domenica 30 gennaio 2011

FIOM - sciopero generale il 28 gennaio - Il lavoro è un bene comune


Il Comitato Direttivo Nazionale della CGIL ringrazia le RSU, le lavoratrici e i lavoratori della Fiat che con coraggio hanno sostenuto e fatto valere con il loro voto il punto di vista dell’organizzazione e condotto, al  contempo, una battaglia di libertà contro le degenerazioni autoritarie dell’azienda.
La maturità dimostrata con la partecipazione e il conseguente voto operaio propongono un’assunzione di responsabilità non solo da parte della CGIL e della FIOM, ma anche dei firmatari.
L’esito del referendum dimostra che con l’autoritarismo non si risolvono le questioni della condivisione delle scelte e il consenso per un Governo dei difficili processi che la crisi e la globalizzazione impongono.
A maggior ragione, la CGIL, esplicita la sua responsabilità indicando in regole condivise su rappresentanza e democrazia i temi che la stessa vicenda Fiat, da ultima, ha riproposto.
La democrazia sindacale è parte integrante della democrazia del Paese: per questo la CGIL lancia una grande campagna di mobilitazione che, a partire dalle assemblee nei luoghi di lavoro e nel territorio, e dal sostegno alla campagna per l’elezione RSU in tutti i settori pubblici, punterà a coinvolgere lavoratori, pensionati e la società per una battaglia che veda al centro la libertà per i lavoratori di scegliere da chi farsi rappresentare, con regole che sanciscano certezza ed esigibilità negoziale e verifica democratica certificata o referendaria sul mandato e la conclusione degli accordi.
Da lunedì 24 in Piazza Duomo angolo Via Mercanti verrà allestito dalla Fiom un tendone. Sarà un momento per dialogare con la città, per raccontare a chi metalmeccanico non è, cosa significa, ad esempio, lavorare alla catena. Sarà uno spazio aperto a tutti coloro che nei luoghi di lavoro, nelle scuole, sul territorio si battono per un lavoro dignitoso, per la democrazia, per i diritti. Sarà luogo di incontro, di confronto, di iniziativa di chi non si rassegna al modello ingiusto e autoritario che vogliono imporre nelle fabbriche, negli uffici, nella società.



visita il sito Fiom Cgil

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sabato 29 gennaio 2011

Giornata della Memoria - Arbeit macht frei


Se il fascismo avesse prevalso, l’Europa intera si sarebbe trasformata
in un complesso sistema di campi di lavoro forzato e di sterminio, e
quelle parole, cinicamente edificanti, si sarebbero lette sulla porta di
ingresso di tutte le officine e di tutti i cantieri.






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Esito incontro 25 gennaio con il Presidente della Commissione Lavoro del Senato

 COMUNICATO

Vi informiamo che ieri pomeriggio, abbiamo incontrato il Presidente On.le Pasquale Giuliano ed alcuni membri della Commissione Lavoro del Senato, a cui, in analogia con quanto avvenuto alla Camera dei Deputati, abbiamo consegnato il memorandum contenuto nella nostra comunicazione del 12 gennaio e richiesto il ripristino della normativa ante l'entrata in vigore della legge 122/2010.

All'On.le Pasquale Giuliano abbiamo illustrato le ricadute che le modifiche introdotte dalla Legge 122/2010 potrebbero determinare anche nei confronti di recenti accordi sottoscritti con il Governo in materia di esuberi e la situazione di generale incertezza presente tra i lavoratori e lavoratrici di entrambi i settori.
Il Presidente ha mostrato interesse sulle motivazioni addotte dalle OO.SS. rendendosi disponibile a rappresentarle al Ministro Sacconi.

A fronte di tale impegno, come organizzazioni sindacali nazionali, abbiamo ribadito l'esigenza di un incontro in tempi rapidi con il Ministro, anche in considerazione dell'imminente discussione sul cosiddetto decreto "Mille Proroghe".

Come OO.SS. stiamo valutando di mettere in atto ulteriori iniziative utili a favorire la convocazione da parte del Ministro Sacconi.

