governo, per passare alle ultime vicende, come quella del motopeschereccio italiano mitragliato da una vedetta libica, fino ad arrivare all'irrilevanza del nostro paese nel quadro internazionale, come dimostra l'affidamento degli incarichi per gli ambasciatori Ue. 
E' il quadro molto duro circa lo stato del paese - colpito da una crisi economica ancora molto dura - tracciato dal Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, nel corso della relazione introduttiva al Comitato Direttivo Nazionale, dove ha affrontato tutte le questioni sul tappeto: dalla crisi alla necessità di recuperare un potere contrattuale dal tentativo di isolamento. Inoltre, secondo il leader sindacale, se il paese vive una condizione difficile spetta alla CGIL stare in campo, con le sue proposte e con le sue iniziative di mobilitazione, rafforzando il tratto confederale e con in programma una grande giornata di mobilitazione da tenere a Roma a fine novembre.
“Siamo di fronte ad un rischio di pericoloso degrado paese - ha spiegato Epifani alla platea del Direttivo - che emerge da molti segnali allarmanti. E’ un quadro, rispetto al quale, un sindacato come la CGIL non può rinunciare, per le responsabilità e il ruolo che le compete, a reagire e ad esprimere un’idea alternativa per il paese”. 
Secondo il numero uno di Corso d'Italia diversi sono i segnali negativi, tra questi “c’è il livello e la modalità di scontro nella maggioranza e nel governo: non è una novità assoluta ma oggi ha toccato punte gravi con il pericoloso coinvolgimento degli stessi assetti istituzionali”. 
Altro esempio è la 'compravendita' di parlamentari, ovvero il gruppo dei 20 pronti a sostenere il governo per 'responsabilità nazionale': “Anche questo – ha detto Epifani - non è un fatto nuovo ma ora assume caratteristiche gravi; basti considerare la mancata nomina del ministro allo Sviluppo economico, vacante ormai da mesi, perché quella casella è diventata moneta di scambio nella trattativa di maggioranza”. Fatti che per il leader sindacale segnano “una delle pagine più buie della vita paese”.
Ma ancora: “Non ci sono parole, poi, per descrivere quanto avvenuto ai danni del peschereccio italiano colpito dalla motononave donata dal governo italiano e altrettanto incredibile è la giustificazione della vicenda espressa dal ministro degli Interni, che ha pensato di chiudere così la questione”. Così come colpisce la vicenda della scuola 'leghista' di Adro: “Non si può tacere sullo svilimento sostanziale della scuola pubblica, - ha accusato Epifani - non solo con il dramma dei precari e con il taglio delle risorse, ma con una imposizione di simboli di parte che non ha eguali in nessun paese democratico, con uno svilimento della funzione e persino della ‘sacralità repubblicana’ della scuola pubblica”. 
Infine, riferendosi all'affidamento degli incarichi per gli ambasciatori Ue all’Italia, alla quale sono andate le sedi di Albania e Uganda. “Non a caso è alla Germania, il primo paese manifatturiero dì Europa che fa una robusta politica industriale, che è andata la sede cinese”.
Un quadro duro, da dove emerge un paese su di una pericolosa china e che ha bisogno di un forte impegno della CGIL, alla quale “spetta di rafforzare profilo di iniziative con tratti sempre più fortemente confederali” mentre anche il quadro economico e sociale conferma “gli aspetti di difficoltà malgrado la probabile lieve salita del Pil, cosa del resto naturale dopo il crollo degli ultimi anni. L’Italia comunque sarà il paese che cresce meno in Europa con centinaia di migliaia di lavoratori in cassa integrazione e precari licenziati”. Secondo il numero uno della CGIL saranno necessari “sette anni per tornare alle condizioni pre-crisi” mentre la minore crescita del paese “non dipende dalla relazioni industriali, ma dall’assenza di una politica industriale, dall’inesistenza di investimenti e progetti su infrastrutture, servizi, formazione, ambiente e welfare”. Tutti temi che, per Epifani, “riguardano la crescita e lo sviluppo oltre che la condizione dei cittadini”.
Si rende per questi motivi necessaria “una svolta”, ed è per questo che, a proposito del rischio di caduta del governo su cui tutti si sono cimentati in questi giorni, “siamo stati i soli - ha affermato - a dire che il problema non è voto sì, voto no ma l’inadeguatezza delle politiche del governo a cui si accompagnano gli attacchi ai diritti lavoratori dei settori pubblici e privati”. Attacchi infatti vengono inferti nel pubblico dove “di fatto si va verso il blocco della contrattazione nazionale e di secondo livello, e verso il tentativo di cancellazione della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro”
Il rischio è “che dove scompare il sindacato torni la peggiore politica e le logiche di clientela”. Quanto ai settori privati, ha precisato, “prosegue l’attacco di Fiat e Federmeccanica sulla derogabilità del contratto nazionale. E’ un vera e propria messa in discussione dell’idea di scambio negoziale che si traduce in un attacco alla FIOM e alla CGIL, un’operazione avallata da Confindustria”. Non è però un caso isolato: “Si vanno moltiplicando intanto gli attacchi ai diritti, a cominciare dal diritto di sciopero, da Pomigliano alla Sevel, dalla Ferrari all’Università di Bologna”. Attacchi che non hanno alcuna giustificazione perché “è pretestuoso e falso dire che la CGIL non firma contratti: sono stati sottoscritti decine di accordi anche dalla FIOM e sono stati in generale buoni contratti”.

