domenica 25 settembre 2011

LA PARTECIPAZIONE DELLE DONNE - dal Risorgimento alla Resistenza

I 150 ANNI D'ITALIA
LA PARTECIPAZIONE DELLE DONNE
dal Risorgimento alla Resistenza

CONVEGNO PUBBLICO - Martedì 4 Ottobre dalle 15.00 alle 19.00
Sala delle Colonne - Banca Popolare di Milano
Via San Paolo 12
MM1 - MM3 fermata Duomo

a cura di:
ANPI - Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
FIAP - Federazione Italiana Associazioni Partigiane

sabato 24 settembre 2011

Siglato definitivamente l'Accordo del 28 giugno

Confindustria, CGIL, CISL e UIL siglano definitivamente l'accordo del 28 giugno. . In una intervista al quotidiano 'l'Unità' il Segretario Generale della CGIL afferma: “Questa la nostra risposta a chi scarica sui lavoratori i guai dell’Italia” e ancora “con questa firma l’articolo 8 è stato ufficialmente dichiarato inutile ai fini della contrattazione”

Sconfitto il governo? Sconfitta l’idea dell’articolo 8, lasciapassare per la liquidazione dei contratti nazionali? «Confindustria, CGIL, CISL e UIL hanno confermato il 21 settembre ciò che era stato sottoscritto il 28 giugno: l’articolo 8, arrivato dopo, non può rimettere in discussione autonomia e contratti nazionali, il governo non può intervenire modificando a piacere le relazioni sindacali, cercando di delegittimare la rappresentanza delle parti sociali, creando condizioni perché si presentino, qui e là, sigle di comodo, allestendo contratti di comodo, negando il quadro nazionale. Questa è una risposta al tentativo ripetuto di scaricare sul lavoro tutti i guai di questo Paese. Da tempo è sembrato di assistere ad una sorta di esercizio di vendetta sociale nei confronti di chi ha cercato di fronteggiare questo tentativo. L’ostinazione punitiva del governo è la dimostrazione di quanto il sindacato sia rappresentativo della società italiana. Non lo fosse, come sostengono, se ne sarebbero fregati».  
L’articolo 8 resta in piedi, però… «Con questa firma l’articolo 8 è stato ufficialmente dichiarato inutile ai fini della contrattazione. Le parti sociali hanno scelto un’altra strada, ma la nostra mobilitazione contro l’articolo 8 continuerà, anche, come si è già annunciato, ponendo una questione di costituzionalità. Ci rivolgiamo però alle forze politiche d’opposizione, perché si impegnino per l’abrogazione. Perché lo scrivano nei loro programmi elettorali. Aggiungo che il capogruppo del Pd Franceschini ha fatto sapere d’aver pronto un progetto di legge. Semplicissimo, un solo articolo: abroghiamo l’articolo 8. L’accordo ovviamente deve realizzarsi nei fatti, lo chiederemo a tutti. Abi e bancari stanno già lavorando». 
La firma dice qualcosa di nuovo sullo stato dei rapporti tra i sindacati?
«Dice che una crisi grave come questa non può diventare un’occasione per colpire i diritti dei lavoratori, dice che siamo tutti convinti che non esiste rilancio se non si rimette al centro il lavoro. Credo che vi sia conferma dell’importanza dello sciopero del 6 settembre: in quelle manifestazioni s’è mostrato un Paese capace di reagire alle logiche depressive imposte dal governo, un governo che ha nascosto la crisi, che ha protetto evasori e speculatori e ha giustificato la propria inettitudine sostenendo che non si fa ripresa per decreto. Per decreto però ha peggiorato lo stato del Paese, inventandosi manovre finanziarie che ci lasciano dopo tanti sacrifici sempre al punto di partenza, perché mai si indica un obiettivo di rilancio. Lo sciopero del 6 settembre ha reclamato discontinuità e mi sembra che sulla necessità di interrompere al più presto questo ciclo politico si ritrovino ormai in molti. Anche Confindustria e in modo molto chiaro. La vera manovra da fare sono le dimissioni del governo. Il governo se ne deve andare».  

leggi l'articolo integrale - fonte: www.cgil.it

testo dell'Accordo Interconfederale del 28 giugno 2011

Intesa applicativa firmata il 21 settembre




venerdì 23 settembre 2011

Pensioni: giù le mani!

