lunedì 28 febbraio 2011

Tassazione agevolata del 10% 2011 - problematiche evidenti, lettera al Ministro Sacconi


Roma, 24 Febbraio 2011


Al Ministro del Lavoro   
On. Maurizio Sacconi   
Al Direttore Agenzia delle Entrate   
Dott. Attilio Befera   
e p.c Al Capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro   
Caro Lucrezio Monticelli   

Egregio Ministro,
Egregio Direttore,
abbiamo esaminato con cura il contenuto della Circolare n.3/E del 14 febbraio 2011 avente per oggetto l’imposta sostitutiva del 10% sulle componenti accessorie della retribuzione corrisposte in relazione ad incrementi di produttività.
Dal nostro esame, limitandoci a segnalare gli aspetti essenziali, emergono problematiche e contraddizioni che vogliamo sottoporre alla Vostra attenzione al fine di un riesame del provvedimento.
In particolare tale riesame deve riguardare a nostro avviso le modalità previste per rendere operativa la tassazione del 10% di tutte quelle somme, come lo straordinario, i turni, il lavoro notturno, il lavoro domenicale ordinario, le clausole flessibili e le clausole elastiche riferite ai tempi parziali, ecc.. E’ del tutto evidente che il recepimento dei CCNL, richiesto a tale scopo, con accordi a livello aziendale o territoriale - anche con accordi non scritti come è sottolineato - per l’enorme disomogeneità delle situazioni in essere nel nostro Paese, sia dal punto di vista sociale che contrattuale, rischia da una parte di determinare evidenti disparità di trattamento fiscale tra lavoratori e lavoratori, imprese e imprese - il che propone seri interrogativi circa i diritti inalienabili in tema di fiscalità per tutti i cittadini -, dall’altra di fatto, di affermare procedure che si riducono ad atti puramente formali circa la possibilità di controllo sulla corrispondenza delle finalità del provvedimento con le misure concrete messe in atto dalle imprese, e che nulla hanno a che fare con un ruolo puntuale della contrattazione collettiva.
Nello specifico aver voluto cumulare in questi provvedimenti sulla detassazione, aspetti diversi, quali i premi di produttività la cui definizione è necessariamente affidata per la specificità delle condizioni
aziendali alla contrattazione di 2° livello, con istituti e voci invece ormai universalmente riconosciuti dai CCNL - come quelli sopra elencati – e generalmente legati alle diverse prestazioni di orario, i quali meritavano apposite e distinte determinazioni pur nell’ambito dei percorsi auspicati di crescita della produttività, non poteva che determinare una situazione del tutto contraddittoria che si tende a risolvere attraverso la circolare in questione con indicazioni a nostro avviso sbagliate in quanto destinate a creare ulteriore confusione.
Tali contraddizioni sono evidenti in particolare laddove – cioè nella parte maggioritaria delle imprese - già si applicano i CCNL, i quali definiscono ambiti, modalità e procedure circa l’applicazione delle norme in questione. Richiedere il loro recepimento a livello inferiore determina chiaramente una delegittimazione della gerarchia delle fonti e della rappresentanza nazionale delle parti sociali, con il rischio altrettanto evidente di determinare un ulteriore strappo al ruolo della contrattazione collettiva e alla funzione del contratto nazionale.
Per queste ragioni la CGIL chiede la modifica della circolare in modo tale da ripristinare l’operatività del provvedimento, così come è avvenuto per l’anno 2010, in tutte le situazioni dove si applica il CCNL senza alcun ulteriore passaggio negoziale ai livelli inferiori.
Nel dichiarare la nostra disponibilità ad un esame di merito della questione, e in attesa della Vostra risposta, porgiamo i nostri distinti saluti.

Per il Dipartimento Settori Produttivi            Per il Dipartimento Economico
      Il Segretario Confederale                          Il Segretario Confederale
          Vincenzo Scudiere                                          Danilo Barbi       

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venerdì 25 febbraio 2011

Comunicato Remote Working



Care colleghe e cari colleghi,

desideriamo aggiornarvi sugli sviluppi successivi alle assemblee SLC CGIL del 7 febbraio scorso.
Innanzitutto volevamo ringraziarVi per la numerosa partecipazione, segno di notevole interesse legato all'iniziativa che l'azienda sta attuando, che ci permette di affrontare in modo compatto il confronto con l'azienda.