Le Segreterie Nazionali
Filctem-Cgil    Flaei-Cisl   Uilcem-Uil
Slc-Cgil      Fistel-Cisl    Uilcom-Uil

Roma, 26 gennaio 2011




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mercoledì 26 gennaio 2011

Appello: "Mobilitiamoci per ridare dignità all'Italia"

una sciarpa bianca per manifestare
INIZIATIVA DELLE CENTO PIAZZE

a Milano

Sabato 29 Gennaio 2011
Piazza della Scala - ore 15


PER RACCONTARE UN'ALTRA STORIA ITALIANA


Raccogliendo l’appello “Mobilitiamoci per ridare dignità all’Italia”, partito oggi da Milano e firmato da numerosi appartenenti al mondo della cultura e del sindacato, della politica e del lavoro, lanciamo l’idea di un’iniziativa delle cento piazze, da Frosinone a Messina, da Torino a Reggio Calabria, cominciando nella nostra città sabato 29 gennaio alle 15, in Piazza Scala

Con un simbolo: la sciarpa bianca del lutto per lo stato in cui versa il Paese

Uno slogan: Un'altra storia italiana è possibile, e poi le nostre facce

Le facce delle donne italiane, quelle della realtà. 
Appuntandoci sulla giacca una fotocopia della nostra carta di identità con su scritto che quello che siamo: cassaintegrate, ricercatrici, precarie, artiste, studentesse, registe, operaie e giornaliste, per dire la forza che rappresentiamo a dispetto di tutto.
Perché sarebbe bello che una spallata, magari quella definitiva, politica molto prima che giudiziaria, la dessimo proprio noi al capo supremo di questa telecrazia autoritaria, eversiva e misogina.
 
Come è scritto nell’appello:Sentiamo il bisogno di porre un freno a tutto questo: perché arrivi alle giovani donne un messaggio di libertà, di giustizia, di diritto a una vita fatta di scelte consapevoli, di riconoscimento della dignità della loro persona, della loro intelligenza, del loro sentire e delle loro competenze; perché gli uomini, in particolar modo i giovani, rifiutino il modello sessista che domina e spezzino la complicità maschile contro il corpo delle donne; perché chiunque abbia cariche istituzionali e sia coinvolto in questa vicenda si faccia da parte.”

Quel che accade del nostro Paese offende le donne, ma anche gli uomini che non si riconoscono, vergognandosi, nella miseria della rappresentazione di una sessualità rapace e seriale, nello squallore di una classe dirigente che ha fatto dell’eversione di ogni regola e nel sovvertimento di qualunque verità il suo tratto distintivo. Ed è anche a questi uomini che chiediamo di essere con noi sabato 29. Per ribadire insieme che “un’altra storia italiana è possibile”.
Vi chiediamo allora di aderire a questo comunicato con un commento e di diffonderlo. Vorremmo infatti mandarlo a L’Unità con un alto numero di adesioni e avere la più ampia cassa di risonanza all’iniziativa.
Grazie

vedi il comunicato per ridare dignità all'Italia 

vedi il comunicato un'altra storia italiana

AGGIORNAMENTO:
Grazie alle numerose adesioni che stiamo ricevendo in questi giorni abbiamo deciso di organizzare, durante la mobilitazione di sabato,  un reading delle motivazioni che ci spingono e vi spingono a partecipare a questa iniziativa. Se volete che la vostra testimonianza venga condivisa durante la manifestazione, mandate la vostra opinione a questa mail:  sindacale.cdlm.mi@cgil.lombardia.it 




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venerdì 21 gennaio 2011

Comunicato stampa Vodafone: "Nessuna delocalizzazione. In Italia investiamo 1 miliardo l'anno"