Ma adesso la questione da porre è come riconquistare il potere contrattuale. “Tutta la CGIL - ha detto - sosterrà la giornata di mobilitazione della FIOM (16 ottobre, ndr.) ma tutti insieme dobbiamo costruire una via di uscita da questa situazione. Di fronte ad un attacco di queste proporzioni è necessario stare in campo con più modalità: non sarà solo il conflitto a consentire la riconquista dei tavoli di confronto. Al conflitto bisogna unire una capacità di proposta : la difesa del contratto nazionale è essenziale ma passa per l’innovazione del contratto nazionale stesso”.


In questo quadro la CGIL lancia le iniziative per l’autunno.
 
“Nei prossimi giorni - ha annunciato Epifani - presenteremo proposte sugli ammortizzatori sociali, sul tema della democrazia e della rappresentanza sindacale, sul Mezzogiorno e sul sistema previdenziale”. Nello specifico ci saranno due richieste prioriterie: il superamento del tetto di 10.000 unità per il pensionamento dei lavoratori in mobilità posto dalla mavovra correttiva e l’estensione della cassa integrazione in deroga per il 2011 e il 2012. 
Inoltre, ha fatto sapere il segretario generale, “il 29 settembre aderiremo alla giornata di mobilitazione promossa dal sindacato europeo”. La CGIL, infatti, non è isolata rispetto al sindacato europeo, tutt’altro: “Ovunque sono stati fatti o si preparano scioperi contro le politiche dei governi”. E ancora la CGIL sosterrà con una forte iniziativa in programma il 24 settembre i settori della pubblica amministrazione e della scuola affinchè sia possibile eleggere a novembre le Rsu.

Infine, per la fine di novembre, “proporremo una grande giornata di mobilitazione a Roma”. Quanto al rapporto con CISL e UIL e in merito alla manifestazione da queste due promossa sul tema del fisco, Epifani ha detto: “CISL e UIL hanno deciso di andare ad una manifestazione senza la CGIL su un tema, il fisco, rispetto al quale i punti di vista sono sostanzialmente comuni: decisione poco comprensibile, mentre sarebbe necessario chiedere insieme al governo un tavolo di confronto mentre la situazione si fa più pesante per pensionati e lavoratori dipendenti (sui quali è persino cresciuto il peso del prelievo in questo anno difficile) e avanzano ipotesi - ha concluso Epifani - inaccettabili come la possibilità che le regioni taglino aumentino il prelievo addizionale Irpef a fronte di un taglio dell’Irap”


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venerdì 17 settembre 2010

Buy-back miliardario per il gruppo Vodafone

Avviato il buy-back da 2,8 miliardi. I prossimi passi di Vodafone Group

Vodafone
Group ha iniziato un programma di buy-back da 2,8 miliardi. Il programma consiste nel restituire agli azionisti il 70% dei proventi derivanti dalla vendita del 3,2% in China Mobile per 6,6 miliardi di dollari. Vodafone ha ricomprato 8,5 milioni di azioni ordinarie pagando fra i 160,3 pence e 158,2 pence.
Questo passo segue quello di scorsa settimana la cessione della fetta di China Mobile da parte di Vodafone. Secondo il Wall Street Journal, un altro passo potrebbe coinvolgere il 45% in Verizon Wireless negli Usa e le partecipazioni di minoranza in Sfr (Francia), in Polkomtel (Polonia), e in Bharti Holdings (India). Verizon Wireless è valutata 50 miliardi di dollari. Vodafone vorrebbe consolidarsi in Europa, Africa sub-sahariana e India e diventare un “provider totale”, dalla banda larga alla Internet Tv, dal fisso ai servizi d’intrattenimento.

