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mercoledì 15 giugno 2011

Referendum: Camusso, acqua, energia e giustizia, vince la democrazia

Raggiunto ampiamente il quorum su tutti i quesiti referendari, attestandosi al 57%. Per la Confederazione “con la vittoria dei Sì, vince la ragione”. Festeggiamenti in tutta Italia. In piazza a Roma la leader della CGIL, afferma: “sconfitte le politiche del governo, ora rifletta e tragga le conseguenze”

L'Italia guarda al futuro nel rispetto dei beni comuni. Un futuro, rivendicato da 26milioni e 850mila italiani con il referendum del 12 e 13 giugno, fatto di acqua pubblica, energia pulita e rinnovabile, e in cui si ribadisce che la giustizia deve essere uguale per tutti. Una “vittoria della democrazia”, così è stato definito dalla CGIL, il raggiungimento del quorum sui quattro quesiti referendari: acqua, nucleare e leggittimo impedimento. Una straordinaria partecipazione del popolo italiano che, per i referendum abrogativi, non si registrava dal 1995.

L'Italia guarda al futuro nel rispetto dei beni comuni. Un futuro, rivendicato da 26milioni e 850mila italiani con il referendum del 12 e 13 giugno, fatto di acqua pubblica, energia pulita e rinnovabile, e in cui si ribadisce che la giustizia deve essere uguale per tutti. Una “vittoria della democrazia”, così è stato definito dalla CGIL, il raggiungimento del quorum sui quattro quesiti referendari: acqua, nucleare e leggittimo impedimento. Una straordinaria partecipazione del popolo italiano che, per i referendum abrogativi, non si registrava dal 1995.

“Vince la democrazia
sui temi dell'acqua, dell'energia e della giustizia uguale per tutti” ha dichiarato Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL, oggi presente a Piazza Bocca della Verità a Roma, dove i comitati referendari per il 'Sì' si sono dati appuntamento per festeggiare gli ottimi risultati raggiunti. Per la leader della CGIL “è stata una delle occasioni in cui si è riusciti a riunire la partecipazione dei cittadini e la politica”, riuscendo così “nella vittoria della democrazia e in una secca sconfitta delle politiche del governo”. Inoltre, il Segretario Generale della CGIL, rivolgendosi all'esecutivo e sottolineando le sconfitte che in un questo periodo ha incassato: le amministrative e il referendum, ha concluso “ora ha numerose prove che il Paese sta pensando ad altro e che vorrebbe altre politiche, rifletta e tragga le conseguenze”.
ll quorum è stato raggiunto con il 57% degli elettori italiani che è andato alle urne per rispondere ai quattro quesiti. Secondo i dati definitivi trasmessi dal Viminale sono quasi identiche le percentuali per tutti e quattro i referendum. In particolare, per i quesiti sull'acqua pubblica ha votato il 57,02%, mentre sull'energia nucleare i votanti sono stati il 56,99% e per il legittimo impedimento il 56,98%. Questi dati si riferiscono agli 8.092 comuni italiani. Inoltre, va ricordato che, il dato complessivo del 57% dei votanti rende comunque ininfluente il dato sull'affluenza alle urne all'estero, in quanto il quorum è ampiamente superato.
Ha vinto largamente il fronte del sì: a scrutinio quasi concluso, il 95,7% degli elettori hanno detto sì alla cancellazione della norma sull'affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali, il 4,3% no. Il sì ha superato il 96% al referendum sulle tariffe dell'acqua, mentre i no sono stati meno del 4%. All'abrogazione delle norme che consentono la produzione nel territorio di energia elettrica nucleare hanno detto sì il 94,6% dei votanti, mentre i no sono stati il 5,4%. Al quarto quesito referendario, quello sul legittimo impedimento il 95% dei votanti si è espresso per il sì, a votare no il 5%.
“Con la vittoria dei Sì, vince la ragione”, ha affermato Antonio Filippi, Responsabile energia della CGIL Nazionale. “Con questo voto - ha proseguito il sindacalista - gli elettori hanno sancito che l'Italia è un Paese moderno che non vuole tornare indietro, che guarda con fiducia al futuro nel rispetto dei beni comuni”. Un referendum, ha concluso Filippi, “che ha affermato anche un altro concetto fondamentale: in uno Stato di diritto, i cittadini di fronte alla legge devono veramente essere tutti uguali”.

