giovedì 28 ottobre 2010

RIFORMA PENSIONI: mancano i soldi, prendiamoli ai lavoratori


Questo Governo aveva assicurato agli italiani che non avrebbe messo di nuovo le mani sulla previdenza: non ce n’era bisogno, così hanno sempre sostenuto sia il Ministro Sacconi, sia il Ministro Tremonti
La promessa come sempre non è stata mantenuta, anzi nella manovra del Governo gli interventi sulla previdenza risultano particolarmente pesanti, soprattutto particolarmente iniqui:
  • Introduzione della finestra a scorrimento (12 mesi per i dipendenti e 18 mesi per gli autonomi) per il pensionamento di vecchiaia e di anzianità per coloro che maturano i requisiti a decorrere dal 1 gennaio 2011
  • Introduzione della finestra a scorrimento per gli iscritti alla gestione separata e applicazione delle regole (18 mesi) dei lavoratori autonomi per coloro che maturano i requisiti a decorrere dal 1 gennaio 2011
  • Aumento dell’età pensionabile a 65 anni, a decorrere dal 1° gennaio 2012, per le donne dipendenti del
    Pubblico Impiego, alle quali si applicano anche le finestre a scorrimento
  • Aumento automatico dell’età pensionabile, a decorrere dal 1° gennaio 2015, che si applica ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia, alla pensione di anzianità, e anche alle donne dipendenti pubbliche per le quali è già stato previsto l’aumento dell’età pensionabile a 65 anni
  • Aumento automatico dei requisiti di età, a decorrere dal 1° gennaio 2015, ai fini del diritto all’assegno
    sociale
  • Onerosità di tutti i trasferimenti di contribuzione, a decorrere dal 1 luglio 2010, nelle diverse gestioni
vedi il comunicato integrale con maggiori specifiche e le Tabelle che confrontano sia per i lavoratori dipendenti che per i lavoratori autonomi il numero di mesi di posticipo con le nuove finestre rispetto alla situazione precedente

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TLC: Miceli (SLC/CGIL), negativo il saldo infrastrutturale del Paese

(AGENPARL) - Roma, 28 ott
“Si può parlare seriamente di produttività in presenza di un saldo infrastrutturale, materiale ed immateriale, così pesantemente passivo? 
È il sistema Italia ad essere improduttivo. 
Se non si riesce ad allungare un ponte, completare una strada, usare la rete come motore della pubblica amministrazione come si può pensare che il nostro sistema industriale possa competere con le altre aree del mondo? Chiedere un cambio nella politica degli investimenti non significa chiedere assistenza, ma pretendere che il governo faccia per intero la sua parte per fronteggiare la crisi producendo sviluppo.” Così il segretario generale di Slc/Cgil, Emilio Miceli, al Forum sull'ICT.
Quanto alla polemica di Brunetta con i medici della Cgil, Miceli spiega che “le dichiarazioni del ministro sono sopra le righe e ci colpisce che Brunetta non conosca la differenza tra una lobby e un sindacato. Prendiamo atto che il super decisionista Brunetta mostri tutta la sua impotenza nella riforma della pubblica amministrazione di fronte alle obiezioni del sindacato. Ci aspettavamo un alibi meglio congegnato.”

fonte: www.agenparl.it (agenzia parlamentare) 

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Bassi stipendi e disoccupazione: perché lavorare in un call center?

In effetti, la domanda è d’obbligo: tra lavorare da sottopagato e sfruttato in call center o in un impresa artgiana (dove magari si rischia di imparare un mestiere) perché la maggior parte dei giovani sceglie il primo lavoro? E’ una domanda interssante, visto quano emerge dal terzo rapporto sulla crisi occupazionale dei call center in outsourcing della Cgil-Slc.
E cosa emerge? Intanto che si guadagna meno rispetto alle media dei settori (-18% relativamente alla media Istat del terziario). Poi che la concorrenza è sempre più spietata, con gare che non guardano più all’offerta qualitativa dei servizi ma solo al massimo ribasso. Infine, che la crisi ha già bruciato 8.700 posti di lavoro da settembre 2009 ad oggi e altri 13mila a rischio da qui al marzo 2011.
Eppure, un posto al call center sta diventando una valvola di sfogo per la disoccupazione intellettuale, in particolare al sud e nelle regioni meridionali: il 70,5% degli addetti ha un lavoro inferiore ai 40 anni con un tasso di scolarizzazione superiore alla media (29% di laureati e il 54% di diplomati). Inoltre, 73,5% degli addetti è concentrato in regioni meridionali e insulare e il 67,9% degli addetti è di sesso femmnile. Ma non sarà meglio fare un corso e diventare giardinieri?


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mercoledì 27 ottobre 2010

TLC: ASSTEL-Sindacati, sanità integrativa per lavoratori Call Center

(ASCA) - Roma, 25 ott - Assotelecomunicazioni-Asstel e i sindacati di categoria (Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil) hanno siglato con Unisalute, Ina/Assitalia, a cui si aggiunge una convenzione con Assicassa, un accordo quadro che estende a tutto il settore delle Tlc la disponibilita' della sanita' integrativa per i lavoratori. Secondo stime prudenziali tale estensione potrebbe riguardare un numero potenziale di circa 35.000 lavoratori, prevalentemente del settore dei call center in outsourcing, che vanno cosi' ad aggiungersi ai circa 100.000 dipendenti da aziende del settore che gia' beneficiano di forme di copertura sanitaria integrativa.
Con questa intesa, informa una nota, tutti i lavoratori delle imprese che applicano il Contratto collettivo nazionale di lavoro delle Tlc, e che non abbiano al 1* gennaio 2011 altra copertura in atto, potranno fruire dell'assistenza sanitaria integrativa.
''In particolare - precisa la nota - la nuova sanita' integrativa si rivolgera' per la maggior parte a molti giovani lavoratori del settore dei call center in outsourcing, scelta di solidarieta' importante compiuta dalle parti sociali verso i segmenti piu' deboli della popolazione e coerente con un'idea di ricostruzione della 'filiera' che ha segnato il recente rinnovo del CCNL''.
La nuova convenzione ha la durata di un anno e potra' essere rinnovata solo per esplicita volonta' delle parti.
Secondo quanto previsto dal Contratto nazionale, le prestazioni sanitarie che entreranno in vigore dal prossimo mese di gennaio si attiveranno su base volontaria, con conseguente assunzione del relativo onere contributivo da parte dei datori di lavoro e del lavoratore stesso. Il contributo complessivo pro-capite e' stabilito dal contratto nazionale nella misura di 120 euro all'anno, di cui 96 euro a carico del datore di lavoro e 24 euro lordi a carico del lavoratore.
red-luq/sam/rob


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Provincia di Milano - Obbligo di gomme invernali, che fare?

