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venerdì 21 gennaio 2011

Comunicato stampa Vodafone: "Nessuna delocalizzazione. In Italia investiamo 1 miliardo l'anno"

La società guidata da Bertoluzzo replica alla Slc Cgil che ieri ha acceso i riflettori sulle presunte intenzioni dell'azienda di puntare su Albania e Romania a scapito del nostro mercato. "Dichiarazioni pretestuose. Nel solo 2010 creati 1000 nuovi posti di lavoro"
“Vodafone ritiene pretestuose e infondate le dichiarazioni sindacali”. Con queste parole la società smentisce la Slc Cgil secondo cui la società avrebbe avuto intenzione di delocalizzare le attività di customer care in Romania e Albania. “L’azienda – precisa ancora Vodafone – investe un miliardo l’anno in Italia e nel solo 2010 ha creato circa 1000 posti di lavoro". Il gruppo guidato in Italia da Paolo Bertoluzzo ricorda i numeri dei suoi dipendenti: "8.000 persone in Italia, di cui 3000 professionisti che lavorano in 8 centri di competenza di Vodafone che si occupano del servizio al cliente, e con un indotto di altre 7000 persone in Italia presso diversi partner che lavorano per Vodafone sulla gestione del cliente".
"Alcuni partner, nell’ambito della loro autonomia imprenditoriale - conclude la società - gestiscono all’estero attività marginali irrilevanti rispetto all’investimento complessivo nel servizio al cliente da parte di Vodafone, nel pieno rispetto delle leggi italiane e degli standard aziendali in materia di privacy di cui Vodafone rimane garante". di F.M.

vedi tutto l'articolo - fonte www.corrierecomunicazioni.it

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Comunicato stampa: VODAFONE: SLC-CGIL “Azienda smentisca progetto di delocalizzazione in Albania e Romania”





Sindacato Lavoratori Comunicazione


Comunicato stampa

VODAFONE: SLC-CGIL “AZIENDA SMENTISCA PROGETTO DI DELOCALIZZAZIONE IN ALBANIA E ROMANIA”




Sempre di più i responsabili delle attività di customer care di Vodafone Italia vanno dichiarando esplicitamente ai propri dipendenti che l’azienda ha avviato un progetto di delocalizzazione delle attività a minor valore verso call center rumeni e albanesi, in particolare l’assistenza telefonica di front end. Inoltre a noi ci risulta che, già da mesi, Vodafone direttamente, o tramite i propri outsourcer italiani, ha delocalizzato parte delle attività di back office, cioè le pratiche amministrative. Vodafone deve fare chiarezza e dichiarare quello che realmente intende fare, assumendosi tutte le proprie responsabilità”. Così dichiara in una nota la Segreteria Nazionale di SLC-CGIL, il principale sindacato del settore.

Ci troviamo di fronte ad un’azienda dagli utili stratosferici, che sta distruggendo lavoro nel nostro Paese con evidenti rischi anche sul piano della tutela della privacy. Chi controlla infatti il corretto utilizzo dei dati sensibili, dal traffico telefonico alle coordinate bancarie di milioni di clienti italiani? Cosa impedisce che anche i clienti Vodafone non finiscano nel traffico illegale internazionale di dati?”.

Da più di un anno come SLC-CGIL denunciamo quanto la delocalizzazione delle attività di call center da parte di Vodafone, Wind, SKY, H3G, Telecom, Alitalia, ecc. stia distruggendo migliaia di posti lavoro nel nostro Paese, alimentando una forma di dumping perversa che fa della competizione sul costo e non della qualità la bussola per erogare servizi ai clienti TLC”.

Confindustria, Governo e le diverse grandi aziende – conclude SLC-CGIL – non possono continuare a far finta di nulla, di fronte magari a pochi milioni di euro di risparmio su bilanci multimiliardari che si traducono però in disoccupazione o ricorso agli ammortizzatori sociali per migliaia di ragazze e ragazzi”.


Roma, 19 Gennaio 2011



SLC-CGIL Piazza Sallustio 24 – 00187 Roma
Tel. 0642048212 Fax 064824325



Pubblicato anche sul Sole24ORE e il Manifesto.