Come sindacato dei lavoratori della comunicazione (SLC CGIL) abbiamo richiesto in via ufficiale alla Direzione Relazioni Industriali Vodafone Italia, la convocazione urgente di un tavolo di confronto con l'azienda, per chiarire e definire i termini dell'iniziativa del Remote Working.

Nella richiesta di incontro è stato fatto presente che la convocazione trae il suo fondamento dalle numerose segnalazioni dei lavoratori che sono emerse nel corso delle partecipate assemblee del 7 febbraio.

Al momento stiamo ancora aspettando la risposta dell'azienda sulla richiesta di incontro.

L'obiettivo della richiesta è di aprire un tavolo negoziale per trovare soluzioni che devono necessariamente concretizzarsi in un accordo sindacale che faccia chiarezza e dia riferimenti certi a tutti i lavoratori coinvolti, stante le numerose ipotesi attualmente in circolazione che continuano ad alimentare un clima di insicurezza e ipotizzano scenari che potrebbero anche non essere nel disegno aziendale.

Sollecitiamo l'azienda a definire a breva una data di convocazione del tavolo di confronto, vedendoci altrimenti costretti ad avviare le necessarie azioni di tutela.


IMPORTANTE:
 
Abbiamo bisogno, in vista del prossimo confronto con l'azienda,  di raccogliere i vostri commenti in merito al Remote Working.
Vi invitiamo a postare sul nostro blog con i vostri commenti e/o lamentele, e ricordiamo che è possibile farlo in forma anonima utilizzando una qualsiasi connessione internet. Se preferite potete scriverci direttamente all'indirizzo slc.vodafone.milano@gmail.com Vi ricordiamo che i vostri dati personali rimarranno anonimi e trattati secondo il vigente Codice della privacy (art. 4 D.Lgs. 196/03). Grazie.


I Rappresentanti dei Lavoratori SLC CGIL Vodafone Milano

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giovedì 24 febbraio 2011

PRENOTAZIONE ROL - facciamo il punto a oggi

 Interfacciandoci con Voi lavoratori sul meccanismo di richiesta dei Rol abbiamo riscontrato delle evidenti criticita’  Sappiamo che nella vecchia gestione ci sono delle difficolta’ riconosciute, come, per esempio la richiesta indiscriminata di Rol nel tentativo di potersi accaparrare almeno uno dei tanti giorni richiesti (dove i primi "fortunati" avevano possibilità di ottenerne il numero maggiore a discapito degli altri) e la mancanza di trasparenza nell'iter di richiesta.

Come ormai sappiamo, con il nuovo sistema si e’ tentato di:
  • ottimizzare la possibilità di richiedere un rol
  • consentire l'inserimento della richiesta in modo uguale per tutti
  • creare regole generali ed univoche in modo da non privilegiare nessuno
  • vedere aumentata la possibilità di ottenere un rol richiesto
  • controllare la disponibilità, in modo intuitivo ed immediato, attraverso il “sistema di colori” (il semaforo).
  • strutturare un sistema che ogni giorno consenta l'introduzione di tre richieste con visibilità sul mese successivo
  • alternare l'orario di introduzione delle richieste per non penalizzare i part time