La Provincia di Milano decide: obbligo di catene o gomme invernali dal 15 novembre al 31 marzo. Che fare? La risposta alle domande più comuni e i suggerimenti di "Quattroruote".

Con una scelta di tempi a dir poco criticabile (il nuovo Codice è stato approvato in estate e gli automobilisti avrebbero dovuto essere avvisati molti prima di questa intenzione) la Provincia di Milano ha emesso l'ordinanza che obbliga tutte gli autoveicoli auto in circolazione sulle strade provincialicatene da neve o gomme invernali.
Il testo è espresso in modo approssimativo: si parla di "veicoli" - comprendendo quindi anche le moto, le slitte e le biciclette – o più probabilmente s'intendevano "gli autoveicoli" cioè auto e camion? E, in secondo luogo, così com'è redatta, l'ordinanza fa pensare che la sanzione prevista dall'Art. 6 comma 4e del Codice (da 78 a 311 euro di multa) si applichi solo se le catene non sono presenti, non importa se vengono montate alla bisogna. Se così fosse, il lasciapassare per queste strade sarebbe un qualsiasi paio di catene anche inservibili o della misura sbagliata gettate nel bagagliaio, comportamento incosciente ma che soddisfa gli obblighi dell'ordinanza.
In linea di principio il provvedimento è sacrosanto e persegue obiettivi di sicurezza e di garanzia di mobilità a tutela dei cittadini, ma ci stupiamo di come nessuno senta la necessità di chiarire i molti dubbi degli oltre tre milioni di guidatori della provincia di Milano Lombardia, per non parlare di quelli delle province limitrofe. Ci proviamo noi.
comprese nel territorio milanese di dotarsi di
Gomme o catene?
La disposizione della Provincia milanese non pone esattamente questa alternativa ma parla di gomme invernali o "idonei mezzi antisdrucciolevoli". Il riferimento alle catene è logico, ma va ricordato che esistono anche altri sistemi come le catene di plastica (i cosidetti "ragni"), le "calze" di tessuto speciale e persino spray di dubbia efficacia. Per il Codice, però, si possono utilizzare solo le gomme invernali e le catene (metalliche o di plastica) che rispondano alle norme Cuna oppure O-Norm (da anni possono essere vendute solo catene omologate) e consente il transito dove c'è questo obbligo solo ai veicoli che ne sono provvisti.
Per l'efficacia, è evidente che i pneumatici invernali offrono numerosi vantaggi: non richiedono armeggiamenti, non fanno rumore, non si rischiano danni agli organi meccanici. Però costano.
Le catene, al contrario, hanno prezzi molto più ragionevoli, a partire da circa 30 euro, ma il loro uso è molto più limitato: innanzi tutto, su alcuni modelli non possono essere adottate; non è detto che siano facili da montare (anche se alcuni modelli offrono sistemi semplificati o semiautomatici) e vanno tolte non appena la coltre nevosa scompare, perché sennò si rompono e rischiano di rovinare il pneumatico. Sono rumorose e, se montate male, possono danneggiare la meccanica interna alla ruota (freni, cuffie, organi dello sterzo, sospensioni). Quando si smontano (operazione quasi altrettanto complessa del montaggio), sono sporche e bagnate e occupano spazio nel bagagliaio. 

leggi tutto l'articolo con molti suggerimenti pratici.


leggi: l'ordinanza comunale del  19 ottobre 2010


7 Novembre 2010

Pneumatici invernali, la Provincia di Milano blocca l’ordinanza 

La Provincia di Milano fa un passo indietro e rinnega l’ordinanza che aveva emanato qualche giorno addietro. Niente obbligo di pneumatici invernali, dunque, per chi percorre le strade della provincia di Milano. L’Amministrazione provinciale del capoluogo lombardo, infatti, memore delle nevicate dello scorso anno e non volendo correre dei rischi, per l’anno in corso, aveva emanato un’ordinanza con la quale imponeva l’obbligo di portare le catene a bordo oppure, in mancanza di queste, di montare degli pneumatici invernali. Il periodo interessato era quello tra il 15 novembre e il 31 marzo 2011

Pubblicato da Ottavio Polito

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lunedì 25 ottobre 2010

Mostra d'Arte "Creatività e Solidarietà" dal 9 al 28 Novembre 2010

L'accademia Auser Milano "Creatività e solidarietà" e Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, sono liete di invitarvi alla Mostra d'Arte "Creatività e Solidarietà" dal 9 al 28 Novembre 2010 presso la Camera del Lavoro di Milano in Corso di Porta Vittoria 43.
Espongono i soci delle Associazioni Affiliate Locali di: Auser Milano, Auser 19, Auser Segesta, Auser Rogoredo, Auser Tre Castelli, Auser Sesto San Giovanni, Auser Cinisello Balsamo, Auser Bollate, Auser Cormano.
Vernissage Martedì 16 Novembre alle ore 17.00, con la partecipazione di Onorio Rosati, Segretario Generale della Camera del Lavoro di Milano, Emilio Lunghi; Presidente Auser Milano, nel corso del quale ci sarà un happening artistico musicale di Sabrina Sparti.
Ingresso libero

vedi il Comunicato

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Contratti solidarietà per lavoratori Telecom, lunedì la ratifica dei verbali

Foggia – SIGLATO lo scorso giovedì 21 ottobre, dopo una giornata di trattative, l’accordo utile per rendere operativa l’intesa dello scorso 4 agosto tra sindacati e Telecom Italia per la trasformazione dei 6mila esuberi nell’azienda in 3.900 mobilità volontarie. Con l’azienda hanno sottoscritto l’intesa tutte le sigle di categoria (Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil) e il coordinamento nazionale delle rappresentanze sindacali. Contratto di solidarietà per due anni dunque per circa 30mila lavoratori, di cui circa 1.200 coinvolti nei progetti di formazione per coprire i posti lasciati vuoti dalla mobilità.
Come previsato da Alessandro Genovesi, segretario nazionale di Slc Cgil, “la solidarietà verrà spalmata”, mentre “ l’orario sarà ridotto da un minimo del 3 per cento a un massimo del 15 per cento l’anno con impatti minimi sui singoli”. “La mobilità volontaria – aggiunge – sarà applicata esclusivamente ai settori di ‘open access’, cioè la Rete”. I verbali saranno ratificati lunedì prossimo 25 ottobre al ministero del Lavoro, con l’accordo valido dall’8 novembre 2010 al 30 dicembre 2012.
“Abbiamo confermato un processo di reinternalizzazioni di attività e di riconversione professionali – ha deetto il sindacalista (fonte: www.rassegna.it) che nei due anni di vigenza dell’accordo dovrebbero garantire il riassorbimento dei 1.100 esuberi e la riconversione dei lavoratori verso nuove attività. Un vasto piano di formazione e riconversione che riguarderà migliaia di lavoratori sarà la leva decisiva, anche per prevenire al massimo ulteriori esuberi nel 2013″. L’accordo quadro, infatti, impegna l’azienda a non intervenire sui livelli occupazionali e sui perimetri aziendali fino a dicembre 2012. “L’azienda – sottolinea Salvo Ugliarolo, segretario nazionale Uilcom – si impegna a non modificare il suo perimetro e a riportare all’interno alcune attività fino ad oggi in outsourcing nei settori customer service, informatica e tecnici di rete mentre finiscono ‘in solidarietà’ con una riduzione dell’orario di lavoro per l’esattezza 29.206 persone’.