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domenica 24 ottobre 2010

Continua la disputa tra il Governo indiano e Vodafone

Vodafone/ India presenta controverso maxi conto arretrati fiscali -1,8 mld su un’operazione del 2007, sarebbe pericoloso precedente
Mumbai, India, 22 ott. (Ap) - Il governo dell’India ha presentato a Vodafone un salatissimo e controverso conto di arretrati fiscali: 112,18 miliardi di rupie, quasi 1,8 miliardi di euro che secondo Nuova Delhi la multinazionale britannica dovrebbe pagare sull’acquisizione, nel 2007 delle attività nel subcontinente dalla Hutchison Telecommunications International di Hong Kong. Una istanza a cui Vodafone si oppone fermamente, e su cui già in precedenza aveva fatto ricorso alle vie legali, con una disputa che lunedì prossimo dovrebbe finire davanti alla Corte Suprema. Intanto il governo ha dato a Vodafone 30 giorni per regolare i suoi arretrati.
L’operazione in questione, da 11 miliardi di dollari, ha consentito a Vodafone di creare una joint venture assieme all’indiana Essar che rappresenta uno dei maggiori operatori di telecomunicazioni del paese. E l’amministratore delegato di Vodafone, Vittorio Colao, in una intervista all’India Economic Times ha avvertito che in parte il futuro degli investimenti del suo gruppo nel paese dipenderanno da questa disputa fiscale. Ma non è solo Vodafone a seguire attentamente la vicenda: anche le altre multinazionali temono che ne sorga un pericoloso precedente che le metterebbe a rischio di stangate fiscali in base alle normative indiane.




vedi anche post correlato - India chiede 2mld dlr tasse a Vodafone


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venerdì 22 ottobre 2010

Vodafone Spain sceglie Wyplay per il suo "Internet TV" box

WYPLAY, leader mondiale nel settore del software per la TV connessa, fornirà a Vodafone Spain l'Hybrid IPTV Box di prossima generazione e già predisposto per l'utilizzo.
Attualmente il software di WYPLAY è utilizzato da alcuni dei principali operatori IPTV europei, come SFR. L'offerta di Wyplay, una delle più complete del mercato, va dalle funzionalità PVR al media playback tramite un'interfaccia 3D, il supporto dei widget e una connettività senza confronti.
Juan Antonio Latasa, il manager della divisione Video & Connected Home in Broadband Marketing di Vodafone Spain, in occasione della SIMO Network Fair di Madrid ha presentato "Vodafone Internet TV", la riuscita unione tra il meglio della TV e la ricchezza della banda larga:
  • L'intrattenimento offerto dal digitale HD gratuito e a pagamento (prima soluzione pay TV box ad alta definizione in Spagna),
  • I vantaggi delle caratteristiche PVR intelligenti ad alta definizione,
  • La scoperta del contenuto multimediale personale (tramite la tecnologia DLNA),
  • L'esperienza dell'Internet TV (widget, OTT, catch up TV…)
"Vodafone sarà il primo operatore spagnolo a collegare la TV a Internet in modo accattivante e facile da usare. Uno dei principali vantaggi è che questa completa soluzione è destinata a qualsiasi zona della Spagna, senza i limiti dovuti alla connessione Internet a banda larga. Siamo lieti di collaborare con Vodafone Spain per l'innovazione, in questo progetto e in quelli futuri", ha dichiarato il CEO di Wyplay Jacques Bourgninaud. 