La società guidata da Bertoluzzo replica alla Slc Cgil che ieri ha acceso i riflettori sulle presunte intenzioni dell'azienda di puntare su Albania e Romania a scapito del nostro mercato. "Dichiarazioni pretestuose. Nel solo 2010 creati 1000 nuovi posti di lavoro"
“Vodafone ritiene pretestuose e infondate le dichiarazioni sindacali”. Con queste parole la società smentisce la Slc Cgil secondo cui la società avrebbe avuto intenzione di delocalizzare le attività di customer care in Romania e Albania. “L’azienda – precisa ancora Vodafone – investe un miliardo l’anno in Italia e nel solo 2010 ha creato circa 1000 posti di lavoro". Il gruppo guidato in Italia da Paolo Bertoluzzo ricorda i numeri dei suoi dipendenti: "8.000 persone in Italia, di cui 3000 professionisti che lavorano in 8 centri di competenza di Vodafone che si occupano del servizio al cliente, e con un indotto di altre 7000 persone in Italia presso diversi partner che lavorano per Vodafone sulla gestione del cliente".
"Alcuni partner, nell’ambito della loro autonomia imprenditoriale - conclude la società - gestiscono all’estero attività marginali irrilevanti rispetto all’investimento complessivo nel servizio al cliente da parte di Vodafone, nel pieno rispetto delle leggi italiane e degli standard aziendali in materia di privacy di cui Vodafone rimane garante". di F.M.

vedi tutto l'articolo - fonte www.corrierecomunicazioni.it

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Comunicato stampa: VODAFONE: SLC-CGIL “Azienda smentisca progetto di delocalizzazione in Albania e Romania”





Sindacato Lavoratori Comunicazione


Comunicato stampa

VODAFONE: SLC-CGIL “AZIENDA SMENTISCA PROGETTO DI DELOCALIZZAZIONE IN ALBANIA E ROMANIA”




Sempre di più i responsabili delle attività di customer care di Vodafone Italia vanno dichiarando esplicitamente ai propri dipendenti che l’azienda ha avviato un progetto di delocalizzazione delle attività a minor valore verso call center rumeni e albanesi, in particolare l’assistenza telefonica di front end. Inoltre a noi ci risulta che, già da mesi, Vodafone direttamente, o tramite i propri outsourcer italiani, ha delocalizzato parte delle attività di back office, cioè le pratiche amministrative. Vodafone deve fare chiarezza e dichiarare quello che realmente intende fare, assumendosi tutte le proprie responsabilità”. Così dichiara in una nota la Segreteria Nazionale di SLC-CGIL, il principale sindacato del settore.

Ci troviamo di fronte ad un’azienda dagli utili stratosferici, che sta distruggendo lavoro nel nostro Paese con evidenti rischi anche sul piano della tutela della privacy. Chi controlla infatti il corretto utilizzo dei dati sensibili, dal traffico telefonico alle coordinate bancarie di milioni di clienti italiani? Cosa impedisce che anche i clienti Vodafone non finiscano nel traffico illegale internazionale di dati?”.

Da più di un anno come SLC-CGIL denunciamo quanto la delocalizzazione delle attività di call center da parte di Vodafone, Wind, SKY, H3G, Telecom, Alitalia, ecc. stia distruggendo migliaia di posti lavoro nel nostro Paese, alimentando una forma di dumping perversa che fa della competizione sul costo e non della qualità la bussola per erogare servizi ai clienti TLC”.

Confindustria, Governo e le diverse grandi aziende – conclude SLC-CGIL – non possono continuare a far finta di nulla, di fronte magari a pochi milioni di euro di risparmio su bilanci multimiliardari che si traducono però in disoccupazione o ricorso agli ammortizzatori sociali per migliaia di ragazze e ragazzi”.


Roma, 19 Gennaio 2011



SLC-CGIL Piazza Sallustio 24 – 00187 Roma
Tel. 0642048212 Fax 064824325



Pubblicato anche sul Sole24ORE e il Manifesto.