fonte: www.statoquotidiano.it

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domenica 24 ottobre 2010

Continua la disputa tra il Governo indiano e Vodafone

Vodafone/ India presenta controverso maxi conto arretrati fiscali -1,8 mld su un’operazione del 2007, sarebbe pericoloso precedente
Mumbai, India, 22 ott. (Ap) - Il governo dell’India ha presentato a Vodafone un salatissimo e controverso conto di arretrati fiscali: 112,18 miliardi di rupie, quasi 1,8 miliardi di euro che secondo Nuova Delhi la multinazionale britannica dovrebbe pagare sull’acquisizione, nel 2007 delle attività nel subcontinente dalla Hutchison Telecommunications International di Hong Kong. Una istanza a cui Vodafone si oppone fermamente, e su cui già in precedenza aveva fatto ricorso alle vie legali, con una disputa che lunedì prossimo dovrebbe finire davanti alla Corte Suprema. Intanto il governo ha dato a Vodafone 30 giorni per regolare i suoi arretrati.
L’operazione in questione, da 11 miliardi di dollari, ha consentito a Vodafone di creare una joint venture assieme all’indiana Essar che rappresenta uno dei maggiori operatori di telecomunicazioni del paese. E l’amministratore delegato di Vodafone, Vittorio Colao, in una intervista all’India Economic Times ha avvertito che in parte il futuro degli investimenti del suo gruppo nel paese dipenderanno da questa disputa fiscale. Ma non è solo Vodafone a seguire attentamente la vicenda: anche le altre multinazionali temono che ne sorga un pericoloso precedente che le metterebbe a rischio di stangate fiscali in base alle normative indiane.




vedi anche post correlato - India chiede 2mld dlr tasse a Vodafone


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sabato 23 ottobre 2010

Tlc: La Ue Chiede Ad Agcom Ricalcolare Tariffe Unbundling

(ASCA) - Roma, 21 ott - La Commissione europea ha chiesto all'Agcom di ricalcolare le tariffe per l'accesso alla rete di Telecom da parte degli altri operatori. In una lettera inviata all'Agcom, la Commissione europea ha formulato il proprio accordo in merito alla metodologia generale adottata dall'autorita' italiana per le tlc per calcolare i prezzi all'ingrosso per l'accesso alla rete di Telecom Italia sulla base di un modello di costo che riproduce i costi sostenuti da un operatore efficiente che gestisce una rete in rame di nuova costruzione in un mercato competitivo - ovvero l'approccio bottom-up per la valutazione dei costi incrementali di lungo periodo. ''La Commissione teme tuttavia che l'Agcom ''non abbia applicato coerentemente tale modello al calcolo dei prezzi da imputare agli operatori alternativi per l'accesso alla rete di Telecom Italia''. Gli operatori concorrenti di Telecom avevano espresso critiche ai nuovi listini varati dall'Agcom per le tariffe di unbundling e all'inizio di ottobre l'a.d. di Wind Luigi Gubitosi e quello di Vodafone Paolo Berloluzzo, insieme ai rappresentanti di Fastweb e Tiscali avevano incontrato la Kroes in vista del pronunciamento dell'esecutivo comunitario.


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L' Autority delle Telecomunicazioni diffida Minzolini

ROMA – Il Tg1 è completamente schierato col governo! Parola dell’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom).
E’ arrivata oggi la dura presa di posizione nei confronti del direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per la sua conduzione “personale” del telegiornale della prima rete della Rai. 
Una diffida vera e propria ed un invito a cambiare rotta altrimenti si prenderanno in esame sanzioni nei confronti del giornalista.
I dati del monitoraggio periodico che l’Autorità Garante compie, riferiti al bimestre agosto-settembre 2010, hanno evidenziato come ci sia “un forte squilibrio a favore della maggioranza e del governo”.
Oltre alla diffida per il Tg1 è arrivato anche un richiamo verbale al Tg4 di Emilio Fede e a Studio Aperto.
L’avviso, che conclude la relazione, è molto eloquente: “Qualora tale squilibrio perdurasse verranno adottati ulteriori provvedimenti”.


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venerdì 22 ottobre 2010

Chiusure del Call Center nel periodo Natalizio





 Quest'anno il Call Canter rimarrà chiuso i giorni 25 Dicembre e 1 Gennaio.
Mentre il 24 Dicembre e il 31 gennaio si terminerà di lavorare alle 19.00.

Buone Feste.




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DDL Lavoro: una legge pericolosa e sbagliata




Secondo la Confederazione diversi i punti critici contenuti nel provvedimento: dalla certificazione in deroga ai CCNL e i vincoli al ruolo del giudice del lavoro, all’arbitrato e la clausola compromissoria da firmare all’atto dell’assunzione, fino all’introduzione dell’apprendistato a 15 anni 
Il 'ddl lavoro' è legge. Con 310 voti favorevoli, 204 contrari e tre astenuti la Camera ha dato il via libera al provvedimento, dopo due anni di di rinvii, durante i quali si sono susseguite ben sette letture in aula. Immediate la reazione della CGIL, che nel pomeriggio aveva organizzato un presidio davanti a Montecitorio per sottolineare, nuovamente, la sua contrarietà ai contenuti del 'collegato lavoro'.
Secondo il sindacato di Corso d'Italia siamo di fronte ad una legge “sbagliata” che “colpisce il futuro dei lavoratori”. A puntare il dito è il Segretario Confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, che sottolinea come “durante la peggiore fase di crisi degli ultimi anni invece di approvare provvedimenti a favore dell’occupazione si abbassano i diritti”. Secondo il dirigente sindacale il governo e la maggioranza di centrodestra “si assumono così una grave responsabilità nei confronti dei lavoratori italiani, in particolare verso i più deboli: giovani, donne, disoccupati e immigrati”.
Diversi i ‘punti critici’ contenuti nel disegno di legge: “dalla certificazione in deroga ai contratti collettivi nazionali e i vincoli al ruolo del giudice del lavoro - elenca Fammoni -, all’arbitrato e la clausola compromissoria da firmare all’atto dell’assunzione per impedire la possibilità di ricorre a un giudice in caso di controversie”. Inoltre, aggiunge, “l’arbitro che sostituirà il giudice emetterà sentenza ‘secondo equità’ anche in deroga alle leggi e ai contratti nazionali”. Elementi che per la CGIL hanno “evidenti profili di incostituzionalità”.
Ma non solo, il ddl contiene l’introduzione dell’apprendistato a 15 anni “che abbassa l’obbligo scolastico e la soglia del lavoro minorile” e recupera “la delega sugli ammortizzatori sociali, prevista dal protocollo sul welfare del 2007, per approvare una legge però diversa da quello spirito scavalcando il Parlamento”.
La CGIL, assicura Fammoni, “attiverà immediatamente l'iniziativa di tutela delle persone contro gli effetti della legge, che è palesemente viziata; presenterà un appello sugli elementi di incostituzionalità; farà partire immediatamente una campagna d'informazione su come difendersi dagli effetti negativi della legge con la diffusione di materiali informativi in tutti i posti di lavoro”.

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Vodafone Spain sceglie Wyplay per il suo "Internet TV" box

WYPLAY, leader mondiale nel settore del software per la TV connessa, fornirà a Vodafone Spain l'Hybrid IPTV Box di prossima generazione e già predisposto per l'utilizzo.
Attualmente il software di WYPLAY è utilizzato da alcuni dei principali operatori IPTV europei, come SFR. L'offerta di Wyplay, una delle più complete del mercato, va dalle funzionalità PVR al media playback tramite un'interfaccia 3D, il supporto dei widget e una connettività senza confronti.
Juan Antonio Latasa, il manager della divisione Video & Connected Home in Broadband Marketing di Vodafone Spain, in occasione della SIMO Network Fair di Madrid ha presentato "Vodafone Internet TV", la riuscita unione tra il meglio della TV e la ricchezza della banda larga:
  • L'intrattenimento offerto dal digitale HD gratuito e a pagamento (prima soluzione pay TV box ad alta definizione in Spagna),
  • I vantaggi delle caratteristiche PVR intelligenti ad alta definizione,
  • La scoperta del contenuto multimediale personale (tramite la tecnologia DLNA),
  • L'esperienza dell'Internet TV (widget, OTT, catch up TV…)
"Vodafone sarà il primo operatore spagnolo a collegare la TV a Internet in modo accattivante e facile da usare. Uno dei principali vantaggi è che questa completa soluzione è destinata a qualsiasi zona della Spagna, senza i limiti dovuti alla connessione Internet a banda larga. Siamo lieti di collaborare con Vodafone Spain per l'innovazione, in questo progetto e in quelli futuri", ha dichiarato il CEO di Wyplay Jacques Bourgninaud. 


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giovedì 21 ottobre 2010

Un sostegno intelligente alla pubblica istruzione e alla sanità

UN NO GRAZIE
Con riferimento all'annuncio del Presidente del Consiglio On. Silvio
Berlusconi di inviare ad ogni famiglia italiana il libro "Due anni di
governo"
, mi preme comunicarVi che desidero assolutamente NON
riceverlo, essendo un mio diritto in base alla legge per la tutela della
privacy n. 675/1996 ed il relativo D.P.R. n. 501/1998, nella fattispecie
articolo 13 comma e), e che la spesa relativa che si risparmierà  venga
messa
a disposizione del Ministero della Pubblica istruzione e/o del Ministero
della Sanità .
Ringraziando per l'attenzione porgo distinti saluti.


iniziativa proposta dal Popolo VIola. 
da Wikipidia: Il Popolo Viola è un movimento italiano costituitosi il 5 dicembre 2009 a Roma in occasione del No Berlusconi Day, manifestazione politica di massa autoconvocata in Italia tramite il social network Facebook.
Dopo quell'evento si sono formati oltre 150 gruppi locali, sempre su Facebook, intenti a portare avanti le istanze del movimento.

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Grave lesione dei Diritti Pensionistici per i lavoratori telefonici

Dal 1 luglio 2010 i Lavoratori che hanno periodi contributivi c/o il Fondo Elettrici (es. ex Dipendenti Enel) e/o il Fondo Telefonici (es. ex Dipendenti Telecom) non possono più trasferire gratuitamente la contribuzione al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti Inps.
Dal 1 luglio 2010 non è più possibile determinare l’entità dell’assegno pensionistico in base al trattamento di miglior favore tra il calcolo con le norme dei Fondi Elettrici e Telefonici e quello con le norme del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti Inps.
Questo avviene a causa delle disposizioni della Legge 122/2010 che il Governo Berlusconi ha fatto approvare con l’ennesimo voto di fiducia, impedendo la discussione in Parlamento, senza alcun confronto con le Organizzazioni Sindacali e contro le quali la sola CGIL si è mobilitata.

La Legge 122 è entrata in vigore il 31 luglio 2010, ma la possibilità di trasferimento gratuito della contribuizione è stata abrogata con effetto retroattivo dal 1 luglio 2010.

Quali le conseguenze?

Alcuni Lavoratori saranno obbligati a posticipare o a pagare un onere consistente per la ricongiunzione, altri dovranno accontentarsi di un trattamento pensionistico più basso di quello che avrebbe avuto un Lavoratore con pari retribuzione assicurato dal Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti Inps.

SLC-CGIL sta valutando quali iniziative intraprendere ed invita i Lavoratori a verificare la propria posizione assicurativa e a difendere i propri Diritti.


vedi il Comunicato 

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mercoledì 20 ottobre 2010

RAI: SLC/CGIL, è in atto una tendenza autodistruttiva

Roma, 19 ott - "Oggi, alla Rai, c'è un fuoco concentrato su programmi ed artisti indesiderati che preoccupa fortemente, come se ciò non comportasse alcuna conseguenza sui conti aziendali. E' in atto una tendenza, non so quanto inconsapevole, all'autodistruzione". Lo dichiara Emilio Miceli, segretario generale della Slc - Cgil.

"E' bene che il direttore generale si fermi perchè così si perdono ricavi pubblicitari e si compromettono i fondamentali di un'azienda che ha già i conti dissestati. Un'azienda in crisi, come la Rai, che si comporta come la Rai, finisce nelle mani di un liquidatore. Siamo preoccupati per questo; nessun piano industriale, nessun contenimento della spesa e nessun sacrificio dei lavoratori possono frenare la discesa della Rai verso il baratro se si continua così.
13.000 lavoratori e milioni di italiani pretendono di fermare questa deriva. Il sindacato farà per intero la sua parte".

fonte: www.agenparl.it (agenzia parlamentare)

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Le aziende cinesi e indiane assumono in Usa e Europa

Le imprese delle economie emergenti guardano ai Paesi occidentali per acquisire personale qualificato. Strumenti collaborativi e di networking in forte crescita
Le aziende delle economie emergenti, in particolare cinesi e indiane, prevedono di rivolgersi al Nord America e all'Europa per effettuare nuove assunzioni. Lo rende noto uno studio condotto da Ibm su un campione di 700 direttori delle risorse umane. In particolare, il 45% delle aziende in India prevede di aumentare l'organico in Nord America e il 44% in Europa occidentale. Il 33% delle aziende in Cina prevede di pescare il personale in Nord America e il 14% in Europa occidentale.
"Lo spostamento verso strategie guidate dalla crescita richiederà alle aziende di re-indirizzare la propria forza lavoro in aree in grado di fornire le maggiori opportunità, non solo i minori costi, e di ripensare alle proprie strategie di gestione della forza lavoro, per assicurarsi che esse riflettano una forza sempre più dinamica", spiega Denis Brousseau, Vice President, Organization and People, Ibm Global Business Services. "Per realizzare questo obiettivo, le organizzazioni dovranno identificare nuove partnership e relazioni, che consentano loro di avere accesso alle competenze e alle capacità necessarie. Saranno costrette a raccogliere informazioni e a condividere insight tra gruppi diversificati di dipendenti in tutto il mondo".
Nel campione preso in esame, le aziende con performance finanziaria superiore alla media utilizzano tool collaborativi e di social networking in misura maggiore (57%) per consentire ai team globali di lavorare in team in maniera più efficace. Tuttavia, appena il 21% ha aumentato di recente l'investimento in strumenti per promuovere la collaborazione e il networking. Infine, appena il 19% degli intervistati usa regolarmente tecnologie collaborative per identificare individui in possesso delle competenze rilevanti, il 23% per preservare conoscenza critica e il 27% per diffondere l'innovazione.
di Paolo Anastasio


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domenica 17 ottobre 2010

Metalmeccanici: Epifani, una grande manifestazione democratica. La mobilitazione prosegue

Dal palco di Piazza San Giovanni a Roma il Segretario Generale della FIOM CGIL, Maurizio Landini lancia un grido d'allarme: ”L'Italia non può essere una Repubblica fondata sullo sfruttamento”. Il 27 novembre tutta la Confederazione di nuovo in piazza

"la CGIL non lascerà sola la FIOM in queste battaglie. Sono battaglie nostre. Non abbiamo chinato la testa".

"Proseguiremo la nostra iniziativa di lotta. Torneremo il 27 novembre con una grande manifestazione confederale. Tutte le categorie".
 
16/10/2010 Una piazza San Giovanni gremita all’inverosimile ha assistito alle conclusioni di una grande giornata. Hanno parlato prima il segretario generale della FIOM, Maurizio Landini, poi il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani che ha detto che per lui si è trattato di un vero onore concludere con questo comizio la sua esperienza alla guida della confederazione. Una grande manifestazione democratica, quella di oggi, che ha smentito tutte le più funeste previsioni e le vere e proprie provocazioni da parte di ministri del governo.
Maurizio Landini è intervenuto sul palco di San Giovanni alle 17.52, dopo una lunga serie di interventi. Il segretario della FIOM ha detto subito che vedere questa grandissima piazza produce una grande felicità. “Una piazza che parla a tutto il paese. Una manifestazione che ha confermato che c’è bisogno di rimettere al centro i diritti e contrastare la politica del governo e della Confindustria”.
“E’ vero che noi diciamo spesso dei no – ha ammesso Landini – ma noi diciamo no quando si vogliono cancellare i diritti e la dignità delle persone. In questo senso noi diremo sempre no. Ma vorrei anche ricordare che noi avanziamo proposte. Vogliamo ridiscutere cosa si produce, vogliamo beni comuni difesi, vogliamo estendere i diritti a chi non li ha. Ai giovani che hanno la prospettiva di essere precari a vita”
Rispondendo a Maroni, Landini ha detto che in questi giorni tanti hanno parlato. “Oggi i ministri si dovrebbero vergognare per quello che hanno detto. Hanno invocato il morto. Una irresponsabilità totale. Questa piazza dice: non solo è una manifestazione democratica e pacifica. Dice anche che chi lavora ha conquistato la democrazia di questo paese. I ministri possono dire oggi le loro castronerie perché siamo stati proprio noi a garantire il diritto al pensiero. Loro in realtà hanno paura della democrazia. Noi dobbiamo cambiare questo stato di cose”.
 
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Le hanno detto di tutti i colori. Hanno perfino detto che noi difendiamo gli assenteisti. Ma noi non abbiamo mai difeso Brunetta. Ora il caso Fiat ha aperto gli occhi a tanti. Siamo di fronte a una teoria: per investire in Italia è necessario cancellare i diritti e i contratti. Invece dovremmo porci un altro problema. Perché la Fiat è messa peggio di altre marche? Perché in Germania gli stipendi sono più alti e si vendono più macchine? “La competizione non si fa tagliando i salari e i diritti. C’è un problema di qualità e di intervento pubblico. Se non c’è un intervento pubblico che orienti da questa crisi non si esce. E’ ora di smetterla. Noi abbiamo avanzato delle controproposte per Pomigliano in base al contratto. Non ci hanno mai risposto.  
Vogliono solo cancellare il diritto di contrattare la condizione di lavoro. Dire che vogliono far fuori la FIOM e la CGIL è sbagliato. No, il tentativo è quello di cancellare il contratto e cancellare il diritto delle persone che lavorano di essere persone libere. Tornare indietro di 100 anni. Imbarbarimento. Inaccettabile perché fa arretrare tutto il paese”.
Il ricatto della Fiat dimostra che si vogliono cancellare i diritti. “Il rischio vero è che l’articolo 1 venga superato: una repubblica fondata sullo sfruttamento. Noi vogliamo fare accordi. E lo facciamo ogni giorno in migliaia di fabbriche. Riaprire quindi le trattative e far votare i lavoratori
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L’estensione dei diritti è proprio il terreno su cui vogliamo lavorare. 
Sul contratto in dieci righe hanno scritto che si può derogare. Questo determina una competizione selvaggia. L’unico contratto è quello del 2008. L’unico legittimo. Anche in tribunale lo difenderemo. Ma dobbiamo dire di più. Quando ho lavorato in fabbrica, tutti avevano lo stesso contratto. Oggi siamo frantumati e divisi. Abbiamo bisogno è la riunificazione dei diritti. Pensiamo a qualcosa di nuovo. Non meno contratti, non contrattare nel territorio. Pensare al contratto dell’industria, del pubblico impiego, ovvero a come si riunificato i lavoratori. 
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“Oggi è successa una cosa straordinaria – ha concluso tra gli applausi Landini - c’è una novità. E’ successo che se non c’erano i lavoratori di Pomigliano che hanno votato no, se non c’erano i tre delegati di Melfi che si continuano a battere e non si fanno pagare senza lavorare, non sarebbe stata possibile neppure questa grande manifestazione. Lo dico sommessamente. Ed è per questo che noi abbiamo il dovere di continuare la battaglia. Dobbiamo – ha detto Landini tra gli applausi di tutta la piazza - arrivare allo sciopero generale di tutti i lavoratori.
Giorgio Cremaschi, che oggi ha coordinato i vari interventi sul palco, ha detto subito dopo Landini che la FIOM andrà avanti. Un milione di no all’accordo di Pomigliano. E con queste parole Cremaschi ha dato la parola al segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, che ha cominciato a parlare alle 18,22.
“Care compagne, cari compagni…”Ma il suo discorso è stato accolto dagli applausi della piazza e da qualche fischio proveniente dalle prime fila. Il segretario generale non si è fatto però scoraggiare e non ha neppure voluto polemizzare. Io credo – ha ripreso Epifani -, come ha detto Maurizio, che questa grande piazza è insieme la piazza dei diritti e del lavoro. Ho sentito nelle settimane scorse che senza lavoro non ci sono i diritti. Che cosa vuol dire questa frase? Ho provato a rendermi conto che se si afferma che prima c’è il lavoro e poi i diritti, si cancellano i diritti anche perché il lavoro stesso è un diritto. Un lavoro senza diritti non è un lavoro. Perché allora da anni l’Onu parla di lavoro decente, dignitoso?. Che cosa vuol dire allora?. Lavorare attraverso i diritti. Il paese sta rotolando nelal direzione sbagliata. Un governo solo attento ai conti pubblici. Prima hanno negato la crisi. Ora lasciano a se stessi quelli che la crisi ha colpito. Perché ci si soprende. Perché abbiamo lottato allora in questi anni. Non si governa così la crisi. Usciremo tutti più deboli. Un paese che non  cresce. E ci vorranno sette anni a tornare come eravamo. Decine e decine di fabbriche che chiudono. Anche Bankitalia il tasso di disoccupazione non è quello che dice il governo. 
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L’auto va male perché non si è investito. Non c’è stata nessuna innovazione e nessuna politica industriale. Tutti i settori sono in crisi profonda. 170 crisi per 200 mila lavoratori. Che cosa si sta facendo per tutte quelle aziende in crisi? Ci vuole una politica economica radicalmente diversa. Ci vuole un cambio di tasse. Farle pagare a chi non le paga. Non si possono tartassare sempre gli stessi. C’è chi non ha versato un euro. Scudo fiscale. Ma allora perché non si è fatto pagare il doppio?
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Per queste ragioni, la CGIL non lascerà sola la FIOM in queste battaglie. Sono battaglie nostre. Non abbiamo chinato la testa.
Dobbiamo batterci insieme per riconquistare il diritto al contratto, riconquistare un tavolo di trattativa. Non esiste in Europa la possibilità che il più grande sindacato non possa svolgere il suo ruolo. Ci vuole un progetto di paese diverso. Un paese più unito e coeso. Dove si smetta di far pagare la crisi ai più deboli. Far pagare soprattutto ai migranti. Vengono considerati come paria. Senza diritti
E infine Epifani è andato a parlare dei temi caldi e ha risposto alla Fiom sullo sciopero generale. Proseguiremo la nostra iniziativa di lotta. Torneremo il 27 novembre con una grande manifestazione confederale. Tutte le categorie. Faremo valere le nostre richieste. A partire dal tema della democrazia. Non si può votare solo quando qualcuno sa che vince. La democrazia è regola. Si vota sempre quando c’è un accordo aziendale o un contratto. Non sono democratico solo se vinco. Continueremo anche con lo sciopero generale. Non ci si può accusare di non averli fatti. Un’arma che va usata con intelligenza. E’ un grande sacrificio. Portare tutto il mondo del lavoro dalla nostra parte
Fatemi dire infine – ha detto Epifani - che è una grande soddisfazione concludere l’esperienza di segretario proprio con questa manifestazione. Una manifestazione – ha ribadito Epifani - grande , democratica, pacifica e non violenta. È tutto merito vostro. Non va bene che qualcuno fa il furbo. Se le cose vanno bene è merito suo, se andava male era colpa nostra. Le sedi sindacali appartengono a tutti coloro che credono in quegli ideali. Assieme abbiamo una grande responsabilità. Lo dobbiamo a tutti quelli che non si sono rassegnati. Saremo insieme. Per me è un grande onore chiedere qui. Resterò accanto a voi e alla CGIL. In questi anni, ha detto Epifani rivolto alla FIOM, abbiamo anche litigato. Abbiamo saputo far valere quello che unisce. La CGIL deve rimanere unita. E’ la nostra grande ricchezza.




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Emergenza call center: a rischio 13mila lavoratori

Rapporto Slc Cgil Negli ultimi dodici mesi sono già stati persi oltre 8mila posti su 75mila Colpita l’occupazione più debole, soprattutto donne e giovani nelle regioni del Sud Italia 
 


Nel quadro generale di una crisi economica che non ha risparmiato alcun settore produttivo, la parola emergenza sembra usurata. Ma se c’è un comparto che più di ogni altro merita di lanciare l’allarme, è proprio quello dei call center: solo un anno fa contava 75mila addetti, oggi ne sono rimasti solo 67mila, ma altri 13mila potrebbero rimanere a casa nel giro di pochi mesi. Ovvero, il comparto rischia di veder svanire a breve un posto di lavoro su quattro. 

L’ALLARME OCCUPAZIONALE Sono i dati del terzo Rapporto sull’occupazione nei call center in outsourcing, vale a dire affidati ad aziende esterne che operano in appalto, presentato dalla Slc Cgil. Dati da brivido non solo per le considerevoli ricadute occupazionali, ma anche perchè non esistono stime attendibili sulle cessazioni dei contratti di lavoro precari, e perchè incidono su una fascia di lavoratori particolarmente debole, soprattutto giovani donne del Sud. Il costo del lavoro è tra i più bassi del settore privato (-18% rispetto alla media Istat nel terziario), il 70,5% dei dipendenti ha un’età inferiore ai 40 anni con un tasso di scolarizzazione superiore alla media, il 73,5% è concentrato nelle regioni del Meridione e il 67,9% è di sesso femminile. 

«Un dramma occupazionale che, in molte realtà, rischia di diventare un vero e proprio problema sociale» dice senza mezzi termini la Slc, accusando «l’assordante silenzio del governo, a cui da quasi un anno chiediamo inutilmente di aprire un tavolo per la crisi del settore», dovuta alla congiuntura economica complessiva, ma anche a problematiche specifiche. In particolare, il sindacato lamenta un rapporto squilibrato tra le grandi aziende committenti e i call center, che porta a gare al massimo ribasso con assegnazioni a valori anche inferiori ai costi minimi contrattuali, e l’assenza di una politica industriale degna di questo nome per l’intera filiera delle telecomunicazioni

A ciò si aggiungono le recenti scelte governative contenute nel decreto anticrisi: i tagli del 10% per il ministero dello Sviluppo economico, che al Mezzogiorno sottrae 2,5 miliardi di euro nel triennio 2011-2013, e il venir meno degli incentivi fiscali e previdenziali previsti dalla legge 407.  

LE PROPOSTE DEL SINDACATO Per tutti questi motivi la Slc Cgil torna a chiedere all’esecutivo di ricostituire l’Osservatorio nazionale sui call center, «esperienza positiva di confronto ed iniziativa che vedeva tutti i soggetti istituzionali e sociali coinvolti e, purtroppo, successivamente azzerata». 
Di riconoscere forme di sgravi contributivi alle aziende del settore che, con accordi specifici con il sindacato, garantiscano la tenuta occupazionale e lo sviluppo nonché la lavorazione in italia delle commesse.
E di determinare a livello nazionale un’unica tabella di costo medio orario per i lavoratori dipendenti del settore dei servizi di costumer care secondo il vigente ccnl, vietando di conseguenza l’assegnazione di commesse sotto tali soglie.  
Luigina Venturelli

fonte: www.cgil.it

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Epifani ad Annozero

ANNOZERO - puntata del 14 Ottobre 2010 (che si può ancora vedere tramite il sito della Rai o tramite YouTube, partacipano: il leader del Pd Pierluigi Bersani, Il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il Segretario Generale della CGIL Guglielmo Epifani, il Direttore del Sole24Ore Gianni Riotta e il Giornalista del Giornale Stefano Zurlo e le operaie dell'Omsa.

"La gente vuole che si parli delle loro condizione". Questo dice Epifani e poi parla degli attacchi alle Sedi Sindacali.
"Abbiamo bisogno di regole quando non siamo d'accordo... " suggerimento che trova la parti concordi, poi segue intervento dei lavoratori che parlano di come vengono vissuti gli accordi separati.

 



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mercoledì 13 ottobre 2010

Rol: a che punto siamo?

Noi RSU Cgil stiamo monitorando l'impatto che sta avendo la nuova modalità di prenotazione dei ROL, entrata da poco in vigore.
Sappiamo che il meccanismo, come è successo nelle altre zone che hanno sperimentato il sistema prima di noi, sta creando le stesse perplessità e gli stessi dubbi di utilizzo, problemi che poi sono stati risolti con il subentrare della ciclicità del meccanismo adottato.

E' importante aver chiaro come mai siamo arrivati a sperimentare, per valutarne la validità, il sistema appena entrato in vigore.

I punti critici della "vecchia gestione" sono risaputi.
Esistevano accaparramenti e periodi di punta in concomitanza dell'uscita della turnistica, dove i primi "fortunati" che riuscivano ad essere presenti appena la turnistica veniva emessa, avevano possibilità di ottenere tutti i rol possibili, mentre gli altri nessuno.
Quante volte abbiamo provato a chiedere un rol poco dopo l'emissione della turnistica e ce l'hanno negato perché erano già stati tutti utilizzati?
Inoltre era evidente la difficoltà di trasparenza nell'iter di richiesta dei rol.
Esempio: si inseriva la richiesta in un  giorno Y o in un'ora X senza sapere subito se avremmo avuto possibilità di ottenerlo con buona percentuale, o scarsa, o nessuna; o la mancata visibilità della fruibilità dei rol rinunciati con il meccanismo del ricircolo, cioè della distribuzione ulteriore di un rol che un collega non utilizzava.

Una volta individuati i nodi del sistema rol, la commissione ha cominciato ad elaborare una serie di proposte, che hanno portato, attraverso l'introduzione progressiva in tutti territori, all'attuale sistema. 

Un sistema che:

- ottimizza la possibilità per tutti di chiedere un rol;
- distribuisce e consente l'inserimento della richiesta in modo uguale per tutti i rep;
- crea regole generali e univoche in modo da non priviliegiare nessuno a discapito di altri;
- vede aumentare la possibilità che se si chiede un rol lo si ottenga; - controlla  se  la disponibilità è alta media o bassa in modo intuitivo ed immediato attraverso il sistema di colori ( il semaforo) che determina e indica la possibilità di accettazione,
- struttura un sistema che ogni giorno consenta l'introduzione di tre richieste con visibilità sul mese successivo
- alterni l'orario di introduzione delle richieste per non penalizzare i part time;
Il sistema che ora noi stiamo  sperimentando da poco, sta dando, su tutti i territori, dopo le iniziali perplessità determinate dal cambio di abitudini consolidate, un progressivo e drastico aumento della fruizione dei rol, fino al raggiungimento della soglia (aumentata dal 7 all'8%), appiattendo le discriminazioni tra i colleghi.

Importante è ora aiutarci, inserendo in repi i rol effettivamente necessari e non più a tappeto o a casaccio, come eravamo un po' "obbligati" precedentemente.

Noi ci siamo, ci stiamo interfacciando anche puntualmente con HR e TL e PL
per raccogliere dati e visibilità di difficoltà emerse nella gestione di questo nuovo strumento.  

Siamo presenti e a Vostra disposizione per ascoltare ogni vostro suggerimento e problematica che possa essere sorta.
Vi invitiamo a telefonarci a scriverci e contattarci come vi sia più consono e a postare sul nostro neonato blog le vostre impressioni.

La Commissione Rol si riunirà nuovamente a meta' Novembre
e quindi entro questa data, raccoglieremo e consuntiveremo tutte le vostre segnalazioni e i numeri statistici riguardanti la sperimentazione in atto.
Grazie per farci arrivare la vostra voce

Marco Maddalo (Commissione rol)
e  RSU CGIL Milano

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martedì 12 ottobre 2010

La manifestazione Fiom sarà pacifica e democratica

Incontro tra Epifani e Landini sul corteo delle tute blu di sabato No alla violenza Documento comune di Cgil e Cisl in Lombardia
Una riunione fissata da tempo per organizzare nei dettagli la manifestazione delle tute blu di sabato prossimo, alla quale parlerà anche il segretario generale della Cgil. Ma dopo le polemiche sollevate dalle ripetute contestazioni alle sedi Cisl a suon di uova - al netto delle univoche dichiarazioni di condanna, si è parlato anche di possibili sanzioni per i dirigenti Fiom coinvolti - anche una preziosa occasione per chiarire qualsiasi dubbio tra la confederazione e la categoria dei metalmeccanici. Così Guglielmo Epifani e la sua erede designata Susanna Camusso hanno incontrato ieri Maurizio Landini. Due ore di colloquio per ribadire «l’impegno» del sindacato «affinchè la manifestazione sia pacifica e corrisponda allo spirito con cui è stata indetta», la difesa dei diritti e della democrazia sui luoghi di lavoro. «È stato un normale incontro di lavoro per preparare la manifestazione di sabato» si è limitato a dire Landini al termine dell’incontro.  
IL DIALOGO A LIVELLO LOCALE Sulle proteste contro la Cisl e sulle eventuali ripercussioni, le rispettive posizioni erano già state chiarite. «Quando le questioni sono politiche, le soluzioni sono politiche. Altre soluzioni sanzionatorie sarebbero improprie e non servono a nulla» ha ribadito ancora ieri mattina Landini, a quanti ipotizzavano sanzioni fino all’espulsione da parte della Cgil per i responsabili degli episodi di Treviglio, Livorno e Roma. Una posizione già tradotta in fatti a livello locale, con il comunicato congiunto diffuso dai segretari lombardi della Cgil e della Cisl, Nino Baseotto e Gigi Petteni, per ricordare che «il rispetto tra le organizzazioni e le persone deve essere sempre la bussola con la quale affrontare e confrontare le differenti posizioni sindacali che tra noi oggi esistono» e per proporre la definizione di «regole condivise sulla rappresentanza e la democrazia sindacale». O con il dialogo avviato a Bergamo, dove i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil daranno vita ad «una segreteria unitaria che definisca i modi d’azione sindacale per i prossimi mesi». 
LA MANIFESTAZIONE E LO SCIOPERO Al momento,però, l’attenzione è tutto concentrata sulla manifestazione nazionale indetta dalla Fiom per sabato pomeriggio, che «sarà pacifica, democratica e non violenta» ha assicurato Maurizio Landini parlando all’attivo dei delegati lombardi riuniti ieri a Milano. Nonostante la benzina sul fuoco gettata dal centrodestra, a cominciare dal ministro degli Interni Roberto Maroni, sui possibili rischi della manifestazione sindacale: «Tutte le volte che si apre un conflitto sociale in questo Paese, ti tacciano come antidemocratico e terrorista». Per evitare ogni eventuale strumentalizzazione, il leader Fiom ha invitato i propri iscritti ad evitare contestazioni alle altre sigle sindacali simili a quelle della scorsa settimana: «Se nei prossimi giorni si parlerà di questo, deve essere chiaro a tutti che mettiamo a rischio la manifestazione di sabato» ha avvisato i metalmeccanici. Ma il corteo sarà solo il primo passo di una mobilitazione delle tute blu che dovrebbe coinvolgere tutte le categorie perchè, secondo Landini, «è ora di mettere in campo lo sciopero generale dei lavoratori ». E non fra tre o quattro mesi: «Ci sono cose che vanno fatte quando serve che vadano fatte. Bisogna ricordarsi che i governi di centrodestra sono caduti quando la Cgil e altri sindacati hanno messo in campo forti mobilitazioni sociali» sui temi del lavoro.
di Luigina Venturelli


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16 ottobre a Roma con la FIOM - Epifani, Camusso, Landini, Strada, Camilleri e altri 15 appelli

Guglielmo Epifani, il 16 in piazza per l'occupazione

Susanna Camusso, in piazza per difendere il contratto nazionale
"Tutti in piazza con i lavoratori metalmeccanici, che difendono il loro diritto di avere un Contratto Nazionale di Lavoro. Il Contratto Nazionale di Lavoro è ciò che tiene unito il paese e il lavoro di questo paese."
 
 Maurizio Landini: perché in piazza il 16 ottobre
 
Andrea Camilleri: Tutti in piazza con la Fiom
 
Gino Strada ed Emergency: con la Fiom per i diritti, la democrazia e il lavoro
“Credo che il tema della democrazia e dei diritti sia una questione fondamentale del nostro paese. … Il Paese è democratico se ha un Governo che è particolarmente attento soprattutto ai bisogni dei ceti sociali più deboli, chi è meno fortunato, di modo che tutta la società possa crescere insieme...”
 
Nichi Vendola: Chi ha sentimenti democratici in piazza con la Fiom
 
Antonio Pizzinato. A Roma per difendere i diritti del lavoro e la Costituzione
 
Gli studenti della Sapienza in piazza con la Fiom il 16 ottobre
 
Giovanni Russo Spena con la Fiom, per l'alternativa al berlusconismo.
 
Il movimento dei migranti e rifugiati di Caserta in piazza con la Fiom
 
Giovanni Impastato per la Fiom, con la Fiom
 
L'Anpi con la Fiom il 16 ottobre in difesa della Costituzione
 
Fausto Bertinotti invita tutti in piazza il 16 ottobre per difendere la democrazia
 
Bari:  Verso il 16 ottobre Conferenza Fiom-Cgil, lavoro e legalità
 
Lavoratrici e lavoratori Fiat e indotto il 16 ottobre a Roma per i diritti
 
Il 16 ottobre in piazza. Appello di Pietro Ingrao a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori
 
Ulderico Pesce con la Fiom in Piazza
 
Lavoratori e lavoratrici Agile Eutelia in piazza per il Lavoro


Giovanni Barozzino. Il 16 ottobre manifestiamo tutti per i diritti e per la dignità del lavoro
 
Andrea Alzetta il 16 in piazza

fonte: sito WEB TV Cgil

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