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mercoledì 20 ottobre 2010

Le aziende cinesi e indiane assumono in Usa e Europa

Le imprese delle economie emergenti guardano ai Paesi occidentali per acquisire personale qualificato. Strumenti collaborativi e di networking in forte crescita
Le aziende delle economie emergenti, in particolare cinesi e indiane, prevedono di rivolgersi al Nord America e all'Europa per effettuare nuove assunzioni. Lo rende noto uno studio condotto da Ibm su un campione di 700 direttori delle risorse umane. In particolare, il 45% delle aziende in India prevede di aumentare l'organico in Nord America e il 44% in Europa occidentale. Il 33% delle aziende in Cina prevede di pescare il personale in Nord America e il 14% in Europa occidentale.
"Lo spostamento verso strategie guidate dalla crescita richiederà alle aziende di re-indirizzare la propria forza lavoro in aree in grado di fornire le maggiori opportunità, non solo i minori costi, e di ripensare alle proprie strategie di gestione della forza lavoro, per assicurarsi che esse riflettano una forza sempre più dinamica", spiega Denis Brousseau, Vice President, Organization and People, Ibm Global Business Services. "Per realizzare questo obiettivo, le organizzazioni dovranno identificare nuove partnership e relazioni, che consentano loro di avere accesso alle competenze e alle capacità necessarie. Saranno costrette a raccogliere informazioni e a condividere insight tra gruppi diversificati di dipendenti in tutto il mondo".
Nel campione preso in esame, le aziende con performance finanziaria superiore alla media utilizzano tool collaborativi e di social networking in misura maggiore (57%) per consentire ai team globali di lavorare in team in maniera più efficace. Tuttavia, appena il 21% ha aumentato di recente l'investimento in strumenti per promuovere la collaborazione e il networking. Infine, appena il 19% degli intervistati usa regolarmente tecnologie collaborative per identificare individui in possesso delle competenze rilevanti, il 23% per preservare conoscenza critica e il 27% per diffondere l'innovazione.
di Paolo Anastasio


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venerdì 17 settembre 2010

Buy-back miliardario per il gruppo Vodafone

Avviato il buy-back da 2,8 miliardi. I prossimi passi di Vodafone Group

Vodafone
Group ha iniziato un programma di buy-back da 2,8 miliardi. Il programma consiste nel restituire agli azionisti il 70% dei proventi derivanti dalla vendita del 3,2% in China Mobile per 6,6 miliardi di dollari. Vodafone ha ricomprato 8,5 milioni di azioni ordinarie pagando fra i 160,3 pence e 158,2 pence.
Questo passo segue quello di scorsa settimana la cessione della fetta di China Mobile da parte di Vodafone. Secondo il Wall Street Journal, un altro passo potrebbe coinvolgere il 45% in Verizon Wireless negli Usa e le partecipazioni di minoranza in Sfr (Francia), in Polkomtel (Polonia), e in Bharti Holdings (India). Verizon Wireless è valutata 50 miliardi di dollari. Vodafone vorrebbe consolidarsi in Europa, Africa sub-sahariana e India e diventare un “provider totale”, dalla banda larga alla Internet Tv, dal fisso ai servizi d’intrattenimento.

fonte: www.itespresso.it

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mercoledì 15 settembre 2010

Vodafone: Colao, ancora un po' troppo pesanti e poco veloci (Wsj)

New York, 14 set - Usa la metafora di un aeroplano che non riesce a decollare perche' e' ancora "un po' troppo pesante e non abbastanza veloce", l'amministratore delegato di Vodafone, Vittorio Colao, per spiegare ai dipendenti del gruppo la direzione nella quale intende muoversi. Lo riferisce il Wall Street Journal in un articolo nel quale, partendo da una riunione con i dipendenti ad Amsterdam la settimana scorsa, illustra le strategie dell'a.d. al timone dell'azienda da due anni: 'gettare fuori bordo' parte del bagaglio che Vodafone ha accumulato nel processo di espansione nella telefonia mobile per puntare al "consolidamento e alla comunicazione totale". Questo vuol dire lo sviluppo nel settore in espansione della trasmissione dati. Parte di questo piano riguarda la cessione di partecipazioni di minoranza in operatori telefonici in varie parti del mondo. Un primo passo e' stato gia' fatto la scorsa settimana quando Vodafone ha venduto sul mercato per 4,3 miliardi di sterline (6,6 miliardi di dollari) il 3,2% di China Mobile. Altre possibili mosse, rileva il Wsj, potranno riguardare il 45% in Verizon Wireless negli Usa e le partecipazioni di minoranza nella francese Sfr, nella polacca Polkomtel, e nell'indiana Bharti Holdings. Si tratta di una 'svolta' non facile da gestire anche se potenzialmente queste partecipazioni potrebbero fruttare molto. La partita piu' difficile riguarda Verizon Wireless (che per cinque anni non ha dato dividendi a causa del debito ma che potrebbe valere, secondo gli analisti, almeno 50 miliardi di dollari) e per la quale restano aperte varie opzioni, tra cui anche la fusione tra i due proprietari, Verizon Communications e Vodafone. Nel frattempo, tutte queste partecipazioni sono state raggruppate in una divisione ad hoc. Stop, dunque, all'espansione geografica dei servizi 'voce' e consolidamento nelle tre regioni chiave: Europa, Africa sub-sahariana e India con l'ampliamento del ventaglio di servizi offerti, che potranno andare dal telefono fisso alla banda larga fino ai servizi di entertainment e alla tv via internet. La ricetta, spiega Colao, potra' variare a seconda dei Paesi ma l'obiettivo e' quello di fare dell'azienda un 'provider totale' nel settore della comunicazione, "il numero uno o il numero due nelle nostre aree-chiave". La strada non e' in discesa, conclude il quotidiano americano, sia perche' la maggior parte del giro d'affari di Vodafone riguarda ancora la telefonia 'in voce' sia perche', a livello locale, ci sono risvolti importanti da definire, come la disputa in corso con le autorita' indiane in campo fiscale.