Il nuovo sistema e’ colmo di buoni propositi, eppure abbiamo ricevuto diverse segnalazioni in cui le suddette modifiche non vengono percepite come migliorative, ma come peggiorative.
Di seguito vi elenchiamo le principali problematiche che ci sono state segnalate:
  1. In passato si potevano richiedere i Rol per tutte le settimane di visibilita’ della turnistica, anche per quelle con i soli riposi. Ora, invece, si possono richiedere i Rol soltanto per un periodo di 30 gg. dalla data corrente e questo appare limitativo per una potenziale programmazione personale.
  2. Poter richiedere solo 3 par al giorno, e’ eccessivamente riduttivo
  3. Le fasce orarie di inserimento sono una limitazione, ma, qualora questa limitazione fosse imprescindibile, sarebbe opportuno che RepInterface bloccasse l'inserimento delle richieste fuori degli orari consentiti
  4. il sistema dei colori rischia di diventare controproducente in quanto non si aggiorna in tempo reale e non e’ automatizzato, ma gestito manualmente da una persona
  5. L’aumento del 1%, tanto agognato, risulta di fatto fittizio, dal momento che, con questo sistema, molte richieste di Rol vengono concesse solo parzialmente. Potendo usufruire solo di alcune ore di permesso, anziche’ dell’intera giornata, in molti casi si rinuncia del tutto al Rol, annullando di fatto il beneficio dell’aumento percentuale
  6. I full time spezzati risultano svantaggiati in quanto, coprendo piu’ ore, hanno piu` probabilita’ di vedersi rifiutare le ore richieste a causa della copertura. Questo andrebbe risolto regolamentando in maniera chiara dei criteri specifici di richiesta per questi tipi di turnistica, non limitando la liberta` di richiesta degli altri
  7. Nelle ore serali la copertura e' inferiore e quindi, per chi lavora fino alle 21:00, riuscire ad avere un permesso per tutta la giornata e' molto difficile
Convinti del valore sperimentale del progetto, abbiamo più volte chiesto di valutare migliorie relative ai punti sopra descritti, tramite la Commissione Nazionale, che tarda a incontrarsi. Visti gli attuali esiti non migliorativi come avremmo sperato, attendiamo con urgenza la convocazione della Commissione
Abbiamo bisogno delle vo stre segnalazioni e la descrizioni di casi specifici accaduti, in modo che si possa comunicare i giusti suggerimenti alla Cammissione per ottimizzare l'attuale sistema di prenotazione e approvazione Rol.
I Rappresentanti dei Lavoratori Slc Cgil Vodafone Milano 
 


venerdì 18 febbraio 2011

Call center: SLC CGIL, Governo assente, necessaria vera politica industriale per il settore

Al via oggi la III Conferenza Nazionale dei lavoratori call center, una due giorni per fare il punto su 'Salario, diritti, futuro' nel settore. Per il Segretario Generale CGIL quello delle delocalizzazioni è “sicuramente uno dei problemi” a cui sono state date “risposte insufficienti”