fonte: www.itespresso.it

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mercoledì 15 settembre 2010

Vodafone: Colao, ancora un po' troppo pesanti e poco veloci (Wsj)

New York, 14 set - Usa la metafora di un aeroplano che non riesce a decollare perche' e' ancora "un po' troppo pesante e non abbastanza veloce", l'amministratore delegato di Vodafone, Vittorio Colao, per spiegare ai dipendenti del gruppo la direzione nella quale intende muoversi. Lo riferisce il Wall Street Journal in un articolo nel quale, partendo da una riunione con i dipendenti ad Amsterdam la settimana scorsa, illustra le strategie dell'a.d. al timone dell'azienda da due anni: 'gettare fuori bordo' parte del bagaglio che Vodafone ha accumulato nel processo di espansione nella telefonia mobile per puntare al "consolidamento e alla comunicazione totale". Questo vuol dire lo sviluppo nel settore in espansione della trasmissione dati. Parte di questo piano riguarda la cessione di partecipazioni di minoranza in operatori telefonici in varie parti del mondo. Un primo passo e' stato gia' fatto la scorsa settimana quando Vodafone ha venduto sul mercato per 4,3 miliardi di sterline (6,6 miliardi di dollari) il 3,2% di China Mobile. Altre possibili mosse, rileva il Wsj, potranno riguardare il 45% in Verizon Wireless negli Usa e le partecipazioni di minoranza nella francese Sfr, nella polacca Polkomtel, e nell'indiana Bharti Holdings. Si tratta di una 'svolta' non facile da gestire anche se potenzialmente queste partecipazioni potrebbero fruttare molto. La partita piu' difficile riguarda Verizon Wireless (che per cinque anni non ha dato dividendi a causa del debito ma che potrebbe valere, secondo gli analisti, almeno 50 miliardi di dollari) e per la quale restano aperte varie opzioni, tra cui anche la fusione tra i due proprietari, Verizon Communications e Vodafone. Nel frattempo, tutte queste partecipazioni sono state raggruppate in una divisione ad hoc. Stop, dunque, all'espansione geografica dei servizi 'voce' e consolidamento nelle tre regioni chiave: Europa, Africa sub-sahariana e India con l'ampliamento del ventaglio di servizi offerti, che potranno andare dal telefono fisso alla banda larga fino ai servizi di entertainment e alla tv via internet. La ricetta, spiega Colao, potra' variare a seconda dei Paesi ma l'obiettivo e' quello di fare dell'azienda un 'provider totale' nel settore della comunicazione, "il numero uno o il numero due nelle nostre aree-chiave". La strada non e' in discesa, conclude il quotidiano americano, sia perche' la maggior parte del giro d'affari di Vodafone riguarda ancora la telefonia 'in voce' sia perche', a livello locale, ci sono risvolti importanti da definire, come la disputa in corso con le autorita' indiane in campo fiscale.