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domenica 16 gennaio 2011

Esito Presidio dell'11 gennaio - delegazione ricevuta dalla Commissione Lavoro della Camera

A seguito del presidio organizzato dai sindacati Filctem, Flaei, Uilcem e Slc, Fistel, Uilcom, che ha visto una nutrita presenza di lavoratrici e lavoratori provenienti da moltissime regioni, una delegazione delle segreterie nazionali delle OO.SS. elettrici e telefonici, è stata ricevuta dalla Commissione Lavoro della Camera alla presenza del presidente On. Silvano Moffa a cui è stato illustrato e consegnato il testo che vi riportiamo ed a cui abbiamo chiesto il ripristino della normativa ante l'entrata in vigore della Legge 122/2010.
L'iniziativa ha permesso alle OO.SS di mettere in evidenza anche le ricadute che le modifiche introdotte potrebbero determinare nei confronti di recenti accordi sottoscritti con il Governo in materia di esuberi e la situazione di generale incertezza presente tra i lavoratori di entrambi i settori.
A seguito di tale illustrazione, come Segreterie Nazionali abbiamo registrato un interesse convergente delle forze politiche, sia dell'opposizione, che della maggioranza, nonché dello stesso Presidente della Commissione Lavoro della Camera che si è impegnato a relazionare sull'incontro il Ministro Sacconi già dal 12 gennaio p.v. nel corso dell’Ufficio di Presidenza. L'On. Moffa si è anche reso disponibile a sollecitare un incontro con lo stesso Ministro e le OO.SS. in tempi brevi per affrontare la materia così complessa e cercare di trovare soluzioni adeguate.
Come sindacati Filctem, Flaei, Uilcem e Slc, Fistel, Uilcom, riteniamo che l'iniziativa abbia prodotto un risultato certamente positivo perchè ha permesso di dare voce al forte disagio presente tra i lavoratori. Siamo intenzionati a trasferire tali motivazioni anche nei confronti dell'altro ramo del parlamento (Senato), affinchè massima sia l'informazione tra tutti i soggetti politici ed istituzionali sui riflessi negativi che la Legge 122/2010 ha determinato e sta determinando tra i lavoratori elettrici e telefonici.

MEMORANDUM CONSEGNATO AL PRESIDENTE ON. SILVANO MOFFA
Dal 1 luglio per effetto dell'art. 12 septies – octies – novies – undecies la Legge 122/2010 sono state abrogate tutte le norme che prevedevano il trasferimento gratuito presso il regime generale INPS da fondi sostitutivi, esclusivi o esonerativi. Nel 12 septies peraltro viene resa onerosa la ricongiunizione verso INPS (prima gratuita) prevista dall' art. 1 della legge 29/79.
· Tale modifica comporta, di fatto, per tutti i lavoratori elettrici e telefonici il venir meno della possibilità di ottenere il trattamento pìù favorevole tra quello calcolato con le regole INPS e quello calcolato con le regole Fondo. Rimane la possibilità di trasferire tutto all'INPS ma solo pagando costosi oneri di trasferimento o ricongiunzione .
· L'onere di trasferimento, peraltro, (circolare INPS n° 142/2010) viene calcolato con un criterio del tutto scollegato dal reale beneficio pensionistico che l'operazione di ricongiunzione comporta.
· I lavoratori elettrici e telefonici (in particolare gli operativi e i turnisti ), se non pagheranno i costosi oneri di trasferimento verso INPS, otterranno quindi trattamenti erogati dai rispettivi Fondi che potrebbero essere molto inferiori a quelli percepiti, a parità di contribuzione e retribuzione, dai lavoratori dipendenti iscritti all'INPS
· Più grave è la condizione dei lavoratori assunti presso aziende telefoniche dal 21 febbraio 1992 al 31 dicembre 1999 o presso aziende elettriche dal 16 novembre 1996 al 31 dicembre 1999. I periodi maturati in INPS precedentemente all'assunzione in azienda elettrica o telefonica, infatti, non sono riconoscibili gratuitamente al Fondo. Con l'introduzione delle norme citate inoltre non è più possibile trasferire gratuitamente all'INPS la posizione Fondo. Per maturare il diritto a pensione questi lavoratori si troveranno dunque nella condizione di essere obbligati alla ricongiunzione o al trasferimento oneroso nell'una o nell'altra direzione oppure ad accontentarsi di un calcolo contributivo molto inferiore ricorrendo alla totalizzazione (sempreché ve ne siano le condizioni) con un'attesa, rispetto alla maturazione del diritto, di 18 mesi.
· Stessa sorte subiscono i lavoratori che da azienda elettrica sono passati ad azienda telefonica o viceversa. Tali fondi sono infatti impermeabili l'uno all'altro e non consentono l'erogazione di trattamenti come i supplementi o la pensione supplementare per gli spezzoni contributivi non valorizzati nella pensione principale.

