giovedì 16 dicembre 2010

Governo contro i diritti pensionistici dei lavoratori telefonici


Il Governo contto i diritti pensionistici dei lavoratori telefonici. Circolare INPS sembra scritta da Sacconi.

Dopo aver denunciato il grave attacco del Governo ai diritti pensionistici delle lavoratrici e lavoratori iscritti all’ex fondo dei telefonici; dopo aver scritto una lettera al Ministro del Lavoro denunciando le gravi perdite economiche e la confusione che le nuove norme introdotte dalla legge 122/2010 avrebbero prodotto (siamo ancora in attesa di una risposta, almeno di cortesia, o di un incontro); dopo aver letto la circolare 142 dell’INPS del 5 novembre u.s., non possiamo che confermare il giudizio completamente negativo nei confronti di questa legge e del Governo che, mentre dice di non toccare le tasche degli italiani, fa il contrario.

Nella circolare, l'INPS, confortata dal parere ministeriale, con riguardo al destino dei lavoratori iscritti o che siano stati iscritti al Fondo, propone un'interpretazione che di fatto concede assai poco a questi lavoratori, neppure dinanzi ai numerosi casi in cui ad essere compromesso non è soltanto il “trattamento di miglior favore” o la “misura” dei trattamenti, ma viene meno il diritto alla pensione stessa.

Ricordiamo che la legge n. 122/2010 ha disposto che a decorrere dal 1 luglio 2010 la ricongiunzione (prima gratuita) nel FPLD dei periodi di contribuzione maturati presso forme di previdenza sostitutive, esclusive o esonerative dell'AGO (tra cui anche il Fondo Telefonici) sia consentita solo a titolo oneroso per il lavoratore. Con la medesima decorrenza ha inoltre abrogato (tranne che per qualche caso limite) l’art. 28 della legge n. 1450/1956 che consentiva, a domanda dell’interessato o d’ufficio, il trasferimento gratuito della posizione assicurativa maturata nel Fondo Telefonici all’Assicurazione generale obbligatoria.

Invitiamo tutti i lavoratori a inviare un e-mail di protesta alla segreteria del Ministro Sacconi:
segreteriaMinistroSacconi@lavoro.gov.it
Per avere maggiori informazioni, per gli eventuali calcoli sulla ricongiunzione è possibile rivolgersi 
alla sede più vicina del Patronato CGIL (www.inca.it)

La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL

torna alla home
E' possibile inserire la propria opinione o porre domande, selezionando la voce "Commenti" o "Posta un commento", al termine di ogni post.

2 commenti:

  1. Non ritengo giusta la decisione di rendere onerosa la ricongiunzione verso l' INPS in maniera indiscriminata e retroattiva perchè introdurre un onere di punto in bianco, con le stesse regole per tutti, compresa una minoranza che ha in sospeso la questione da parecchi anni per svariati motivi senza tener conto che applicare i coefficienti di riserva matematica corrispondenti all'età di 55 anni e con stipendi che sono necessariamente molto più alti di quelli che percepivamo al momento del passaggio ad altra cassa (nel mio caso 22 anni fà) significa richiedere una cifra improponibile che equivale nella maggior parte dei casi ad una preclusione del diritto alla ricongiunzione.e fosse stata onerosa da sempre l'avrei fatta al momento del cambio di impiego, e quindi di cassa contributi, poichè sapevo che i coefficienti di riserva matematica sarebbero stati molto più bassi.
    Inoltre 25 anni fa lo Stato versava i contributi per i dipendenti nelle casse degli enti pubblici come la CPDEL solo il 17% dello stipendio contro i 24% attuali, a partire dal 1996, in linea con quelli versati dai privati all'INPS.
    Questi sono i punti da affrontare nell'ottica di migliorare la legge appena approvata portando avanti la lotta in maniera unitaria e non per categoria esclusiva come sta facendo quella dei telefonici o altre. In tal maniera potrà essere più efficace e possibilmente con l'aiuto di tutti i sindacati "seri".

    RispondiElimina
  2. la parte piu' vessatoria eodiosa di questa legge, oltre al fatto che ha come unico scopo di raccogliere i soldi dal fondo del barile e dai soliti lavoratori dipendenti, sta nel fatto che ai lavoratori e' preclusa una qualsiasi possibilita' di scelta "retroattiva".
    10-15-20 anni fa il passaggo da un ente ad un altro (salvi alcuni casi) era gratuito, quindi nessun lavoratore si e' posto il problema e comunque non aveva la necessita' di provvedere, come molti, ad esempio,hanno fatto per il riscatto della laurea.Oggi, magari alle soglie della pensione, in pratica ci viene detto che quella regola non vale piu' e che dobbiamo ricongiungere TUTTO; io, se 15 anni fa ci fosse stata questa regola, sicuramente avrei fatto la ricongiunzione, ma oggi non mi e' consentito di ricongiungere "retroattivamente".
    Mi spiego se la legge dicesse che il calcolo per il ricongiungimento va fatto attualizzato all'anno in cui hai cambiato gestione non credo che ci srebbero problemi ne grossi esborsi. La legge, NON dovrebbe essere retroattiva (mi pare di ricordare che costituzionalmente le leggi NON possono essere retroattive); intendo, non solo nonretroattiva al 30/06/2010 ma retroattiva in toto, cioe' se dicesse: a fare data dal 1/1/2011 i contributi versati in una cassa diversa da AGO (o altro) devono essere ricongiunti facendo salva la situazione al 31/12/2010, i lavoratori si organizzerebbero e provvederebbero ricongiungendo vs la cassa di appartenenza.

    D'altra parte se non e' anticostituzionale una legge che alle soglie della pensione (per molti) dice che non ci puoi piu' andare perche', non per scelta tua,10-20 anni fa cambiando lavoro, ti e cambiata la cassa pensioni e quindi OGGI (dopo 15-20 anni) ti obblighiamo a racongiungere, allora aspettiamoci pure di peggio!!! (alla faccia della mobilita' e flessibilita' sul lavoro e nel modo del lavoro)!

    Anchio condivido il commento che questo e' un problema di tutti i lavoratori, non solo di elettrici, volo, telefonici, ecc...a parte la cassa pensioni del clero...!!!!!! (strano)!!!!

    RispondiElimina