fonte: www.ilsole24ore.com

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martedì 14 settembre 2010

Mass Recording: raggiunte le intese a livello nazionale e locale

Premessa
Dopo quasi 10 mesi di serrato confronto tra le Organizzazioni Sindacali SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL e la direzione Aziendale, venerdì 23 luglio si è giunti alla firma dell'Intesa sul sistema di “Analisi e monitoraggio a campione della qualità dei processi e dei servizi di assistenza alla clientela” (meglio conosciuto come Mass Recording).
Confronto
Un percorso iniziato con la costituzione di una Commissione Nazionale aperto alla partecipazione delle delegazioni sindacali, continuato poi al Tavolo del Coordinamento Nazionale delle RSU e delle Organizzazioni Sindacali Nazionali, e terminato con l’intesa fra le OO.SS Nazionali e la direzione Aziendale e le successive Intese locali in ognuna delle otto sedi dei Call-Center Vodafone.
Scopo dell'Intesa
    obiettivo dichiarato dalla direzione Aziendale: l'implementazione di un sistema di analisi del traffico telefonico volto ad individuare e definire un percorso di continuo miglioramento dei processi e dei servizi offerti alla Clientela,
    obiettivo della parte sindacale: la salvaguardia della sfera individuale del Lavoratore dal controllo della prestazione e da ogni intervento a fini disciplinari e valutativi - valorizzazione delle risorse interne attraverso un'appropriata e coerente formazione erogata ai Lavoratori in un quadro di consolidamento dell'occupazione
Come funziona
Il sistema QRS (Quality Recording System) prevede:
  • la registrazione a campione delle chiamate, nella misura massima del 20% su base trimestrale (il 20% del totale)
  • la selezione di un campione delle chiamate registrate per parole chiave e per tipologia di offerta
  • l’ascolto delle telefonate selezionate, all’interno del 20% delle chiamate registrate,nella misura non superiore al 5% delle chiamate gestite su base trimestrale.
Tutele e garanzie:
  • tutte le informazioni del sistema saranno rilevate esclusivamente in forma aggregata;
  • impossibilità di riconoscimento della voce dell’operatore telefonico a seguito della forte distorsione della sua voce e di quella del cliente (tecnicamente definita “morphing”)
  • cancellazione sistematica della parte iniziale della chiamata che garantirà l’impossibilita’ di ascoltare la fase di presentazione dell’operatore e di identificazione del cliente;
  • cancellazione della parte finale della conversazione nel caso di ripetizione della presentazione dell’operatore;
  • impossibilità di associare i file audio alla registrazione dell’operatore che ha gestito la chiamata anche attraverso l’eliminazione dell’orario della registrazione;
  • le registrazioni saranno ascoltate unicamente da specifiche funzioni di qualità individuate ed autorizzate dall’azienda attraverso procedure di autenticazione controllate da un validatore e da un tracciamento delle operazioni;
  • alle fasi si ascolto parteciperanno le RSU e dipendenti con incarichi sindacali, che avranno la facoltà di cancellare immediatamente ogni chiamata che dovesse contenere elementi che possano rendere riconoscibile l’identità’ del singolo operatore, al fine di garantire le condizioni di riservatezza dei lavoratori
  • in caso di presenza del Team Leader nel gruppo di ascolto lo stesso non potrà ascoltare le registrazioni delle chiamate del proprio team;
  • le registrazioni saranno criptate e conservate per un periodo massimo di 90 giorni,periodo oltre il quale si procederà alla loro automatica cancellazione;
  • cancellazione della chiamata nel caso di ripetizione di dati identificativi dell'operatore e/o del cliente non è consentito l'uso delle registrazioni per scopi di tipo valutativo della performance individuale
  • non è consentito l'utilizzo del sistema per scopi di tipo disciplinare
  • le persone che compongono il gruppo di ascolto sono tenute all’obbligo di riservatezza assoluta in merito alle informazioni di cui vengono in possesso. In caso di mancato rispetto di questo obbligo si incorre nelle sanzioni previste dal Contratto Collettivo Nazionale
Verifica
Durante i primi 6 mesi, sarà costituita una Commissione atta a monitorare l'andamento del sistema. In caso di violazione delle tutele scatterà l'immediata sospensione del sistema fino a quando non sarà superato il problema alla base della violazioni
Considerazioni finali
La costituzione di una commissione paritetica, la sperimentazione per la durata di 6 mesi durante i quali la Commissione monitorerà l'andamento del sistema e soprattutto, la presenza delle RSU firmatarie dell’accordo al puntuale controllo sull’utilizzo di uno strumento aziendale con un ruolo tutt'altro che marginale e subalterno, sono gli importanti pilastri di questa intesa.
In un mercato sempre più’ complesso e difficile, abbiamo ritenuto importante non lasciarle mano libera all’Azienda su una materia cosi’ delicata e garantire al meglio Tutela dei Diritti dei Lavoratori nonché il rispetto delle normative vigenti (dalla Legge 300/70 “Statuto dei Lavoratori” alla Legge sulla Privacy, il Dlgs 196/2003.
E’ questo il nostro modo di essere vicino ai lavoratori nella pratica quotidiana e non solo nelle parole.
Con la firma della presente Intesa non si esaurisce il percorso di confronto e ci impegna nella verifiche anche successivamente all’avvio del sistema QRS.
SONO INDETTE
le Assemblee nelle quali potremo discutere dei molteplici aspetti di questa Intesa per il giorno
15 settembre 2010
dalle 12 alle 13
dalle 15 alle 16
presso l'Auditorium

RSU Vodafone Milano

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Vodafone prepara vendita partecipazione in SFR