fonte: www.ilsole24ore.com

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martedì 14 settembre 2010

Vodafone prepara vendita partecipazione in SFR

Vodafone starebbe preparando la vendita della sua partecipazione in SFR, il secondo operatore francese di telefonia mobile. Lo ha scritto ieri il "Sunday Times". Secondo delle indiscrezioni raccolte dal giornale londinese il CEO Vittorio Colao avrebbe deciso di vendere le attività di Vodafone in Francia in un'operazione che potrebbe raggiungere £7 miliardi (circa €8,4 miliardi). Vodafone controlla il 44% di SFR. Secondo il "Sunday Times" la quota verrà probabilmente rilevata da Vivendi che ha il restante 56%.

fonte: www.borsainside.com


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sabato 11 settembre 2010

Vodafone: al via dal 1° ottobre nuova struttura organizzativa. Più vicina la cessione di Verizon e SFR?

Sarà effettiva dal 1° ottobre la nuova struttura di Vodafone, annunciata oggi e volta ad accelerare il cammino intrapreso verso il raggiungimento di più ambiziosi obiettivi finanziari commerciali e verso la semplificazione dell'assetto organizzativo del gruppo.
Come più volte anticipato dall'Amministratore delegato Vittorio Colao, la società - cui fa capo il maggiore operatore mobile mondiale in termini di profitto - intende concentrarsi su alcuni mercati fondamentali, alleggerendosi delle partecipazioni non ritenute strategiche, e snellire l'assetto organizzativo del Gruppo.
Per raggiungere tali obiettivi, passa da tre a due il numero di divisioni regionali, cos' da riflettere la diversa natura delle attività/aree geografiche e lo sviluppo del settore in economie molto differenti una all'altra: la macroarea Europa, che sarà guidata da Michel Combes, comprenderà anche le attività di Repubblica Ceca, Ungheria, Romania e Turchia, mentre nella divisione 'Africa, Middle East e Asia Pacific' rientreranno anche Australia, Nuova Zelanda e Fiji. Ceo della divisione sarà Nick Read.

Le partecipazioni in Verizon Wireless (Usa), SFR (Francia), Polkomtel (Polonoia) e Bharti Holding (India) verranno invece gestite da un'unità separata che farà capo allo stesso Colao e che dovrà "massimizzare il valore di questi investimenti". Elemento, questo, che confermerebbe la volontà del gruppo di dismettere anche queste partecipazioni, così com'è già avvenuto per quella in China Mobile, ceduta nei giorni scorsi per 5,1 miliardi di euro.
Occhi puntati, in particolare, su Verizon Wireless, di cui il gruppo britannico controlla il 45% e che genera circa un terzo dei profitti Vodafone: già lo scorso anno, un report della Royal Bank of Scotland (RBS), intitolato “Fare niente non è un’opzione”, suggeriva a Vodafone proprio di fondersi col partner statunitense o di vendere la propria quota. Verizon Wireless, infatti, non versa alcun dividendo agli azionisti dal 2005: nonostante il significativo flusso di cassa, Verizon Communications ha bloccato il loro pagamento, preferendo prima appianare i debiti della compagnia e Colao già a novembre dello scorso anno aveva affermato che una soluzione dei problemi di Verizon Wireless era una delle premesse per trovare nuovo sostegno per il titolo Vodafone. Da allora, la pressione degli azionisti e molto cresciuta, fino alle recenti contestazioni al Presidente John Bond e al suo vice John Buchanan, che hanno alimentato nuove speculazioni su un loro possibile defenestramento.
Insistenti anche le voci sulla prossima cessione della quota in Bharti Airtel, detenuta indirettamente attraverso società telecom non quotate e che si attesta al 4,39% del capitale per un valore di circa 52 miliardi di rupie (858 milioni di euro). La quota, secondo gli analisti, è uno degli asset più ovvi da mettere in vendita, ma la natura della partecipazione potrebbe rendere difficoltosa la cessione. Vodafone aveva acquistato una quota del 10% in Bharti nel 2005 per circa 1,5 miliardi di dollari, ma fu costretta a dimezzarla nel momento dell’acquisizione di un altro gruppo indiano, Hutchison Essar.
Sempre in base al riassetto organizzativo appena annunciato, le attività commerciali - Group Marketing, Vodafone Business Services, Vodafone Global Enterprise, Partner Markets e altre unità - confluiranno in una nuova divisione, chiamata Group Commercial. Sarà guidata da Morten Lundal che assumerà la carica di Chief Commercial Officer (CCO) e farà riferimento al Ceo. Tutte le attività tecnologiche, infine, saranno inglobate dalla divisione Group Technology, guidata da Steve Pusey.