Le Segreterie Nazionali
Filctem-Cgil        Flaei-Cisl          Uilcem-Uil
Slc-Cgil              Fistel-Cisl          Uilcom-Uil

Roma, 12 gennaio 2011


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mercoledì 12 gennaio 2011

Immagine differente, Appello: “La dignità e il rispetto della persona nella libertà di espressione”

la dignità e il rispetto della persona nella libertà di espressione. La proposta di legge

Il 22 novembre scorso è stata presentata alla stampa una proposta di legge sulla Parità e la non discriminazione tra i generi nell'ambito della pubblicità e dei mezzi di comunicazione.
La Proposta di legge affronta il delicato tema della dignità delle donne e degli uomini nell'ambito della pubblicità e di tutti i mezzi di comunicazione.
Per la stesura della proposta, hanno collaborato Avvocate/i vicine alla Cgil, coordinate dalla Costituzionalista Prof.ssa Marilisa D'Amico e delle Dott.sse A. Rosiello e F. Garisto, già legali della Camera del lavoro di Milano.

A noi si sono unite le donne di due Associazioni milanesi impegnate da tempo sul tema dello sfruttamento dell'immagine femminile, "Amiche di ABCD" e "DonneInQuota".

Così è stato costituito il Comitato "Immagine Differente"
Il Comitato  avrà il compito di sostenere la campagna promozionale, di far conoscere la legge in tutta Italia e di raccogliere consensi durante tutto il lungo iter parlamentare.

Tra i compiti immediati c'è quello di far circolare e raccogliere le adesioni all'appello "La dignità e il rispetto della persona nella libertà di espressione". Ciò è possibile entrando direttamente nel sito web www.immaginedifferente.net o in quello della Camera del Lavoro di Milano, dove puoi trovare il link a il sito Immagine Differente.

Nel sito, oltre la raccolta delle firme per l'appello, è possibile trovare il testo della proposta di legge, la documentazione correlata (le relazioni presentate il 22 novembre, leggi e regolamenti di altri paesi, la rassegna stampa ecc.) e le informazioni sulle iniziative che man mano saranno organizzate.

Saranno promosse assemblee, momenti d riiflessione e altre iniziative per promuovere l'attenzione e la discussione sul tema dello sfruttamento dell'immagine (femminile e maschile) nel vasto campo della pubblicità e della comunicazione a cui vi invitiamo fin da ora a partecipare.
Grazie
Le Segretarie della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano
Paola Bentivegna, Ivana Brunato e Tiziana Scalco


vedi:
il sito del Comitato "Immagine Differente", dove trovi la proposta di legge
il sito dell'Associazione femminile "DonneInQuota"         
 
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lunedì 10 gennaio 2011

Comunicato - La pensione spezzata

I Lavoratori elettrici e telefonici manifestano contro le modifiche introdotte dalla Legge 122/2010 che ha abrogato le norme che garantivano il trasferimento non oneroso della posizione contributiva dai Fondi speciali all'Assicurazione generale obbligatoria dell'Inps.
La nuova disciplina penalizza oltre modo i Lavoratori interessati senza prevedere alcuna forma di salvaguardia per coloro che perdono o rischiano di perdere il diritto a pensione, o per coloro che hanno già cessato l'attività lavorativa e avrebbero maturato il diritto alla pensione dopo il 30 giugno 2010.
Grazie a queste modifiche inique, i Lavoratori elettrici e telefonici che vogliono andare in pensione, nel migliore dei casi, utilizzando l’istituto della totalizzazione, si vedranno decurtare in maniera consistente, l'assegno che avrebbero ricevuto dal Fondo di categoria o dall'Assicurazione generale a cui hanno versato i contributi.
Le nuove norme, e per le gravi penalizzazioni che determinano, colpiscono i Lavoratori elettrici e telefonici e rischiano di passare nel silenzio totale dell'opinione pubblica e dei mezzi di informazione.