Mentre indiscrezioni annunciano l'ipotesi di nuovi interventi sull'anzianità e l'età pensionabile per la Confederazione "il problema non è la sostenibilità finanziaria, ma la sostenibilità sociale della previdenza pubblica". La manovra "ha peggiorato pesantemente la situazione delle donne e peggiorerà progressivamente la situazione di tutti se il Governo continuerà a mettere le mani nelle tasche dei pensionati e dei lavoratori" 

“Continuano a rincorrersi le indiscrezioni su una nuova manovra del Governo. Il Ministro Sacconi fa appello alle parti sociali per un avviso comune sulle pensioni. Non ha alcuna credibilità un Ministro che ha fatto della divisione tra le parti sociali e dell'attacco alla loro autonomia la ragione della sua esistenza. E poi è ora di smetterla di mettere le mani sulle pensioni”. 

Per la confederazione di Corso d'Italia, un intervento sulle pensioni sarebbe comunque inaccettabile anche perché già la situazione risulta al limite della tollerabilità, con la maggioranza dei pensionati che possono godere di rendite previdenziali molto basse, migliaia di giovani che oggi lavorano con contratti precari che rischiano di non poter mai avere una pensione, profonde discriminazioni di genere tra lavoratori e lavoratrici e tra italiani e immigrati. Le norme già varate dal Parlamento hanno intanto già peggiorato pesantemente la situazione delle donne e peggioreranno progressivamente la situazione di tutti, sia dal punto di vista dei rendimenti, sia dal punto di vista del rapporto tra vita lavorativa e pensione. In particolare, per le donne, sia dei settori pubblici, sia ora di quelli privati si profila un netto innalzamento dell'età previdenziale. Fatta la somma di tutti gli interventi finora approvati (finestra mobile, legame automatico del pensionamento con l'aspettativa di vita), le lavoratrici dipendenti, nell'arco dei prossimi dieci anni, andranno in pensione dopo i 65 anni. Le lavoratrici dipendenti raggiungeranno 65 anni e 6 mesi del 2022, mentre nel 2031 andranno in pensione a 68 anni e 2 mesi. 


 

martedì 20 settembre 2011

Lavori Usuranti D.Lgs. n. 67/2011 - Note relative alle prime indicazioni operative

Lavori Usuranti D.Lgs. n. 67/2011 - Note sulle prime indicazioni operative emanate da Ministero del Lavoro.

Il decreto interministeriale che deve stabilire le modalità attuative in merito al riconoscimento dei benefici per i lavori usuranti, decreto che doveva essere emesso entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo 67/2011 (26 maggio 2011), non è ancora stato emanato. Il Ministero del lavoro, in attesa del predetto decreto “attualmente in corso di perfezionamento,” ha dato le prime indicazioni operative sulla questione con la circolare n. 22 del 10 agosto.
Con questa circolare la Direzione Generale per le Politiche Previdenziali e quella per l’Attività Ispettiva forniscono le prime indicazioni operative per l’accesso anticipato al pensionamento in favore degli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti individuati dal D.Lgs 67/2011. In attesa della definizione della disciplina sulle modalità attuative del provvedimento, il Ministero ritiene necessario fornire indicazioni operative rivolte in particolare a coloro che sono tenuti a trasmettere la domanda di accesso al beneficio entro il 30 settembre 2011. La circolare specifica le categorie di lavoratori interessati, le condizioni per l’esercizio del diritto, la misura del beneficio, la documentazione necessaria, l’istruttoria delle domande, gli obblighi comunicazionali e l’attività di accertamento.