Vodafone starebbe preparando la vendita della sua partecipazione in SFR, il secondo operatore francese di telefonia mobile. Lo ha scritto ieri il "Sunday Times". Secondo delle indiscrezioni raccolte dal giornale londinese il CEO Vittorio Colao avrebbe deciso di vendere le attività di Vodafone in Francia in un'operazione che potrebbe raggiungere £7 miliardi (circa €8,4 miliardi). Vodafone controlla il 44% di SFR. Secondo il "Sunday Times" la quota verrà probabilmente rilevata da Vivendi che ha il restante 56%.

fonte: www.borsainside.com


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lunedì 13 settembre 2010

Epifani a Milano

Mercoledì 15 Settembre alle ore 21.00, presso la Festa Democratica di Milano (spazio Coop), si svolgerà un incontro con il Segretario Generali della CGIL Guglielmo Epifani.

fonte: http://rsuwindmilano.blogspot.com


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Comdata: Accordo su controllo a distanza

L'accordo di Asti è una buona base di partenza per qualsiasi trattativa in quanto vengono recepite gran parte delle osservazioni sulle quali l'intero gruppo dirigente di Catania ha aperto un duro confronto. Adesso il lavoro va affinato nel corso della prossima convocazione dell' apposita commissione nazionale di Vodafone

fonte: http://slc-cgil-catania.blogspot.com

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sabato 11 settembre 2010

Vodafone: al via dal 1° ottobre nuova struttura organizzativa. Più vicina la cessione di Verizon e SFR?

Sarà effettiva dal 1° ottobre la nuova struttura di Vodafone, annunciata oggi e volta ad accelerare il cammino intrapreso verso il raggiungimento di più ambiziosi obiettivi finanziari commerciali e verso la semplificazione dell'assetto organizzativo del gruppo.
Come più volte anticipato dall'Amministratore delegato Vittorio Colao, la società - cui fa capo il maggiore operatore mobile mondiale in termini di profitto - intende concentrarsi su alcuni mercati fondamentali, alleggerendosi delle partecipazioni non ritenute strategiche, e snellire l'assetto organizzativo del Gruppo.
Per raggiungere tali obiettivi, passa da tre a due il numero di divisioni regionali, cos' da riflettere la diversa natura delle attività/aree geografiche e lo sviluppo del settore in economie molto differenti una all'altra: la macroarea Europa, che sarà guidata da Michel Combes, comprenderà anche le attività di Repubblica Ceca, Ungheria, Romania e Turchia, mentre nella divisione 'Africa, Middle East e Asia Pacific' rientreranno anche Australia, Nuova Zelanda e Fiji. Ceo della divisione sarà Nick Read.

Le partecipazioni in Verizon Wireless (Usa), SFR (Francia), Polkomtel (Polonoia) e Bharti Holding (India) verranno invece gestite da un'unità separata che farà capo allo stesso Colao e che dovrà "massimizzare il valore di questi investimenti". Elemento, questo, che confermerebbe la volontà del gruppo di dismettere anche queste partecipazioni, così com'è già avvenuto per quella in China Mobile, ceduta nei giorni scorsi per 5,1 miliardi di euro.
Occhi puntati, in particolare, su Verizon Wireless, di cui il gruppo britannico controlla il 45% e che genera circa un terzo dei profitti Vodafone: già lo scorso anno, un report della Royal Bank of Scotland (RBS), intitolato “Fare niente non è un’opzione”, suggeriva a Vodafone proprio di fondersi col partner statunitense o di vendere la propria quota. Verizon Wireless, infatti, non versa alcun dividendo agli azionisti dal 2005: nonostante il significativo flusso di cassa, Verizon Communications ha bloccato il loro pagamento, preferendo prima appianare i debiti della compagnia e Colao già a novembre dello scorso anno aveva affermato che una soluzione dei problemi di Verizon Wireless era una delle premesse per trovare nuovo sostegno per il titolo Vodafone. Da allora, la pressione degli azionisti e molto cresciuta, fino alle recenti contestazioni al Presidente John Bond e al suo vice John Buchanan, che hanno alimentato nuove speculazioni su un loro possibile defenestramento.
Insistenti anche le voci sulla prossima cessione della quota in Bharti Airtel, detenuta indirettamente attraverso società telecom non quotate e che si attesta al 4,39% del capitale per un valore di circa 52 miliardi di rupie (858 milioni di euro). La quota, secondo gli analisti, è uno degli asset più ovvi da mettere in vendita, ma la natura della partecipazione potrebbe rendere difficoltosa la cessione. Vodafone aveva acquistato una quota del 10% in Bharti nel 2005 per circa 1,5 miliardi di dollari, ma fu costretta a dimezzarla nel momento dell’acquisizione di un altro gruppo indiano, Hutchison Essar.
Sempre in base al riassetto organizzativo appena annunciato, le attività commerciali - Group Marketing, Vodafone Business Services, Vodafone Global Enterprise, Partner Markets e altre unità - confluiranno in una nuova divisione, chiamata Group Commercial. Sarà guidata da Morten Lundal che assumerà la carica di Chief Commercial Officer (CCO) e farà riferimento al Ceo. Tutte le attività tecnologiche, infine, saranno inglobate dalla divisione Group Technology, guidata da Steve Pusey.