Il settore dei call center ha bisogno di una “vera politica industriale” che scommetta sulla qualità dei servizi e rilanci il settore. Si è aperta oggi (18 febbraio) la III Conferenza Nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center organizzata da SLC CGIL, il principale sindacato del settore, dal titolo 'Salario, diritti, futuro. Quadriamo i conti'. Una due giorni per fare il punto, insieme ai quadri dirigenti e ai delegati delle principali aziende del settore, sulla difficile situazione dei call center e avanzare proposte per l’immediato futuro.  
Un settore, quello dei call center, che ha risentito in modo particolare della crisi che ha colpito il paese in questi anni: 8mila posti di lavoro persi negli ultimi due anni, 13mila  addetti in bilico in tutta Italia previsti per il 2011 su un totale di 67mila lavoratori del settore, sono i preoccupanti dati riportati nel 'Quarto Rapporto sulla dinamica occupazionale nei call center in outsourcing', realizzato dal sindacato e presentato oggi. Ma non solo, tante anche le vertenze aperte: B2win, Teleperformance, Comdata, Almaviva, Gepin, Call&call, per citarne solo alcune. 
Dunque la SLC CGIL fa notare come alla crisi generale che ha colpito l'Italia si siano sommate le scelte sbagliate del Governo, che hanno riportato nel settore delle TLC problematiche come, la deresponsabilizzazione dei grandi committenti; la ripresa del lavoro nero e precario; l'assenza di una politica per il settore; l'inefficacia dei servizi ispettivi; appalti improntanti al principio del massimo ribasso che penalizzano la qualità a solo vantaggio della competizione sui prezzi. Un quadro reso ancora più insicuro dalla crescita sempre più preponderante del fenomeno delle delocalizzazioni, con quote di lavoro sempre maggiori portate fuori dal Paese.
“Da più di un anno il governo deve dare una risposta” così il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, intervenendo alla Conferenza, commenta lo stato delle cose nel settore e aggiunge “ci sono opinioni e avvisi comuni tra sindacato e impresa e c'è totale disattenzione da parte del governo”. Per la dirigente sindacale quello delle delocalizzazioni è “sicuramente uno dei problemi” a cui sono state date “risposte insufficienti”, un tema che riguarda i call center ma anche altri settori. Camusso osserva infatti che “c'è una politica introdotta dal Ministero del Welfare che diminuendo i controlli fa aumentare il fenomeno del lavoro nero e del sommerso”.
Ed è proprio in questo contesto che il sindacato dei lavoratori delle Telecomunicazioni avanza alcune richieste: il ripristino dell'Osservatorio Nazionale sui call center presso la Presidenza del Consiglio; la determinazione a livello nazionale di un'unica tabella di costo medio orario del lavoro per dipendenti del settore costumer care; l'applicazione alle imprese controllate dal Ministero dell'economia delle norme previste per gli appalti pubblici; il riconoscimento del settore call center come settore industriale a tutti gli effetti; istituzione di un Piano straordinario di lotta all'illegalità, all'evasione contributiva e assicurativa, all'elusione delle norme di legge e di CCNL nel settore.
Il Segretario Generale della SLC CGIL, Emilio Miceli in un'intervista alla CGILtv, sottolinea l'importanza di difendere e riconiugare, nel settore dei call center, 'diritti e occupazione' poiché spiega “questo è un mondo nel quale, a differenza di qualche anno fa, la crescita si è fermata i diritti rischiano di essere messi in discussione” e al tempo stesso “l'occupazione è fortemente minacciata”. Miceli fa notare come il lavoro nel call center per molto tempo sia stato vissuto come un 'non lavoro', mentre oggi si presenta con come un lavoro strutturato che ha bisogno di conquistare una propria 'stabilità' e su questo terreno conclude Miceli “siamo assolutamente preoccupati”. Ed è per questo che la SLC CGIL si sta impegnando ed è pronta a mobilitarsi. 



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giovedì 17 febbraio 2011

M'illumino di meno - la CGIL aderisce alla giornata del risparmio energetico

Quest'anno l'iniziativa è dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia. La CGIL aderisce con convinzione alla campagna 'M’illumino di meno 2011. Uniti nell’energia pulita.

Come negli anni precedenti la CGIL aderisce con convinzione alla campagna promossa dal programma radiofonico Caterpillar di Radio 2 'M’illumino di meno 2011. Uniti nell’energia pulita'. 

La CGIL ha intensificato la propria elaborazione e la propria iniziativa a sostegno degli obiettivi europei per il risparmio per l’efficienza energetica e  per la produzione di energie rinnovabili (20-20-20). Con responsabilità e convinzione ha avanzato proposte, ha richiamato la necessità di perseguire un’economia sostenibile dal punto di vista ambientale. 
La riconferma degli obiettivi di Kyoto nella recente conferenza di Cancun impegna anche il nostro Governo ad uscire da una posizione miope che lo ha visto anteporre alla realizzazione di tali obiettivi, l’uscita dalla crisi, senza intuire invece, che investire in quella direzione avrebbe significato sostenere la ripresa economica del nostro Paese.
Questo ci avrebbe risparmiato molta della troppa sofferenza occupazionale e, nella discussione che ha accompagnato l’approvazione della Finanziaria i ripetuti tentennamenti sugli incentivi sotto forma di detrazione (55%) per l’efficienza e il risparmio energetico  delle abitazioni nonostante la domanda diffusa, registrasse una rinnovata sensibilità per l’ambiente. 
Quest’anno la Giornata del risparmio energetico 2011, nella sua edizione speciale per i  150 anni dell’unità d’Italia, è fissata per il 18 febbraio 2011. Spegnere anche quest’anno tutti i dispositivi elettrici non indispensabili invitando tutte le nostre strutture a fare altrettanto è un modo per rilanciare la necessità di sostenere la sensibilità per i problemi ambientali, per sostenere la necessità di politiche adeguate e determinate nella direzione della sostenibilità economica e ambientale e condividere una battaglia per il futuro nostro e delle giovani generazioni.