Per tali ragioni e per richiedere la revisione di tali modifiche, le Federazioni elettriche FILCTEM-CGIL, FLAEI-CISL, UILCEM-UIL unitamente a quelle dei telefonici SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL hanno organizzato un

PRESIDIO C/O LA CAMERA DEI DEPUTATI
P.zza Montecitorio (Lato Obelisco)
per il giorno 11 GENNAIO DALLE ORE 14 ALLE ORE 18

Le Segreterie Nazionali
Filctem-Cgil    Flaei-Cisl     Uilcem-Uil
Slc-Cgil          Fistel-Cisl - Uilcom-Uil
 
Roma, 4 gennaio 2011

vedi comunicato

vedi lettera unitaria al Parlamento

tutti i post pubblicati sull'argomento

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sabato 8 gennaio 2011

Siamo tutti metalmeccanici


Cari amici,

gli accordi separati di Pomigliano e Mirafiori non riguardano solo i metalmeccanici o gli operai e neppure sanciscono solo la fine di un modello di relazioni industriali. 
Quegli accordi ci riguardano tutti perché segnano la fine della nostra Costituzione, cioè di quel modello di società e di democrazia conquistato dalla resistenza prima, scolpito nella lettera della nostra Costituzione poi e infine sviluppato dallo slancio delle lotte degli anni ’60 e ’70.  
Non è un caso che tutte le conquiste faticosamente ottenute siano sotto attacco congiunto. A partire dagli attacchi alla nostra carta costituzionale, alla resistenza, alle lotte operaie, alla rivolta studentesca del ’68, allo Statuto dei lavoratori, per continuare con l’erosione dello Stato sociale, dei diritti civili, del diritto all’istruzione ed alla cultura, alla democrazia partecipata, alla salute e all’ambiente.  
L’epoca del berlusconismo si conclude con un pieno successo, materiale e culturale dei tanti che hanno lavorato in questi anni per omologare il nostro paese al modello sociale americano, molti schierati a destra e, ahimè, troppi a sinistra. Fuori tempo massimo, verrebbe da dire. Cioè quando proprio quel modello è entrato in una crisi gravissima da cui non si vede via d’uscita ragionevole che non sia un ritorno all’Ottocento o, se si preferisce, il modello cinese.
Quegli accordi non sono un fatto economico, ma uno dei più rilevanti fatti politici degli ultimi anni.
L’estensione dei diritti del lavoro al mondo dello spettacolo, per cui ci battiamo, non ha nessuna possibilità di realizzazione se quei diritti evaporano dove si erano affermati, se il lavoro viene posto sotto ricatto anche laddove è storicamente più forte.
Per questo siamo tutti metalmeccanici.  
Il SIAM invita tutti i musicisti ed i lavoratori dello spettacolo a sostenere in ogni modo la FIOM e i lavoratori metalmeccanici nella battaglia in difesa degli stessi diritti per i quali anche noi ci battiamo. Il 28 gennaio, in occasione dello sciopero indetto dalla FIOM, chi non può astenersi dal lavoro vada a suonare davanti gli stabilimenti per far sentire la nostra solidarietà.
A quei politici della sinistra che salutano positivamente il ricatto di Marchionne, in quanto musicisti vogliamo invece dedicare la prima strofa di un vecchio canto popolare nato nel 1906, in occasione della presentazione alla Camera di un progetto di legge per ridurre a 8 ore il lavoro delle mondine:
“Se otto ore vi sembran poche provate voi a lavorare e sentirete la differenza di lavorar e di comandar”. 