articolo di Alessandra Talarico per www.key4biz.it

fonte: www.key4biz.it/


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Vodafone cambia assetto, possibile sfoltimento quote minoranza

LONDRA (Reuters) - Vodafone risponde alla critiche dei soci semplificando la sua struttura e non escludendo di liberarsi di partecipazioni di minoranza in ottica di "massimizzazione del valore per gli azionisti".

La numero uno al mondo della telefonia mobile per fatturato (sul fronte degli abbonati vince China Mobile) ha ceduto questa settimana per 6,5 miliardi di dollari la quota del 3,2% detenuta proprio nella rivale cinese.

Oggi ha spiegato che ridurràa due da tre le "regioni operative" - Europa da un lato, Africa, Medioriente e Asia Pacifico dall'altro - e manterrà fuori dalla struttura regionale le quote di minoranza possedute in giro per il mondo. La società non ha chiarito che farà di questi asset, ma spiega che l'AD Vittorio Colao e il suo Cfo lavorerano a massimizzare il valore di investimenti come quello in Verizon Wireless, SFR in Francia, Polkomtel in Polonia e Bharti in India.

Gli analisti si aspettano che Vodafone ceda il suo 25% in Polkomtel e il 44 di SFR, joint con Vivendi.

Il 4,4% Bharti Airtel resterebbe in portafoglio perchè difficilmente vendibile e anche il 45% in Verizon Wireless potrebbe essere ceduto solo al partner Verizon.
Le azioni Vodafone hanno reagito poco all'annuncio e, in un mercato girato in positivo dopo i dati Usa odierni, alle 16,10 continua in negativo perdendo 0,5%. Anche lo Stoxx 600 European telecoms index cede 0,2%

fonte: www.borsaitaliana.it


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venerdì 10 settembre 2010

Epifani: rottura di Federmeccanica è benzina su fuoco conflitto sociale

I «rischi per un conflitto sociale ed un autunno caldo ci sono»: il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, parla così della situazione nel Paese. Una situazione che definisce «pesante», di fronte alla quale chiede di «abbassare i toni». Lo chiede a «tutti». E chiama in causa sia il governo, perché «la finisca di dividere i sindacati», sia la controparte imprenditoriale. Anche la decisione di Federmeccanica di recedere dal contratto nazionale dei metalmeccanici firmato unitariamente nel 2008 «è benzina su una situazione di rottura, che va invece ricomposta», dice.
Una lettura che il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, respinge al mittente. «C'è un'unica organizzazione che va contromano»; la «sola che dice che abbiamo torto tutti e che lavoriamo per dividere», afferma Sacconi ad Atreju, la festa dei giovani del Pdl. Dove torna ad esprimere la propria solidarietà al numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, vittima ieri alla festa del Pd a Torino di un'aggressione «gravissima, nei confronti di chi vuol far evolvere le relazioni industriali su misura della persona». Dal palco annuncia l'intenzione del governo di verificare a fine anno la possibilità di ulteriori sgravi fiscali sul salario di produttività. «Vedremo se la detassazione sarà ancora al 10%. La speranza è di fare ancora meno», afferma.
Sullo sfondo resta la questione Fiat e contratto. «Si va avanti», sottolinea il ministro del Lavoro, soffermandosi in particolare su Pomigliano, oggetto di un accordo separato (senza la Fiom) e che oggi ha riaperto i cancelli per il primo dei sei giorni di ripresa produttiva: «È stata conquistata. Siamo oltre la speranza di un investimento», dice. Sostiene la linea dell'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne: «Ha ragione nel pretendere il superamento di forme di lotta non più accettabili», dice ancora. Non commenta la decisione della Fiom di proclamare quattro ore di sciopero contro la disdetta del contratto firmato nel 2008, mentre la Cgil fa sapere che «deciderà da sola, nel prossimo direttivo» su un eventuale sciopero generale per sostenere la mobilitazione delle tute blu.
In ogni caso, la decisione «unilaterale» di Federmeccanica «è uno schiaffo, non un ramoscello di ulivo», sostiene Epifani, alla festa della Cgil di Roma e Lazio, dicendo no alle deroghe, pur mostrando la disponibilità «a discutere sul profilo di un contratto nazionale più largo e più leggero». Deroghe che, torna a dire il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, «non abbiamo alcuna intenzione di accettare e ci batteremo nelle fabbriche e sul piano legale». Intanto, la Fiom ha anche proclamato 8 ore di sciopero alla Sevel di Atessa, nel chietino, dove si producono veicoli commerciali, sabato 11 settembre contro la decisione aziendale di ricorrere a 4 sabati lavorativi.