fonte: www.cgil.it  

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martedì 15 febbraio 2011

Bocciati gli emendamenti alla legge 122 - ricongiungimento fondi elettrici e telefonici

Durante la discussione al Senato del decreto “Milleproroghe” sono stati bocciati gli emendamenti, presentati da alcuni parlamentari, che avrebbero potuto porre rimedio ai gravi danni provocati dalla Legge 122 alle pensioni dei lavoratori elettrici e telefonici.
A nulla è valso il lavoro profuso in questi mesi dal sindacato; a nulla sono valse le migliaia di testimonianze inviate al Parlamento dai lavoratori che, grazie a questo provvedimento iniquo, vedono gravemente pregiudicato il loro diritto ad una pensione giusta; a nulla è servito il coinvolgimento delle organizzazioni datoriali di Confindustria che, congiuntamente al sindacato, hanno richiesto un incontro per verificare i correttivi da apportare; a nulla è valso l’aver evidenziato come, senza le opportune modifiche, gli effetti della Legge 122 rischiano di mettere a repentaglio importanti accordi sottoscritti a salvaguardia dei posti di lavoro (accordo Telecom italia).
Sconcertante è stato il silenzio del Governo che, in 5 mesi, non ha trovato il tempo di incontrare ufficialmente le parti sociali per affrontare il problema.
A questo punto per il Sindacato si apre la seconda fase: contrasteremo in tutti i modi, a cominciare anche dalla verifica dell’apertura di un ampio contenzioso legale, gli effetti di questa legge, a tutela degli interessi di migliaia di lavoratrici e lavoratori che rivendicano nient’altro che il diritto ad una pensione giusta.

Le Segreterie Nazionali Filctem-Cgil Flaei-Cisl Uilcem-Uil Slc-Cgil Fistel-Cisl Uilcom-Uil
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Siamo in piazza il 13 febbraio a milano - se non ora quando?


Noi il 13 siamo andati in piazza Castello a Milano.
Ci siamo trovati e siamo saliti in metro e già qui ci siamo resi conto che c'era qualcosa di diverso rispetto a una normale domenica di febbraio. Stipati come acciughe, alle due del pomeriggio. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare abbiamo cominciato a sorridere, perchè quasi tutti erano diretti in centro, dove stavamo andando noi, tutti per lo stesso motivo. 


Scesi prima perchè l'uscita prevista non è disponibile, ci avviamo a piedi e arrivati, con un pochino di ritardo, la troviamo gremita, piena di gente, di tantissime donne e tanti uomini di ogni età. 

Che bello. Che gente c'è? C'è il popolo. C'è l'Italia tutta.



C'è la persona che trovi al supermercato, che ti precede in coda al mattino in auto. Ci sono le mamme  le zie, le nonne, le giovani e le studenti, tutte normalmente diverse tra loro.  Ci sono tanti papà, tanti compagni di vita, tanti giovani che oggi vogliono essere al nostro fianco. Una piazza gremita, dove prima dell'appartenenza politica, prevale la voglia di dignità, di essere riconosciuti e rispettati, donne e uomini, per se stessi, per le proprie capacità, per il proprio pensiero. 



Una piazza che ha voglia di futuro, che crede e vuole poter fare qualcosa di meglio per se stessa, per i propri figli. Dalle donne riparte il coraggio, con la semplicità dei propri volti, con la voglia di mostrarsi per quello che si è, di ricordare, in modo "educato" che ci siamo, che siamo tante, che, quasi in silenzio, facciamo tanto, tantissimo per tutti.





Sosteniamo i nostri genitori, i nostri compagni, i nostri figli e ora non ci manca il coraggio per dire che le nostre risorse stanno finendo, che la nostra pazienza è al limite. Una goccia vicino all'altra, come un placido fiume in piena, sappiamo anche riversarci nelle strade, insieme, unite, con accanto gli uomini che condividono le nostre fatiche, sappiamo sentirci più forti e riconoscere negli occhi di chi abbiamo visto accanto a noi, che non siamo sole.