articolo di Alessandra Talarico per www.key4biz.it

fonte: www.key4biz.it/


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Vodafone cambia assetto, possibile sfoltimento quote minoranza

LONDRA (Reuters) - Vodafone risponde alla critiche dei soci semplificando la sua struttura e non escludendo di liberarsi di partecipazioni di minoranza in ottica di "massimizzazione del valore per gli azionisti".

La numero uno al mondo della telefonia mobile per fatturato (sul fronte degli abbonati vince China Mobile) ha ceduto questa settimana per 6,5 miliardi di dollari la quota del 3,2% detenuta proprio nella rivale cinese.

Oggi ha spiegato che ridurràa due da tre le "regioni operative" - Europa da un lato, Africa, Medioriente e Asia Pacifico dall'altro - e manterrà fuori dalla struttura regionale le quote di minoranza possedute in giro per il mondo. La società non ha chiarito che farà di questi asset, ma spiega che l'AD Vittorio Colao e il suo Cfo lavorerano a massimizzare il valore di investimenti come quello in Verizon Wireless, SFR in Francia, Polkomtel in Polonia e Bharti in India.

Gli analisti si aspettano che Vodafone ceda il suo 25% in Polkomtel e il 44 di SFR, joint con Vivendi.

Il 4,4% Bharti Airtel resterebbe in portafoglio perchè difficilmente vendibile e anche il 45% in Verizon Wireless potrebbe essere ceduto solo al partner Verizon.
Le azioni Vodafone hanno reagito poco all'annuncio e, in un mercato girato in positivo dopo i dati Usa odierni, alle 16,10 continua in negativo perdendo 0,5%. Anche lo Stoxx 600 European telecoms index cede 0,2%

fonte: www.borsaitaliana.it


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mercoledì 8 settembre 2010

India chiede 2mld dlr tasse a Vodafone

(ANSA) - ROMA, 8 SET -Vodafone e' stata condannata in India a pagare tasse su capital gain dopo aver rilevato per 11mld di dollari la maggioranza di Hutchison Essar.L'acquisizione della quota di maggioranza dell'operatore mobile indiano e' avvenuta tre anni fa e, per tribunali e fisco indiani, la somma che il colosso telefonico deve versare in virtu' della crescita azionaria dell'azienda di quel paese dopo l'aggregazione si aggira sui 2 miliardi di dollari. Vodafone ha annunciato che fara' ricorso in appello.

fonte: www.ansa.it

Vodafone cede China mobile a 6,5mld dlr

(ANSA) - ROMA, 8 SET - Vodafone vende la quota in China Mobile e incassa 6,5 miliardi di dollari. Lo ha reso noto lo stesso colosso britannico in una nota.Vodafone deteneva una quota pari al 3,2%, pari a 643 milioni di azioni. Circa il 70% del ricavato sara' distribuito agli azionisti attraverso un buy-back ed il resto servira' a ridimensionare i debiti del gruppo.

fonte: www.ansa.it