fonte: http://cgilslcbs.blogspot.com


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giovedì 9 settembre 2010

Tlc/ Operatori alternativi: Fallito comitato Ngn,parola ad Agcom. “Il documento finale non rappresenta posizioni condivise”

Roma, 9 set. (Apcom) – È “fallito” il lavoro del comitato sulla rete di nuova generazione (Ngn) e la parola passa quindi all’Agcom. Lo affermano gli operatori alternativi – Aiip, Fastweb, Wind, Vodafone, Teletu, Tiscali e Welcome Italia – che insieme a Telecom Italia compongono il comitato Ngn, disconoscendo nella riunione del comitato i contenuti delle linee guida per la transizione verso le reti Ngn.
Il documento proposto dal presidente, infatti, “non è in alcun modo rappresentativo di posizioni condivise dai partecipanti al tavolo e quindi rappresenta la posizione personale del presidente”. Nella sua versione attuale “esula dagli obiettivi, non illustra l’esito dei lavori finora svolti, e non rappresenta trasparentemente le diverse posizioni espresse da ciascuno degli operatori”. E non è “fornita evidenza – aggiungono gli operatori alternativi – dei criteri che hanno portato all’adozione delle singole proposte nel caso in cui non vi sia stato trovato accordo tra gli operatori partecipanti al comitato”.

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L’URGENZA DELLA SOLIDARIETÁ

Da più di novanta giorni, 62 lavoratori e le loro famiglie non percepiscono nessuna retribuzione.
Giorno dopo giorno le condizioni diventano sempre più difficili. 62 lavoratori sono stati espulsi dal loro posto di lavoro con l’unica colpa di non aver accettato condizioni di lavoro disumane, di non aver accettato la cancellazione dei diritti garantiti dal loro contratto.
Due sentenze obbligano questa finta cooperativa a reintegrare tutti i lavoratori presso i magazzini GS-Carrefour di Pieve Emanuele, ma ancora oggi, dopo mesi, viene negato loro il diritto al lavoro.
La battaglia di questi lavoratori non riguarda solo loro, ma tutto il mondo del lavoro. È una battaglia per la legalità, perché le imprese non possono essere zone franche alle leggi e alle sentenze italiane.
La R.S.U. Ecare e Vodafone di CGIL aderisce all’iniziativa della Camera del Lavoro di Milano e lancia un appello a tutti i lavoratori a contribuire all’acquisto di cibi non deperibili con una piccola donazione. Per garantire la massima trasparenza sarà cura della R.S.U. acquistare e consegnare il cibo al centro di raccolta della Camera del Lavoro. Vi invitiamo a contattarci urgentemente, queste famiglie non possono aspettare, contiamo sull’aiuto di tutti voi.
I delegati della SLC CGIL Di Vodafone Milano


mercoledì 8 settembre 2010

India chiede 2mld dlr tasse a Vodafone

(ANSA) - ROMA, 8 SET -Vodafone e' stata condannata in India a pagare tasse su capital gain dopo aver rilevato per 11mld di dollari la maggioranza di Hutchison Essar.L'acquisizione della quota di maggioranza dell'operatore mobile indiano e' avvenuta tre anni fa e, per tribunali e fisco indiani, la somma che il colosso telefonico deve versare in virtu' della crescita azionaria dell'azienda di quel paese dopo l'aggregazione si aggira sui 2 miliardi di dollari. Vodafone ha annunciato che fara' ricorso in appello.