domenica 18 settembre 2011

Pensioni: Telecomunicazioni -10000 derogati dalle finestre mobili

15 settembre 2011

10000 derogati dalle finestre mobili: messaggio INPS n. 13655 del 12 agosto 2011

Si è svolta ieri, presso la Direzione generale dell'INPS, una riunione delle Commissioni Entrate e Prestazioni del Consiglio di indirizzo e vigilanza in merito alla questione dei 10000 derogati dalle finestre mobili.
Come ben sapete come CGIL abbiamo denunciato subito che il numero di 10000 fosse del tutto insufficiente. Il monitoraggio fatto dall'INPS ha confermato le nostre preoccupazioni stimando che i lavoratori che si trovano in questa situazione vanno da 40000 a 45000.
Il 1 luglio si è aperta la prima finestra utile per il pensionamento di questi lavoratori ed abbiamo avuto notizia di comportamenti difformi da parte delle sedi territoriali dell'Istituto, con il rischio che molti lavoratori potessero trovarsi senza prestazioni di sostegno al reddito e senza pensione.
A seguito dei nostri continui e pressanti interventi l'INPS, che a fine luglio non era ancora in grado di definire la lista dei diecimila derogati, ha chiesto al Ministero del Lavoro di essere autorizzato a continuare a pagare per i mesi di luglio ed agosto le prestazioni di sostegno al reddito per non lasciare i lavoratori senza alcun sostegno economico.
Con messaggio n. 13655 del 12 agosto 2011l, che troverete in allegato, la Direzione generale dell'INPS ha comunicato a tutte le sue strutture territoriali di essere stata autorizzata dal Ministero del Lavoro a continuare a pagare le prestazioni. Ciò in attesa della definizione della lista dei 10000 e quindi della possibilità di liquidare le domande di pensione presentate. L'INPS ha comunque continuato a pagare l'indennità a tutti i lavoratori per i quali la mobilità è cessata al 30 giugno 2011, considerando ciò o un anticipo sulla futura pensione o un anticipo sulla continuazione del trattamento di sostegno al reddito, così come previsto dall'articolo 5 bis della legge 122 del 2010.
Nella riunione di ieri l'INPS ci ha comunicato che sta finalmente ultimando la lista dei diecimila e che una volta definita la lista verranno inviate le lettere di comunicazione ai lavoratori interessati. L'INPS, inoltre, ha chiesto al Ministero del lavoro di attivare la procedura di cui all'articolo 5 bis della legge 122 del 2010, e cioè la possibilità di continuare ad erogare le prestazioni di sostegno al reddito per coloro che non rientrano nei diecimila.
Per quanto ci riguarda abbiamo fatto presente all'INPS che la lista dei diecimila deve essere definita in tempi rapidissimi; che le lettere ai lavoratori devono essere inviate immediatamente, che è necessario che l'Istituto solleciti di nuovo il Ministero del lavoro per una rapidissima applicazione delle procedure previste dall'articolo 5 bis della legge 122 del 2010 e che è necessario, (vista ancora l'incertezza dei tempi ed il fatto che il 1 ottobre si apre un'altra finestra per i derogati) che l'Istituto si faccia autorizzare dal Ministero anche per la continuazione del pagamento delle prestazioni di sostegno per i mesi di settembre ed ottobre, considerandole sempre come anticipi sui futuri trattamenti. L'Istituto ha accolto le nostre richieste e ci anche comunicato che a giorni emetterà un maxi messaggio con tutte le indicazioni tecniche, operative e procedurali relative all'argomento in questione.
Abbiamo fatto presente all'Istituto che ci risulta che sul territorio ci siano comportamenti difformi delle sedi. Ci sarebbero infatti alcune sedi che hanno continuato a pagare la mobilità, alcune sedi che hanno liquidato la pensione, altre che non hanno corrisposto alcunché lasciando i lavoratori in totale stato di abbandono. Secondo la Direzione generale INPS ciò non sarebbe possibile, visto che affermano di non aver ricevuto alcuna segnalazione al riguardo.
C'è comunque un impegno dell'Istituto a verificare tutti i casi per i quali si siano verificate incongruenze rispetto a quanto previsto nel messaggio del 12 agosto. E' per questo motivo che vi invitiamo a segnalarci qualsiasi caso atipico.
Vi facciamo presente inoltre che su questa questione, così come su altre relative agli ammortizzatori sociali, abbiamo richiesto unitariamente al Ministero del lavoro un incontro per affrontare con la necessaria urgenza tutta una serie di problemi aperti.

RITA CAVATERRA - CLAUDIO TREVES


fonte: www.slc.cgil.it

leggi l'Articolo: L'impatto delle nuove norme previdenziali sui lavoratori elettrici e telefonici (legge n. 122/2010), molto ben dettagliato e ricco di informazioni redatto da "Esperienze" Rassegna Sindacale INCA