Lo sventolio delle sciarpe bianche che sia il simbolo di un Italia che chiede dignità.
Ieri ne abbiamo viste tantissime alzate al cielo, che siano sempre di più, una per ognuno di noi.




mercoledì 9 febbraio 2011

Delegazione dei sindacati nazionali elettrici e telefonici ricevuta al Ministero del lavoro

C O M U N I C A T O

Vi informiamo che il 4 febbraio, una delegazione dei sindacati nazionali elettrici e telefonici, è stata ricevuta al Ministero del lavoro.
L'incontro ha permesso di illustrare le motivazioni che da mesi vedono impegnati le OO.SS. di categoria sugli effetti negativi introdotti con la legge 122/2010.
Un incontro interlocutorio nel quale si è invitato il Ministero a seguire con attenzione le proposte di modifica che sono state presentate con gli emendamenti nel decreto Milleproroghe attualmente in esame al Senato.
Il punto chiave su cui è stata posta l'attenzione da parte del Ministero del lavoro è la copertura finanziaria del provvedimento. Su nostra richiesta il Ministero si è impegnato a realizzare uno studio specifico, in tempi rapidissimi, sugli effetti economici di questi dispositivi e sulla platea di lavoratori coinvolti.
Stante l'avvicinarsi della discussione in sede parlamentare relativamente al decreto Milleproroghe, invitiamo tutte le strutture sindacali ad intensificare gli sforzi per dare massima visibilità alle ragioni dei lavoratori elettrici e telefonici.


Le Segreterie Nazionali
Filctem-Cgil Flaei-Cisl Uilcem-Uil
Slc-Cgil Fistel-Cisl Uilcom-Uil



Roma, 7 febbraio 2011

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sabato 5 febbraio 2011

13 febbraio, donne in piazza contro degrado politica e cultura

Scrittrici, metalmeccaniche, lavoratrici tessili, commesse, ricercatrici, casalinghe, studentesse.  
Le donne italiane si stanno mobilitando in tutte le città per reagire ad un degrado della politica e della cultura che non sembra aver fine con il dilagare del 'modello Ruby'.
Un cartello composito di donne e associazioni sta lavorando infatti ad un grande appuntamento nazionale, domenica 13 febbraio con manifestazioni in tutte le città d'Italia
La CGIL è in prima fila nella promozione di questa iniziativa e il suo Segretario Generale, Susanna Camusso, ha firmato subito l'appello da cui è partita tutta la mobilitazione. 
Il primo appuntamento pubblico, con la manifestazione che si è svolta a Milano nel pomeriggio di sabato 29 gennaio, "Mobilitiamoci per ridare dignità all'Italia" ha già dato il là alla mobilitazione generale. In piazza sono scese tante donne (e tanti uomini) che non vogliono rassegnarsi all'andazzo presente e che hanno soprattutto voglia di riscoprire forme di partecipazione democratica e diretta. 






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venerdì 4 febbraio 2011

Richiesta d'incontro al Ministro Maurizio Sacconi - aggiornamento ricongiungimento fondi telefonici e elettrici



Roma, 31 gennaio 2011       

Preg.mo Ministro       
Maurizio Sacconi       
ministero del Lavoro e Previdenza Sociale       


Oggetto: Richiesta di incontro


Le Associazioni datoriali Assoelettrica e Assotelecomunicazioni-Assotel unitamente alle organizzazioni sindacali nazionali Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uilcem-Uil e Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil chiedono un incontro urgente per valutare le ricadute delle modifiche introdotte con l'entrata in vigore della Legge 122/2010 relativamente ai Fondi di previdenza Elettrico e Telefonico.

Distinti saluti.
 

Le Associazioni datoriali                                                                       Le Segreterie nazionali   

Assoelettrica – Asstel                                                         Filctem-Cgil    Flaei-Cisl    Uilcem-Uil 
R. Del Vecchio – R.Nardacchione                                    D. Nardone    S.ancuso     R. Marcelli 
                                                                                            Slc-Cgil    Fistel-Cisl     Uilcom-Uil  
                                                                                       A. Genovesi    G. Serao   S. Ugliarolo  

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