 

domenica 5 giugno 2011

Referendum: CGIL, 12 e 13 giugno SI vota

Prosegue l'impegno della CGIL contro la privatizzazione dell'acqua e per questo invita tutti e tutte a recarsi alle urne per esprimere: 2 sì per l'acqua pubblica, ma anche 2 sì per fermare l'avventura nucleare del Governo e affinchè la giustizia sia uguale per tutti


Due sì per l'acqua pubblica. Sono due i quesiti referendari abrogativi che riguardano la privatizzazione dell'acqua: il primo relativo alle 'Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica' l'abrogazione del quale ha lo scopo di fermare la privatizzazione dell'acqua. Per la CGIL infatti privatizzare quello che è “un bene comune ed un diritto inalienabile e universale” è un “fatto inaccettabile”; il secondo quesito riguarda invece, la 'Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito', l'abrogazione del quale vuole eliminare la possibilità di fare profitti sull'acqua. Per la CGIL dunque, “solo dopo l'abrogazione dell'attuale normativa sarà possibile riprendere una discussione che riordini, in un quadro di coerenza, l'intero settore dei servizi pubblici locali, superando gli errori e le distorsioni introdotte dalle scelte del governo”.

Gli altri due quesiti, sui quali si è chiamati ad esprimere il voto il 12 e 13 giugno sono quello su l'abrogazione della legge del legittimo impedimento e quello per abrogare la norma per la realizzazione in Italia di impianti di produzione di energia nucleare. Su entrambi i quesiti la CGIL “in coerenza con le numerose prese di posizione di merito che ha assunto sui temi in oggetto, auspica la prevalenza dei sì”.





giovedì 17 febbraio 2011

M'illumino di meno - la CGIL aderisce alla giornata del risparmio energetico

Quest'anno l'iniziativa è dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia. La CGIL aderisce con convinzione alla campagna 'M’illumino di meno 2011. Uniti nell’energia pulita.

Come negli anni precedenti la CGIL aderisce con convinzione alla campagna promossa dal programma radiofonico Caterpillar di Radio 2 'M’illumino di meno 2011. Uniti nell’energia pulita'. 

La CGIL ha intensificato la propria elaborazione e la propria iniziativa a sostegno degli obiettivi europei per il risparmio per l’efficienza energetica e  per la produzione di energie rinnovabili (20-20-20). Con responsabilità e convinzione ha avanzato proposte, ha richiamato la necessità di perseguire un’economia sostenibile dal punto di vista ambientale. 
La riconferma degli obiettivi di Kyoto nella recente conferenza di Cancun impegna anche il nostro Governo ad uscire da una posizione miope che lo ha visto anteporre alla realizzazione di tali obiettivi, l’uscita dalla crisi, senza intuire invece, che investire in quella direzione avrebbe significato sostenere la ripresa economica del nostro Paese.
Questo ci avrebbe risparmiato molta della troppa sofferenza occupazionale e, nella discussione che ha accompagnato l’approvazione della Finanziaria i ripetuti tentennamenti sugli incentivi sotto forma di detrazione (55%) per l’efficienza e il risparmio energetico  delle abitazioni nonostante la domanda diffusa, registrasse una rinnovata sensibilità per l’ambiente. 
Quest’anno la Giornata del risparmio energetico 2011, nella sua edizione speciale per i  150 anni dell’unità d’Italia, è fissata per il 18 febbraio 2011. Spegnere anche quest’anno tutti i dispositivi elettrici non indispensabili invitando tutte le nostre strutture a fare altrettanto è un modo per rilanciare la necessità di sostenere la sensibilità per i problemi ambientali, per sostenere la necessità di politiche adeguate e determinate nella direzione della sostenibilità economica e ambientale e condividere una battaglia per il futuro nostro e delle giovani generazioni.

fonte: www.cgil.it  

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sabato 2 ottobre 2010

Energie rinnovabili: la CGIL sostiene la raccolta firme

La CGIL sostiene e partecipa alla raccolta di firme, necessaria alla presentazione in Parlamento, per la proposta di legge di iniziativa popolare sulle energie rinnovabili. Tale proposta, elaborata dal Comitato nazionale “SI alle energie rinnovabili NO al nucleare” presieduto da Alfiero Grandi, è stata depositata in Cassazione il 7 giugno scorso. 
Il progetto è stato accolto positivamente dalla CGIL poiché vicino alla sensibilità della Confederazione sul tema delle energie rinnovabili. Da sempre, infatti,  la CGIL si batte per una vera politica energetica, che rispetti gli obiettivi indicati dall’Unione Europea nel  Piano di Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili, del nuovo pacchetto '20-20-20' da raggiungere entro il 2020, ossia: ridurre di almeno il  20% le emissioni di gas serra (CO2); abbattere del 20% i consumi energetici e aumentare del 20% il consumo di energia da fonti rinnovabili, il tutto entro il 2020.  
Critica rimane, invece, la posizione della CGIL nei confronti della politica adottata dal Governo che vuole un ritorno ad una tecnologia vecchia e costosa come il nucleare e che non ha risolto i problemi della sicurezza e delle scorie radioattive. La Confederazione di Corso d'Italia si impegna a contribuire alla raccolta delle sottoscrizioni con specifiche iniziative e/o unitariamente con i Comitati territoriali promotori. Per maggiori informazioni visita il sito www.oltreilnucleare.it
 

fonte: www.cgil.it

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