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giovedì 11 novembre 2010

"Collegato lavoro" - DDL 1441 - Un nuovo taglio ai diritti dei lavoratori precari

Nella nuova legge approvata il 19 ottobre (DDL 1441 quater F) conosciuta come “Collegato lavoro” si introduce un termine capestro di sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge per l’impugnazione dei contratti a termine e in genere di tutti i contratti precari illegittimi.

Mentre in precedenza il lavoratore aveva la possibilità di contestare un contratto illegittimo anche dopo molti mesi dalla sua conclusione, quando era certo che non sarebbe più’ stato chiamato per un successivo contratto, ora sarà costretto secondo l’art. 32 della legge ad impugnarlo entro 60 giorni dalla sua conclusione.

Ciò significa che il lavoratore dovrà tagliare definitivamente i ponti con il datore di lavoro contestando la legittimità del contratto e rinunciando, nei fatti, ad un possibile rinnovo del contratto stesso oppure a rinunciare ai propri diritti.

Ancora più grave è il colpo di spugna che con le nuove norme si intende dare al passato: un nuovo intervento a danno dei lavoratori precari perché si stabilisce che il termine di 60 giorni per impugnare i contratti precari vale anche, dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge, per i rapporti di lavoro a tempo determinato conclusi prima.

Tantissimi contratti, in gran parte saltati durante la crisi e che i lavoratori rischiano di pagare due volte.

Perché questo colpo di spugna non passi i contratti di lavoro precari, già conclusi da tempo, se si ritiene siano viziati da irregolarità, devono essere contestati per scritto entro i 60 giorni successivi all’entrata in vigore della legge.

Questo lo si può fare anche con una semplice lettera che interrompa i termini di legge. Successivamente si avranno 270 giorni a disposizione per andare davanti ad un giudice per riaffermare il diritto.

Tutti i lavoratori che si dovessero trovare in queste condizioni si rivolgano ad una sede sindacale della CGIL per informazioni e per difendere un loro diritto che questa legge vorrebbe negare.

vedi il comunicato

Consulta il sito www.nidilcgil.it dove puoi trovare tutte le informazioni utili sull'argomento e indicazioni di come agire.


NIdiL Cgil - il sindacato dei lavoratori atipici



volantino esplicativo

testo del disegno di legge presentato il 2 luglio 2008 DDL 1441

testo approvato DDL 1441- legge n.183


circolare INPS N.157 - legge 4 novembre 2010 n. 183 (c.d. Collegato Lavoro) - Misure contro il lavoro sommerso

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venerdì 22 ottobre 2010

DDL Lavoro: una legge pericolosa e sbagliata




Secondo la Confederazione diversi i punti critici contenuti nel provvedimento: dalla certificazione in deroga ai CCNL e i vincoli al ruolo del giudice del lavoro, all’arbitrato e la clausola compromissoria da firmare all’atto dell’assunzione, fino all’introduzione dell’apprendistato a 15 anni 
Il 'ddl lavoro' è legge. Con 310 voti favorevoli, 204 contrari e tre astenuti la Camera ha dato il via libera al provvedimento, dopo due anni di di rinvii, durante i quali si sono susseguite ben sette letture in aula. Immediate la reazione della CGIL, che nel pomeriggio aveva organizzato un presidio davanti a Montecitorio per sottolineare, nuovamente, la sua contrarietà ai contenuti del 'collegato lavoro'.
Secondo il sindacato di Corso d'Italia siamo di fronte ad una legge “sbagliata” che “colpisce il futuro dei lavoratori”. A puntare il dito è il Segretario Confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, che sottolinea come “durante la peggiore fase di crisi degli ultimi anni invece di approvare provvedimenti a favore dell’occupazione si abbassano i diritti”. Secondo il dirigente sindacale il governo e la maggioranza di centrodestra “si assumono così una grave responsabilità nei confronti dei lavoratori italiani, in particolare verso i più deboli: giovani, donne, disoccupati e immigrati”.
Diversi i ‘punti critici’ contenuti nel disegno di legge: “dalla certificazione in deroga ai contratti collettivi nazionali e i vincoli al ruolo del giudice del lavoro - elenca Fammoni -, all’arbitrato e la clausola compromissoria da firmare all’atto dell’assunzione per impedire la possibilità di ricorre a un giudice in caso di controversie”. Inoltre, aggiunge, “l’arbitro che sostituirà il giudice emetterà sentenza ‘secondo equità’ anche in deroga alle leggi e ai contratti nazionali”. Elementi che per la CGIL hanno “evidenti profili di incostituzionalità”.
Ma non solo, il ddl contiene l’introduzione dell’apprendistato a 15 anni “che abbassa l’obbligo scolastico e la soglia del lavoro minorile” e recupera “la delega sugli ammortizzatori sociali, prevista dal protocollo sul welfare del 2007, per approvare una legge però diversa da quello spirito scavalcando il Parlamento”.
La CGIL, assicura Fammoni, “attiverà immediatamente l'iniziativa di tutela delle persone contro gli effetti della legge, che è palesemente viziata; presenterà un appello sugli elementi di incostituzionalità; farà partire immediatamente una campagna d'informazione su come difendersi dagli effetti negativi della legge con la diffusione di materiali informativi in tutti i posti di lavoro”.

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