Grazie e a presto!
Sindacato Italiano Artisti della Musica 


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Centro Donna: Attività svolta nel 2010

Desideriamo condividere alcune delle iniziative che sono state messe in campo dal Centro Donna nel corso dell'anno 2010

L'appuntamento dell'8 marzo è stato caratterizzato da un'importante iniziativa dal titolo "Donne & Migrazioni: siamo tutte straniere".
Nel mese di giugno sono state presentate le tre guide, "I diritti di mamma e papà nel mondo del lavoro", "Come sconfiggere molestie sessuali, violenza e mobbing di genere nei luoghi di lavoro" e "Guida pratica al diritto di famiglia alla separazione e al divorzio".
All'apertura dell'anno scolastico è stato promosso il premio letterario "L'Eredità di Anna", dedicato alla scrittrice e gironalista Anna del Bo Boffino.
Il 9 Novembre è stata ricordata Tiziana Catalano, recentemene scomparsa, per il suo inesauribile contributo alla casa delle donne maltrattate.
Il 22 Novembre  è stata presentata alla stampa la proposta di legge sulla Parità e la non discriminazione tra i generi nell'ambito della pubblicità e dei mezzi di comunicazione. E' stato costituito con "Amiche di ABCD" e "DonneInquota" il comitato "Immagine differente" per far conoscere questa proposta di legge e per far circolare e raccogliere adesioni all'appello "La dignità e il rispetto della persona nella libertà di espressione".
Il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, con Cisl e Uil è stato organizzato un presidio con volantinaggio in piazza San Babila a Milano.
Centinaia e centinaia sono state le donne che si sono rivolte al nostro Sportello del Centro Donna, per informazioni e consulenze, con il conseguente avvio di azioni vertenziali o legali, in gran parte legate alle discriminazioni a seguito della maternità.
Operando un'attenta analisi sui numeri, abbiamo definito la situazione della donna sul lavoro e nella politica.
In Italia il tasso di disoccupazione femminile è salito al 9,7%, le retribuzioni sono più basse del 21% rispetto a quelle degli uomini, sono solo l'11,9% le donne dirigenti aziendali, con una media europea del 33%.
Le donne in Parlamento sono poco più del 13%, in Regione LOmbardia le donne in giunta sono il 6,25%, 1 su 16.

per leggere la relazione completa
Centro Donna CGIL di Milano
Informazione e supporto alle donne contro ogni discriminazione sia nel lavoro che oltre.
 
Il Centro donna, attivo presso la Camera del Lavoro di Milano da un ventennio, offre un concreto supporto sia alle donne singole che ai delegati/e ed a tutte le strutture della CGIL.
Le attività svolte dal Centro donna CGIL:
  • Informazione, consulenza e sostegno alle donne in tema di diritti nei rapporti di lavoro: maternità/paternità, flessibilità d'orari, demansionamenti, trasferimenti impropri,ecc.
  • Consulenza legale gratuita sulle materie legate al diritto di famiglia: separazioni, divorzi, eredità, ecc.
  • Sostegno, anche legale, nelle cause di discriminazione di genere riscontrate sia nel ritorno al lavoro dopo la maternità, che in tutto l'arco professionale.
  • Promozione di cause legali dal contenuto di "particolare rilevanza collettiva", soprattutto per quanto attiene ogni forma di molestie sessuali sul luogo di lavoro.
  • Contro ogni forma di violenza alle donne: consulenza legale gratuita.
  • Supporto informativo sulle modalità di incentivazione alla imprenditoria femminile.
  • Organizzazione di seminari su temi di pertinenza. 
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Le donne: un diverso governo delle aziende

 

Per iniziativa del 
Centro di Attività Culturali "Casa di Vetro"
nell'ambito dello spettacolo

"La compagnia degli uomini"  
di Edward Bond con la regia di Luca Ronconi, 

giovedì 10 febbraio alle 18, 

presso il Chiostro del Piccolo Teatro Grassi 
di via Rovello, 2, 

Luisa Pogliana terrà un incontro dal titolo 
"Le donne: un diverso governo delle aziende".

 

Chi desidera partecipare all'incontro potrà prenotarsi entro il 15 gennaio 2011 per lo spettacolo che inizierà di seguito alle 20 al costo di 15 € anziché i consueti 33€. 
Per prenotare e acquistare i biglietti, rivolgersi direttamente a Maria Cristina Koch mcristina@mckoch.fastwebnet.it, oppure 02 2367781 entro il 15 gennaio 2011. Per raccogliere il denaro per i posti prenotati, ci si accorderà nella settimana fra il 10 e il 15 gennaio 2011. 
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