fonte: www.ansa.it

Vodafone cede China mobile a 6,5mld dlr

(ANSA) - ROMA, 8 SET - Vodafone vende la quota in China Mobile e incassa 6,5 miliardi di dollari. Lo ha reso noto lo stesso colosso britannico in una nota.Vodafone deteneva una quota pari al 3,2%, pari a 643 milioni di azioni. Circa il 70% del ricavato sara' distribuito agli azionisti attraverso un buy-back ed il resto servira' a ridimensionare i debiti del gruppo.

fonte: www.ansa.it


Bt Italia: sindacati soddisfatti per sciopero di ieri

Bt Italia: sindacati soddisfatti per sciopero di ieri
ROMA (MF-DJ)--Sindacati soddisfatti dello sciopero di Bt Italia di ieri. In una nota congiunta, Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, insieme alle Rsu di Bt Italia, hanno infatti espresso "soddisfazione per la riuscita dello sciopero di ieri e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell'azienda".
L'adesione allo sciopero, si legge nel comunicato, e' stata mediamente del 90% a livello nazionale ed e' la giusta risposta da parte dei lavoratori che hanno dimostrato coesione e forte senso di responsabilita' contro la decisione unilaterale di Bt di mettere 216 colleghe e colleghi in cassa integrazione. Un punto di partenza ambizioso che deve prevedere il coinvolgimento di tutti i soggetti utili a costruire stabilita' sociale e futuro di Bt in Italia: le organizzazioni sindacali, l'azienda, le istituzioni pubbliche e le parti sociali, tutti devono sentirsi coinvolti e tutti responsabilmente devono impegnarsi per avviare un confronto serio a lungo termine".
Lo sciopero si e' sviluppato nelle tre sedi principali: Milano, Roma e Torino. Tutto cio' deve servire a far tornare l'azienda sui "propri passi" se, come piu' volte ricordato, vuole mantenere delle "buone relazioni industriali". Adesso ci si aspetta un segnale da Bt Italia, pronti a continuare con ulteriori iniziative se non avviene in tempi brevi. Pronti a non demordere sino a quando non vedremo interventi differenti da quelli proposti e, in caso contrario proseguiremo con altre manifestazioni per ottenere le risposte dovute, sensibilizzando l'opinione pubblica e mobilitando nuovamente tutti i lavoratori. com/fra
fonte dell'articolo: www.borsaitaliana.it


COMUNICATO SINDACALE Roma, 8 settembre 2010

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, insieme alle RSU di BT Italia, sono soddisfatti per la riuscita dello sciopero del 7 settembre 2010 e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Azienda.
L’adesione allo sciopero è stata mediamente del 90% a livello Nazionale ed è la giusta risposta da parte dei lavoratori che hanno dimostrato coesione e forte senso di responsabilità contro la decisione unilaterale di BT di mettere 216 colleghe e colleghi in Cassa Integrazione. Un punto di partenza ambizioso che deve prevedere il coinvolgimento di tutti i soggetti utili a costruire stabilità sociale e futuro di BT in Italia: le OO.SS., l’Azienda, le Istituzioni pubbliche e le parti sociali, tutti devono sentirsi coinvolti e tutti responsabilmente devono impegnarsi per avviare un confronto serio a lungo termine.
Lo sciopero si è sviluppato nelle tre sedi principali: Milano, Roma e Torino dove sono stati organizzati presidi e manifestazioni , in particolare su Roma è stato fatto un presidio a P.zza Montecitorio che ha visto l’interessamento di alcuni Parlamentari e Senatori con la promessa di interpellanze in Parlamento e Senato, a Milano una delegazione è stata ricevuta dalla Segreteria del Consolato Inglese.
Tutto ciò deve servire a far tornare l’azienda sui “propri passi” se, come più volte ricordato, vuole mantenere delle “buone relazioni industriali”.
Adesso ci si aspetta un segnale da BT Italia, pronti a continuare con ulteriori iniziative se non avviene in tempi brevi. Pronti a non demordere sino a quando non vedremo interventi differenti da quelli proposti e, in caso contrario proseguiremo con altre manifestazioni per ottenere le risposte dovute, sensibilizzando l’opinione pubblica e mobilitando nuovamente tutti i lavoratori.
Dobbiamo continuare ad insistere nell’intraprendere azioni che favoriscano migliori e maggiori posti di lavoro, dobbiamo lavorare insieme perché solo così è possibile sostenere l’occupazione.
Il nostro grazie a tutte le lavoratrici ed i lavoratori di BT Italia che hanno dimostrato che è nello stare uniti che la loro storia può continuare e che insieme si deve proseguire perché l’Azienda ci incontri subito!

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL