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sabato 15 dicembre 2012

ESITO NEGATIVO TRATTATIVA CCNL TLC - comunicato stampa


TLC: SINDACATI, ESITO NEGATIVO TRATTATIVA CCNL TLC
COMUNICATO STAMPA UNITARIO DEI
SEGRETARI GENERALI SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL
"Dopo un anno, ancora senza contratto i lavoratori del settore delle Telecomunicazioni. La trattativa, che è cominciata giovedì mattina, dopo 60 ore ininterrotte si è conclusa sabato notte senza accordo." Così dichiarano in una nota congiunta i segretari generali, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Massimo Cestaro, Vito Vitale e Bruno Di Cola.
"I temi che hanno impedito la prosecuzione del confronto sono, ancora una volta, quelli relativi alle cosiddette "clausole sociali" e alla estensione del ccnl TLC nel mondo degli appalti e subappalti largamente presenti nel settore. Ciò che è apparso davvero incredibile è stata la richiesta di Asstel (l'Associazione Datoriale del settore) di introdurre forme flessibili del lavoro e una sensibile contrazione dei costi contrattuali in particolare nel mondo dei call center, al fine di renderli più "competitivi" e poi, a fronte di una disponibilità sindacale in quella direzione, opporre un netto rifiuto affinché quello stesso contratto potesse trovare applicazione proprio nel sistema dei loro call center in appalto."
"In realtà - proseguono i sindacalisti - la sensazione è stata quella di un uso del tutto strumentale, da parte dei grandi committenti, utilizzando la parte più debole del settore, al fine di ottenere sconti per sè stessi e, al tempo stesso, mantenere la giungla e il ricatto occupazionale nella fascia meno protetta della loro filiera. Anteporre l'adozione di un generico "codice etico" alla più concreta e normale applicazione del contratto di lavoro è sembrata niente più che una buona intenzione, di fatto priva di qualsiasi efficacia."
"Occorre ricordare che su questi temi, i lavoratori hanno già speso due giornate intere di sciopero con una grande manifestazione a Roma il 19 ottobre. E occorre ricordare che, sempre più frequentemente, sulle pagine dei giornali compaiono notizie sconcertanti circa l'infiltrazione della criminalità organizzata proprio nel mondo dei call center. Non vi è dubbio che ogni generalizzazione in questo senso sarebbe sbagliata, fuorviante e non rispettosa dell'Associazione datoriale, ma è altrettanto evidente che certi segnali di allarme non possono in alcun modo essere sottovalutati. L'unico vero "codice etico" per il mondo del lavoro è il Contratto. Se ne convincano le Imprese."
"Per queste ragioni le segreterie nazionali del settore - Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil - hanno ritenuto, in un clima davvero unitario, di non dover approfondire nemmeno la parte economica del contratto, di non proseguire la trattativa e, soprattutto, di attivarsi già da lunedì prossimo per chiedere al Ministero del Lavoro la convocazione delle parti auspicando che il Governo chieda il massimo di responsabilità alle aziende di un settore così strategico per il sistema Paese."
"Non è pensabile - concludono Cestaro, Vitale e Di Cola - che importanti aziende di Telecomunicazioni possano candidarsi alla gestione di quel grande processo di innovazione che si chiama "agenda digitale" e che, al tempo stesso, le stesse aziende abbiano dentro il loro perimetro di influenza aree di lavoro non regolato dal contratto che esse stesse sottoscrivono. Naturalmente, nelle prossime ore, saranno attivate anche iniziative di coinvolgimento dei lavoratori e di mobilitazione della categoria."

mercoledì 31 ottobre 2012

Grazie per la folta partecipazione allo sciopero




Roma, 30 ottobre 2012

Grazie…..Grazie…..Grazie


Con immenso piacere vogliamo ringraziare le migliaia di donne e uomini, dipendenti di società di TLC, che il 17 settembre prima, e il 19 ottobre poi, hanno aderito agli scioperi di settore indetti per sollecitare il rinnovo del CCNL.
Quando a fine luglio le Segreterie Nazionali, unitamente al Comitato di Settore, proclamarono due giornate di sciopero contro l’atteggiamento di chiusura di ASSTEL, lo fecero con la consapevolezza di aver, in quel momento, chiesto ai dipendenti del settore uno sforzo straordinario.
Una decisione difficile e sofferta per un settore che sino allora aveva visto rinnovare i precedenti contratti con vertenze sicuramente impegnative ma mai così complesse.
La massiccia adesione agli scioperi diffusa in tutte le aziende di TLC, le riuscite manifestazioni territoriali e, soprattutto, la grande manifestazione nazionale dello scorso 19 ottobre, hanno dimostrato che le analisi fatte dal sindacato e l’impostazione della vertenza erano giuste e, soprattutto, condivise.
E’ stata data, in questo modo, una risposta forte a quel pezzo delle controparti datoriali che riteneva le richieste sindacali sulle clausole sociali, un vezzo aristocratico del sindacato e non una legittima aspettativa di migliaia di donne e uomini che vogliono avere garanzie sul loro futuro occupazionale.
Oggi, dopo la grande giornata di Roma, siamo tutti più forti. 
  • Più forti perché consapevoli della coesione e della solidarietà presenti tra i lavoratori del settore;
  • Più forti perché la vertenza contrattuale ha consolidato il rapporto fra i lavoratori delle Telecomunicazioni e il sindacato. Sindacato che è, prima di tutto dei lavoratori.
Tutto questo non sarebbe potuto compiersi senza il lavoro incessante, la passione militante e disinteressata dei tanti delegati aziendali e senza la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende di Telecomunicazioni, che hanno chiaramente espresso alla controparte la loro volontà di avere un rinnovo del contratto con una soluzione alla problematica delle clausole sociali.
Ora a tutti noi spetta il compito di lavorare perché questa Forza non si disperda ma, anzi si potenzi, determinando i presupposti per migliorare le condizioni delle  lavoratrici e dei lavoratori del settore.
Ad ASSTEL arrivi il segnale che è giunto il momento di smettere con l’atteggiamento di chiusura sin qui avuto e aprire una vera trattativa per chiudere un contratto equo e che, grazie alle clausole sociali, aiuti a governare i mesi difficili che abbiamo davanti a noi mettendo al primo posto il lavoro e i lavoratori.
Insieme nessun traguardo sarà impossibile e insieme non consentirà a nessuno di ipotizzare che le riorganizzazioni si possano fare a scapito del lavoro e dei lavoratori che restano il vero valore aggiunto di ogni impresa che intenda vincere la sfida del mercato. 
GRAZIE ancora a TUTTI quanti hanno consentito la realizzazione di un risultato così straordinario …. ora lavoriamo ancora insieme, per una chiusura, che dovrà essere rapida e soddisfacente, del rinnovo del CCNL. 

La Segreteria Nazionale SLC-CGIL


venerdì 19 ottobre 2012

Sciopero e Manifestazione fissano ineludibilmente gli argomenti per il rinnovo del contratto


“L’adesione elevatissima allo sciopero proclamato per l’intera giornata di oggi e la partecipazione oltre ogni aspettativa alla manifestazione nazionale svoltasi oggi a Roma mandano un segnale decisamente chiara ai vertici di Asstel: il rinnovo del contratto si farà solo se vi saranno contenute le clausole sociali a tutela dell’occupazione così come richiesto dalla delegazione trattante.” Così una nota della segreteria nazionale Slc Cgil.
“Il senso di responsabilità dei lavoratori che vogliono affrontare la crisi scommettendo sul futuro del Paese anche grazie a regole che disciplinino le esternalizzazioni e i cambi di appalto garantendo la continuità occupazionale al personale già impiegato nelle medesime attività, è la risposta più matura data alle imprese che si nascondono dietro la libertà d’impresa. Dopo importanti aperture a livello aziendale, dopo la presa di posizione della Commissione di Garanzia a favore dell’inserimento della clausola sociale, il risultato di oggi obbliga le controparti datoriali a cambiare strategia e introdurre le soluzioni chieste al tavolo negoziale.”


“Ci aspettiamo sin dai prossimi giorni una ripresa del confronto: se questo non dovesse avvenire le aziende devono sapere che trasferiremo la lotta dentro ogni vertenza aziendale sino a che non otterremo il risultato ambito. Questo contratto si rinnoverà solo a queste condizioni e le aziende del settore devono farsene una ragione. Non si può affrontare la crisi scaricando i lavoratori che hanno consentito il successo delle stesse aziende, soprattutto perché non siamo in assenza di lavoro ma di scelte che spostano le attività solo per usufruire di contributi pubblici e abbattere il costo del lavoro a scapito di migliaia di giovani. E’ una battaglia di civiltà per inserire una regola già presente in tutti i Paesi occidentali che si confrontano con il mercato (il caso della TUBE anglosassone): non si capisce perché in Italia non si possa dare analoghe garanzie.”
“Parallelamente le forze politiche e il Governo devono farsi carico del fatto che il sistema degli incentivi alle imprese è responsabile, in parte, dello stato di perenne precarietà vissuto dalle attività gestite in appalto: sarà necessario intervenire al fine di premiare quelle aziende che, attraverso la fidelizzazione dei propri dipendenti, puntano sulla qualità e sull’efficienza del servizio e non solo sulla compressione dei salari dei lavoratori – conclude la nota. Anacronistico, da parte delle imprese del settore, difendere posizioni di privilegio che attraverso le tasse dei cittadini consentono di abbattere il costo del lavoro attraverso la precarietà di migliaia di giovani.”

fonte: www.slc-cgil.it

TLC: Cestaro (SLC CGIL), è ora di chiudere il nuovo contratto TLC

DICHIARAZIONE DI MASSIMO CESTARO
SEGRETARIO GENERALE SLC CGIL
 
La grande manifestazione di oggi delle lavoratrici e dei lavoratori delle Tlc e l’alta adesione allo sciopero che si è registrata nelle aziende, consegnano alle organizzazioni sindacali una grande responsabilità. Occorre che quanto prima si riapra il confronto con il mondo imprenditoriale per chiudere rapidamente e positivamente una trattativa durata decisamente troppo: dieci mesi di discussione fanno torto a un sistema di relazioni sindacali che, nel settore delle Tlc, è ampiamente consolidato. 
 

Non è ammissibile che un settore sempre più strategico e centrale nel sistema paese si regga su forme di deregolamentazione dei rapporti di lavoro e che consegni al paese forme di precarietà ed espulsioni dal lavoro. Il tema delle clausole sociali è per noi un nodo fondamentale e la nostra richiesta è improntata, sostanzialmente, su criteri elementari di tutela dell’occupazione lì dove il lavoro lo consenta. È una norma di civiltà e perciò appaiono totalmente incomprensibili le resistenze opposte dalla controparte. nessuno ha in mente di porre limiti alle prerogative ed alle titolarità delle aziende, ma nessuno può chiedere al sindacato di non tutelare, con ogni forma possibile, l’occupazione, i diritti e le condizioni contrattuali dei lavoratori.

fonte: www.slc.cgil.it

Oggi siamo in Sciopero - 19 Ottobre 2012


venerdì 12 ottobre 2012

ASSEMBLEE il 16 ottobre al Theatre del Vodafone Village

Martedì 16 Ottobre 2012


SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE ALLE  

ASSEMBLEE RETRIBUITE

Per il Rinnovo del Contratto Nazionale TLC


Dalle 11:00 alle 12:00

Dalle 15:00 alle 16:00


Presso VODAFONE THEATRE al Village

VI ASPETTIAMO NUMEROSI


Per illustrarvi le le dinamiche che impediscono il rinnovo del CCNL in un momento assolutamente importante per la difesa dei diritti acquisiti dai lavoratori.

Ricordiamo che dal 6 ottobre al 4 novembre 2012 (compreso) e’ in atto lo sciopero di tutte le prestazioni straordinarie e supplementari.



      RSU Vodafone MILANO

VODAFONE - licenziati dipendenti con la legge Fornero



Roma, 10 ottobre 2012


VODAFONE SI AVVALE SUBITO DELLA LEGGE
FORNERO PER LICENZIARE DIPENDENTI


Abbiamo avuto notizia che Vodafone ha comunicato alla Direzione Territoriale del lavoro di Napoli l’intenzione di licenziare alcuni lavoratori ai sensi dell’art. 1 comma 40 della legge 92/2012, la cosiddetta Legge Fornero.

Mentre i sindacati sono impegnati ad introdurre nel CCNL in discussione clausole sociali atte a salvaguardare l’occupazione del settore delle Tlc, Vodafone con grande tempestività si avvale della legge che rende definitivo il licenziamento in soli 27 giorni, in un periodo di grande affanno economico per i lavoratori.

Tale notizia rende ancora più importante lo sciopero dell’intera filiera delle Tlc, indetto unitariamente dai tre sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil per venerdì 19 ottobre con manifestazione a Roma, contro i licenziamenti facili e contro le facili riorganizzazioni aziendali a danno dei lavoratori.

Segreteria Nazionale SLC-CGIL

SCIOPERO Nazionale TLC - 19 Ottobre 2012



19 OTTOBRE 2012
SCIOPERO NAZIONALE TLC

MANIFESTAZIONE A ROMA
Corteo da P.za Repubblica a P.za SS Apostoli

CONTRO IL TENTATIVO DI APPROFITTARE DELLA CRISI 
PER INTRODURRE:

· ESTERNALIZZAZIONI SELVAGGE
· CAMBI DI APPALTO SENZA REGOLE
· LICENZIAMENTI PIU’ FACILI
· IL MANCATO PAGAMENTO DEI PRIMI TRE GIORNI DI MALATTIA
· L’UTILIZZO DI TUTTI GLI STRUMENTI DI CONTROLLO
PER LA VERIFICA DELLA PRODUTTIVITA’
· L’UTILIZZO DELLA FLESSIBILITA TEMPESTIVA COME
DISPONIBILITA’ NON RETRIBUITA

PER:

· LA CONQUISTA DI CLAUSOLE SOCIALI
· LA DIFESA DEL LAVORO E DEI DIRITTI
· IL MANTENIMENTO DEL POTERE D’ACQUISTO DEI SALARI

VENERDI 19 OTTOBRE 2012

SCIOPERO NAZIONALE INTERO TURNO DEI LAVORATORI DELLE TELECOMUNICAZIONI

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

ORE 10.00: CORTEO 
DA P.ZZA DELLA REPUBBLICA A P.ZZA SS. APOSTOLI

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

giovedì 4 ottobre 2012

Massimo Cestaro nuovo segretario generale Slc Cgil

È Massimo Cestaro il nuovo segretario generale di Slc Cgil (il Sindacato dei Lavoratori della Comunicazione), eletto oggi 4 ottobre nel corso del direttivo della categoria alla presenza del segretario generale Cgil Susanna Camusso.
Veneziano, nato nel 1956, Cestaro ha maturato una notevole esperienza nei diversi settori dell’Slc, in cui, negli ultimi 7 anni, è stato segretario nazionale del dipartimento industria (grafici, poligrafici, cartai e cartotecnici).

Il direttivo ha calorosamente salutato e ringraziato Emilio Miceli, giunto alla naturale scadenza del suo mandato di segretario generale di Slc Cgil.


fonte: www.slc-cgil.it


mercoledì 3 ottobre 2012

Prosegue l'apertura dello Sportello di ascolto al Vodafone Village



La RSU SLC CGIL

03 ottobre 2012

Oggi è aperto lo sportello

CENTRO di ASCOLTO – PARI OPPORTUNITA’ ”
presso la saletta sindacale del Village
(Piano primo, Torre B).

dalle ore 12 alle ore 15
come ogni mercoledì

Vi aspettiamo!!! 



Comunicato ai Lavoratori Settore Telecomunicazioni Rinnovo CCNL – Rottura delle trattative

SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
FISTel - CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni
UILCOM - UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione
________________________________________________________________

Roma, 27 settembre 2012

Comunicato ai Lavoratori Settore Telecomunicazioni
Rinnovo CCNL – Rottura delle trattative

Dopo tre giorni di trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di settore delle
Telecomunicazioni, nella serata di ieri si è interrotto il confronto a causa delle rigidità messe in campo da Asstel.

Infatti, non solo le controparti hanno dichiarato una sostanziale indisponibilità a trovare soluzioni equilibrate sul tema delle clausole sociali, ma hanno rilanciato con un insieme di modifiche normative finalizzate a ridurre i diritti dei lavoratori.

In particolare, Asstel ha proposto di inserire un nuovo articolo contrattuale sull’eticità della filiera che preveda il vincolo per le aziende di appaltare lavori solo ad aziende che rispettino le leggi e applichino il codice etico di CONFINDUSTRIA, istituendo un organismo con compiti di studio e ricerca sul fenomeno degli appalti per comprendere e valutare le motivazioni delle crisi occupazionali che si stanno determinando sul territorio.

A parte l’assurdità di un articolato che preveda l’ovvietà di richiamare al rispetto delle leggi, come se il contratto fosse legittimato a stabilire quali leggi applicare, l’aver limitato la questione a un organismo, preposto a studi e ricerche su un fatto noto e conosciuto in cui le crisi occupazionali sono legate unicamente alla ricerca smisurata della riduzione dei costi messa in campo dai committenti, rappresenta un’autentica provocazione.

Soprattutto in considerazione delle disponibilità messe in campo per trovare soluzioni in cui tutte le parti possano riconoscersi.

Inoltre, aver affiancato a questa indisponibilità una richiesta di modifiche normative che
  • semplifichino la possibilità di licenziare i dipendenti (diventerebbe sufficiente una lamentela di un cliente o la partecipazione a una discussione sul Web che “denigri” l’azienda;
  • preveda che i ROL e i permessi siano assegnati d’ufficio dall’azienda per la gestione dei flussi di attività come integrazione e alternativa alla cassa integrazione;
  • renda possibile non pagare i primi tre giorni di malattia;
  • trasformi la flessibilità tempestiva una sorta di disponibilità permanente non retribuita;
  • preveda la possibilità di utilizzare tutti gli strumenti di controllo per verificare produttività e qualità del lavoro prestato;
denotano tutta l’arroganza messa in campo dalle controparti, convinte di poter approfittare della crisi per ridurre al minimo i diritti dei lavoratori.

E’ evidente che il settore dovrà dare una risposta durissima a chi ritiene che i lavoratori dovrebbero limitarsi a ringraziare le aziende per avere un lavoro.

Per questo le iniziative di mobilitazione e contrasto dovranno estendersi e rafforzarsi sino a far comprendere la reale volontà dei lavoratori del settore di difendere la propria dignità.

Vengono, pertanto, confermate le seguenti iniziative di mobilitazione:
  • Il blocco delle trattative sulle riorganizzazioni aziendali che prevedano mobilità o il ricorso ad ammortizzatori sociali e la firma di accordi sulla formazione finanziati da enti terzi o da soldi pubblici;
  • Il blocco di tutte le prestazioni straordinarie e di lavoro supplementare dal giorno 6 ottobre al giorno 4 novembre compreso;
  • Lo sciopero per l’intera giornata del 19 ottobre p.v. con manifestazione nazionale da tenersi a Roma.
 Al fine di consentire la massima consapevolezza dei lavoratori sul duro attacco alla loro dignità e al loro futuro messo in campo dalle controparti aziendali, vanno avviate assemblee informative sullo stato della vertenza.

Nei prossimi giorni, le Segreterie Nazionali definiranno le modalità organizzative della manifestazione e gli obiettivi di partecipazione per ogni territorio.

In gioco non c’è solo il doveroso adeguamento delle retribuzioni al costo della vita, lo scontro è diventato con quale dignità, con che diritti, con che garanzie e con quali prospettive il lavoratore del settore dovrà affrontare i prossimi anni.

Non è il momento dell’inerzia, bisogna scendere in campo e rivendicare la difesa della dignità.

Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL


giovedì 27 settembre 2012

Tlc: Sindacati, rottura al rinnovo del contratto Tlc. Sciopero e manifestazione 19 ottobre


“Grave ed irresponsabile è l’atteggiamento di Asstel che, dichiarandosi indisponibile ad affrontare il tema delle clausole sociali a tutela dei lavoratori nei processi di appalto e esternalizzazione delle attività, apre una fase di duro scontro all’interno del settore.” Così dichiarano le segreterie nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil al termine di una trattativa protrattasi per tre giorni  e che ha visto le controparti datoriali incapaci di trovare una soluzione in grado di dare una risposta al tema posto dal sindacato.
“Appellarsi alla libertà di impresa e di mercato per nascondere processi di appalto tesi a ridurre diritti e salario dei lavoratori è anacronistico e denota una scarsa volontà di contribuire a risolvere i problemi del Paese – continua la nota. In aggiunta a ciò, con una drammatica coerenza provocatoria, alla delegazione è stato richiesto di introdurre norme per facilitare i licenziamenti, non retribuire i primi tre giorni di malattia, utilizzare i Rol e le ferie per la gestione dei flussi delle attività nonché introdurre surrettizie forme di lavoro a chiamata per il personale che, secondo le aziende, dovrebbero dedicare la totalità della loro giornata ad attendere di rispondere a necessità aziendali.”

“Queste richieste, dopo che lo sciopero indetto il 17 settembre scorso ha ottenuto una partecipazione massiccia dei lavoratori, sono state lette come un’autentica provocazione del tutto inaccettabile e irresponsabile.”
“Viene pertanto confermato lo sciopero generale del settore per il prossimo 19 ottobre con una manifestazione nazionale da tenersi a Roma. Saranno aperti i conflitti su tutti i progetti di riorganizzazione avviati che andranno contrastati per difendere ogni singolo posto di lavoro.”
“La responsabilità assunta dai vertici di Asstel con tale decisione appare incomprensibile perché aprirà una fase di contrasto in un momento in cui il Paese avrebbe bisogno di soluzioni condivise per traghettarlo fuori dalla crisi generale – concludono i sindacati. E’ evidente che l’interesse al profitto è l’unica condizione a cui le imprese guardano trascurando gli interessi generali.” 

martedì 18 settembre 2012

Dichiarazione Stampa di Michele Azzola Segretario nazionale SLC-CGIL su Sciopero Settore TLC 17 Settembre2012

Sindacato Lavoratori Comunicazione


Dichiarazione Stampa di Michele Azzola
Segretario nazionale SLC-CGIL
su Sciopero Settore TLC 17 Settembre2012


MASSICCIA ADESIONE A SCIOPERO TLC E PRESIDI LOCALI.
19 OTTOBRE MANIFESTAZIONE A ROMA

"La massiccia adesione allo sciopero e la grande partecipazione ai presidi organizzati in tutta Italia sono la dimostrazione che lavoratori e sindacato sono uniti nella lotta per ottenere le clausole sociali a tutela dell'occupazione. Non ci stancheremo di ripetere che si tratta di una norma di civiltà - così dichiara Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil in merito allo sciopero indetto per oggi, lunedì 17 settembre per l'intero comparto delle Tlc.

"E' inimmaginabile che, a fronte di un cambio d'appalto e/o di una esternalizzazione, i lavoratori vengano licenziati e posti a carico dello stato mentre le aziende ne assumono altri, magari godendo di ulteriori sgravi fiscali. Non servono grandi imprenditori o manager per realizzare tali politiche ed ottenere siffatti risultati - prosegue il sindacalista.

"Il Paese ha bisogno ora di imprese che scommettano, insieme ai propri dipendenti, per far ripartire la crescita e traghettare l'Italia fuori dalla stagnazione in cui è impantanata da anni ormai. Il segnale dato oggi dovrebbe essere sufficiente per far comprendere alle controparti che il tema della tutela occupazionale di migliaia di giovani e donne non è eludibile ma va anzi affrontato e risolto nel corso del rinnovo contrattuale."

"Se la mobilitazione di oggi non bastasse - conclude Azzola - il 19 ottobre si replicherà con una grande manifestazione nazionale a Roma di fronte le sedi delle associazioni datoriali."

Roma, 17 settembre 2012


SLC-CGIL Piazza Sallustio 24 – 00187 Roma
Tel. 0642048212 Fax 064824325


martedì 11 settembre 2012

ASSEMBLEE Vodafone Milano - mercoledì 12 Settembre - relative al rinnovo del Contratto Nazionale Telecomunicazioni

COMUNICATO

RINNOVO CCNL TELECOMUNICAZIONI


A sei mesi dalla sua scadenza e dopo una lunga fase negoziale, il confronto con Asstel per il rinnovo del CCNL e’ giunto alla rottura per le rigide posizioni assunte dalla controparte:

  • la richiesta di stipulare due contratti differenti e di rompere il contratto di filiera escludendo il mondo del Customer,
  • la decisa contrarietà a inserire clausole che consentano una gestione responsabile delle crisi inerenti alle attività di Customer, gestite tramite appalto,

  • una pressante richiesta di flessibilità sugli orari di lavoro,

sono alcuni dei temi che hanno precluso il confronto anche sugli altri temi della piattaforma e hanno portato le OO.SS a indire lo sciopero di 8 ore per il giorno 17 settembre.

Al fine di illustrare più approfonditamente lo stato del rinnovo e le motivazioni dello sciopero è indetta per

Mercoledì 12 settembre

ASSEMBLEA RETRIBUITA

       Dalle 11:00 alle 12:00

       Dalle 15:00 alle 16:00

Presso la sala assemblea
quarto piano stabile ERREUNO in via Bensi 2/5 


Milano 10 settembre 2012                                      RSU Vodafone MILANO

giovedì 6 settembre 2012

SCIOPERO NAZIONALE - lunedì 17 settembre - PRESIDIO a Milano



COMUNICATO

A seguito della rottura delle trattative per il rinnovo del CCNL Telecomunicazioni,
SLC CGIL – FISTel CISL – UILCOM UIL hanno proclamato uno

SCIOPERO NAZIONALE

di tutto il settore, per l'intero turno di lavoro del giorno
lunedì 17 settembre 2012

Sono in corso sul tutto il nostro territorio le assemblee sullo stato della trattativa e a sostegno della vertenza per combattere l'i ntransigenza di Asstel - Confindustria che  non ha voluto,  e  persiste  nel  non  volere  trattare  sui nodi 
fondamentali della nostra piattaforma che ricordiamo essere :
  • Garanzia occupazionale e territoriale sul cambio appalti;
  • Recupero integrale potere acquisto delle retribuzioni;
  • Inquadramento e professionalità.


 SLC CGIL – FISTel CISL – UILCOM UIL di Milano 
hanno organizzato per la giornata dello sciopero
 
UN PRESIDIO
 
che si terrà davanti alla sede di Assolombarda a Milano in via Pantano,
a partire dalle ore 10.00.


 SLC CGIL – FISTel CISL - UILCOM UIL Milano

SLC CGIL - C.so di Porta Vittoria 43 - 20122 Milano - tel. 02/55.025.358
FISTel CISL - Via Tadino 23 - 20124 Milano – tel. 02/ 20525630
UILCOM UIL - Via Campanini 7 - 20124 Milano - tel. 02/6711.02601

Milano, 6 settembre '12         

comunicato sciopero 17 settembre 2012

venerdì 22 giugno 2012

Rinnovo Contratto Telecomunicazioni: rottura del tavolo negoziale

                   Comunicato Rinnovo CCNL Telecomunicazione



Ieri, 20 giugno 2012, dopo una lunga e anomala fase negoziale gestita, per volontà delle controparti imprenditoriali, con delegazioni ristrette, si è consumata la rottura del tavolo negoziale.
La delegazione sindacale presente ha avuto la forte percezione che la volontà delle controparti sia quella di rompere il contratto di filiera escludendo il mondo delle Customer, al fine di poterne trarre un vantaggio in termini di riduzione dei costi sulle tariffe di appalto.

A ciò, si aggiunge la decisa contrarietà a inserire clausole che consentano una gestione responsabile delle crisi inerenti alle attività di customer, gestite tramite appalto, sulle quali le controparti hanno ribadito l’assoluta indisponibilità a introdurre nel contratto elementi che consentano la tutela occupazionale.

L’irresponsabilità e la miopia dimostrate impongono una risposta forte e decisa da parte dei lavoratori che non possono diventare il soggetto su cui scaricare la crisi economica che attanaglia l’Europa.
Inoltre, le controparti non hanno voluto affrontare i restanti temi della piattaforma, rilanciando una pressante richiesta di flessibilità sugli orari di lavoro e la necessità di disciplinare gli accordi sul controllo a distanza, facendo così registrare distanze enormi sull’insieme delle tematiche trattate.

Per tali motivi il Comitato di settore unitario, che si terrà domani 22 giugno, dovrà definire le iniziative più opportune per manifestare con fermezza la netta contrarietà del mondo del lavoro rispetto a un progetto scellerato e privo di prospettive.

Pensare di risanare i conti delle aziende di Telecomunicazioni attraverso una riduzione dei diritti e dei salari dei lavoratori rappresenta la modalità più anacronistica con cui le parti datoriali potevano pensare di rispondere alla crisi.
Il Sindacato e i Lavoratori del settore sapranno rispondere adeguatamente alla grave strategia adottata dalle controparti imprenditoriali. 



Le Segreterie Nazionali


SLC-CGIL                                  FISTEL-CISL                                UILCOM-UIL

giovedì 7 giugno 2012

Call Center: Governo e forze politiche non affossino il settore

Sindacato Lavoratori Comunicazione


Call Center:
Governo e forze politiche non affossino il settore

Dopo aver prodotto occupazione tra i giovani, le donne e nei territori più disagiati del Paese, il settore dei Call Center vive una condizione di difficoltà estrema – così annuncia una nota di Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil.

La competizione sui costi, con contratti commerciali basati sul concetto del “cottimo” per cui l’operatore è pagato in base ai minuti di chiamata, e la scelta operata da alcuni operatori di delocalizzare le attività all’estero in Paesi con basso costo del lavoro, rischiano di mettere a repentaglio l’occupazione dell’intero settore in Italia. E’ necessario intervenire con precisione sulle norme che regolano le attività di servizio in appalto vietando il “cottimo”, come peraltro avviene già in tutti i Paesi Europei, e definire gli ambiti nei quali le attività possano essere gestite attraverso le delocalizzazioni, garantendo così i requisiti di garanzia sulla segretezza dei dati trattati.”

Anche la riforma del mercato del lavoro varata dal Ministro Fornero, che introduce regole precise sull’utilizzo dei lavoratori a progetto, rischia di diventare, se non accompagnata da adeguati interventi, il grimaldello per affossare oltre 30.000 posti di lavoro concentrati nel sud Italia.”

SLC Cgil rilancia la richiesta, già avanzata al ministero del Lavoro e a quello dello Sviluppo Economico, di aprire un confronto con le parti sociali per individuare le soluzioni che possano scongiurare il precipitare della soluzione. Irresponsabile sarebbe - conclude Azzola - affossare il lavoro iniziato nel 2007 dal Governo Prodi che ha permesso la stabilizzazione di migliaia di lavoratori precari e affossare le speranze di giovani lavoratrici e lavoratori che in territori fortemente depressi hanno trovato una possibilità di emancipazione. Il mancato intervento significherebbe la resa di un Paese nei confronti del proprio futuro.”


Roma, 6 giugno 2012

 

mercoledì 8 febbraio 2012

Incontro per il rinnovo CCNL TLC

In data 31 gennaio è iniziata la trattativa per il rinnovo del ccnl delle tlc.

Tale incontro è stato preceduto da alcune dichiarazioni del nuovo presidente (Cesare Avenia, di Ericcson), che ha dichiarato che “La proposta economica del sindacato è sconcertante considerato il momento critico, la sofferenza di molte aziende, il rischio di perdita di ulteriori posti di lavoro”.

Come ogni primo incontro, Asstel si è presentata con delle slides sulla situazione economica e industriale.

Avenia ha dichiarato la completa applicazione della parte relazionale del contratto del 2009, a cominciare dalla sanità integrativa (come istituto e come commissione) per poi passare ai temi industriali.

Il nostro settore pesava nel 2009 per l'1,7% sul totale del PIL, mentre nel 2010 pesa l'1,6%; un PIL che sta calando nel paese e che si riflette in tutto l'ambito di applicazione del ccnl (software, TLC, call center); pertanto il rischio è che si arrivi ad una crisi strutturale del settore.

I ricavi sono calati del 2,6% tra 2010 e 2009, nonostante gli investimenti siano superiori ai 6 miliardi di €.

Nello specifico, è accaduto che il fisso aumenta un po' (da 18 milioni a 19 milioni di linee nel 2011) mentre il mobile cala (da 93 milioni a 90 milioni di sim): nonostante abbiamo una copertura della larga banda sul fisso ridicola e tra le più basse d'Europa (53%) che dovrebbe favorire gli investimenti, la crescita della larga banda sul fisso del 2011 non ha compensato il calo complessivo del fisso/mobile. Viceversa sul mobile la larga banda è diffusissima e tra le più ampie di Europa.

A fronte di questa situazione, gli investimenti sono calati, pur essendo i più alti rispetto agli altri paesi europei, senza considerare gli investimenti per LTE, asta delle frequenze compresa: la copertura della rete aumenta (da 132000 a 140000 Km), così come i siti radiomobile e i DSLAM.

Nel mondo dei call center in outsourcer il fatturato è stabile e i ricavi (MOL) calano dal 6,3 al 4,3%; La durata degli appalti si riduce e cala il livello investitorio dei committenti (frutto della concorrenza al ribasso sui costi del lavoro favorita dalla precarizzazione dei rapporti di lavoro portata avanti dal duo berlusconi-sacconi?)

Nel settore degli apparati, i ricavi calano per la “forbice” tra la sostituzione degli apparati/terminali (I'phone e palmari su tutti) e la costante riduzione dei costi dei terminali stessi.

In questa situazione l'occupazione cala dai 139000 del 2011 ai 129000 nel 2011 (si tratta degli occupati nelle aziende che aderiscono ad asstel); il calo occupazionale ha coinvolto in particolare gli over 40, nonostante l'incremento dei somministrati (nulla hanno detto sull'aumento della precarietà: o per pudore oppure perché coinvolge in minor misura chi aderisce ad asstel); ciò nonostante il costo del personale è aumentato.

Sulle cause della scarsa penetrazione della larga banda sul fisso (53%) asstel individua nella scarsa alfabetizzazione (almeno il 40% dei cittadini non ha mai acceso un computer) la causa principale; infatti tutti gli altri parametri sono nella media europea (prezzi, copertura e velocità).

A questo quadro si sommano altre considerazioni oggettivamente importanti.

La prima considerazione da fare riguarda la forbice tra investimenti su fisso e ricavi previsti: infatti l'evoluzione del mobile (ad esempio LTE) garantisce banda e qualità che permettono alla clientela di sostituire facilmente il fisso; per rendere appetibile il fisso sul mobile è necessario rendere fruibili servizi innovativi per i quali è fondamentale una banda sufficientemente ampia: ne nasce un circolo che partendo dagli investimenti sul fisso particolarmente consistenti deve arrivare a ricavi che saranno tanto differiti nel tempo quanto maggiore sarà la banda/qualità sul mobile e quanto minori saranno i servizi; a ciò si aggiunge un altro elemento, che asstel considera un grosso problema, relativo ai cosiddetti Over The Top (OTT), cioè quelle aziende che guadagnano utilizzando la rete che non hanno contribuito a costruire e che non pagano: l'esempio tipico sono i social network (facebook, twitter, ecc.) e la fonia voip (Skype).

Per Asstel il quadro è caratterizzato quindi dalla crisi che colpisce il settore nel suo complesso e nelle singole branche (TLC, Software, call center, ecc.), ma anche da tendenze che obbligano a forti investimenti dai ricavi poco certi e comunque differiti nel tempo.

Quest'anno, Asstel ha mandato anche una sintesi delle sue posizioni in merito al rinnovo del ccnl, dove si ripetono gli aspetti qui riportati; poi, alla fine, si ricercano delle soluzioni che sinceramente fanno cascare le braccia: forum tematici, rafforzamento delle relazioni industriali, momenti di confronto sull'andamento del mercato e del settore e politica di lobby nei confronti del governo sulle varie partite in gioco, dall'agenda digitale allo sviluppo dell'NGN. Insomma niente di contenuto e molto di formalizzato.

Ad Avenia ha risposto Miceli che ha ribadito che il settore è maturo, nel senso che ha tutto ciò che serve al paese, che però deve essere sviluppato su linee di progetto per il paese (quindi una visione che vada oltre alle singole aziende), visto che ci sono ambiti come il fisso che devono essere sviluppati e dove i margini di crescita sono alti data l'arretratezza nei confronti di altri paesi europei (vedi digital divide).

Va da sé che il Contratto nazionale ha la funzione di tenere insieme tutta la filiera produttiva contro la deregulation che in questi anni ha fatto male al nostro settore (come ad altri).

Miceli ha portato l'esempio dei call center che applicano il nostro contratto (contrapposti a quelli che hanno solo lavoro precario) che hanno una qualità tra la più alta d'Europa.

Quindi per noi il CCNL ha la funzione di tenuta di tutta la filiera e non a caso si richiedono le clausole sociali e la moratoria sulle delocalizzazioni, proprio per evitare elementi di deregulation che distruggerebbero il settore per come lo abbiamo costruito finora..

Sull'aumento salariale, viste le premesse di Avenia (proposta economica sindacale sconcertante), Miceli ha dichiarato che la cifra indicata nella piattaforma è da discutere sulla base dell'andamento dell'economia del paese, con ciò indicando il fatto che i 140 euro di aumento di 8 mesi fa oggi sono inadeguati.

Sull'aumento salariale della nostra richiesta, anche il segretario nazionale della fistel ha ribadito che tale aumento è insufficiente, visto l'aumento dei prezzi, “compresi quelli della benzina”, così smentendo implicitamente il punto della depurazione dei beni energetici importati (la benzina è importata) dalla richiesta salariale sindacale (accettata da cisl e uil – non dalla cgil – nel 2009). L'incontro si è concluso con la calendarizzazione di un nuovo incontro a data da destinarsi.


articolo tratto da http://rsuslc.blogspot.com/ 
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